The final Ricchiuti

The Final Ricchiuti #233

24 marzo 2009

Ci sono due tipi di giornalisti. Di autori. Di artisti. Impiegati. Operai, malfattori. Crumiri, pozzi di scienza, atleti, pigroni, larve umane, misteri, presenti, assenti, minchioni, sbirri, spie, leader, due fronti, due muri, due inizi, due fini, due transizioni, due vite di mezzo, due accordi, due lingue, due letti, coscienze, due tipi d’attori, due tipi in ogni dove di ogni cosa. Di allenatori. Di esseri umani in generale. Chi dice all’altro servo del padrone e chi invece ha pudore di dire sciocchezze. Ed ha addirittura paura della purezza. Scriviamo, esprimiamo, parliamo, viviamo, respiriamo e se respiriamo tutti coi limiti e serviamo tutti un padrone. Non fosse altro, noi stessi e le nostre acrimonie e i conti in sospeso. Ecco,  Ancelotti almeno da quando non fa più di testa sua in sospeso ha lasciato solo i secondi posti degli altri.

6 commenti a The Final Ricchiuti #233

  1. gloria

    che intendi con:”che hanno paura della purezza”?

  2. ricchiuti

    La purezza nel senso di non compromissione.
    Il compromesso umanizza.

  3. redmail

    A Vigevano dicono: ”Cul’i le com el szioba.Semp en mes”. Traduco ”Quello lì e come il giovedì. Sempre in mezzo”. Tu no. Sei di spalla. Prediligi l’understatement. Ed è molto ebraico tutto questo.
    Ma il calcio lo metti ovunque. E’ il tuo giovedì universale. Non vigevanese. E’ il tuo ebreo preferito! Quello di successo. Che predilige la ribalta. Una sorta di Raz Degan del tuo modo di gradire. Ciao ;)

  4. ricchiuti

    A me e il Cattomoderasta è rimasto solo questo.
    Dei due, io sono quello di spalle e lui quello che di spalle porta il subbuteo. Divertimento assicurato.

  5. redmail

    Si. E’sempre l’eterno problema del doppio, che hai ben esemplificato nei tre quarti del pezzo.
    Il subbuteo? L’ho giocato molto anch’io. Ho smesso troppo ”presto” quando un mio amico di Genova, mi insegnò a fare i pallonetti sui calci piazzati, piegando la punta dell’unghia.
    Grandi partite sul feltro verde. E qualche incavolatura di troppo, quando si schiacciava un omino col gomito e si rimediava col bostik. Producendo uno sghembo inclinato, con tanto di gamba sbordante di grumo colloso. In fondo anche nella realtà c’è l’infortunio e il gioco scorrevole. E’ la vita. Uno di fronte, uno di spalle. Ma solo insieme due facce per fare una sola medaglia. Lechaim! :)

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