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«Chiudete il macello di bufalini» Attivisti fuori dall’Asl di Frosinone | VIDEO

Gli attivisti non ci stanno, e per mercoledì hanno indetto un presidio fuori dalla Asl di Frosinone per chiedere l’immediata chiusura del macello degli orrori dei bufalini mostrato dalla trasmissione “Animali come noi” su Raidue. Ma non solo: il parlamentare Mirko Busto accompagnerà i giornalisti presenti davanti al macello in questione, svelandone così l’identità, finora coperta. “Finché l’Asl e l’autorità giudiziaria non interverranno con un provvedimento di chiusura, potranno essere i cittadini a decidere se rifornirsi da quel macello oppure no”, ha detto Busto a Giornalettismo.

IL MACELLO DI BUFALINI HA CHIUSO. ANZI, NO

Era stata inizialmente salutata come una vittoria il provvedimento con cui la Asl di Frosinone aveva chiuso il macello di bufalini a seguito della trasmissione di Giulia Innocenzi “Animali come noi”, che aveva mostrato bufalini lanciati per aria, maltrattati con il pungolo elettrico e decapitati da vivi. Ma la chiusura è durata solo una settimana, e non è chiaro cosa significhi che l’attività del macello ha ripreso “solo parzialmente”, come da risposta della Asl ad alcune domande della giornalista. E così gli attivisti di “No mattatoio” hanno indetto un presidio per il 17 maggio fuori dall’Asl di Frosinone. “Il macello deve chiudere immediatamente, le immagini mostrano come abbiano violato le norme sulla macellazione”, dice Rita Ciatti, organizzatrice della campagna “No mattatoio”, a Giornalettismo. “E l’Asl ha il potere decisionale per farlo”. Come conferma anche Roberto Bennati, vicepresidente della Lav: “Alla Asl basta una misura d’emergenza per chiudere quel macello. Un potere che non ha neanche un pubblico ministero. Ci sono state delle evidenti violazioni che riguardano il benessere animale, mentre hanno riaperto il macello con una vigilanza particolare solo sulla salubrità della carne”. Nella comunicazione data dalla stessa Asl, infatti, è specificato che dall’attività di macellazione ora siano esclusi il sezionamento e la lavorazione delle carni. Sembrerebbe, quindi, che gli operai continuino a macellare gli animali, e la preoccupazione degli attivisti è che il maltrattamento filmato dalle telecamere degli investigatori di Free John Doe continui. “La violenza gratuita nei confronti di cuccioli che neanche riuscivano a reggersi sulle proprie zampe, mostrata dalla trasmissione, è veramente inaccettabile”, chiosa Rita di “No mattatoio”. Intanto gli attivisti si stanno organizzando da tutta Italia, con alcuni in partenza da Torino, Bari e Firenze, come è possibile leggere dalla pagina Facebook che ha lanciato il presidio.

GUARDA IL VIDEO DEL MACELLO DA “ANIMALI COME NOI”

IL MACELLO FINISCE IN UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

“Quali motivazioni hanno giustificato una riapertura parziale del macello?”, chiede Mirko Busto in un’interrogazione parlamentare diretta alla ministra della Salute, in cui le sollecita anche “un accurato controllo degli impianti di macellazioni del frusinate”. Mentre alla Asl chiede di mantenere chiusa la struttura “fino ad avvenuto accertamento delle responsabilità negli illeciti”. Anche perché nelle immagini diffuse dalla trasmissione di Raidue si vedono delle persone vestite con un camice verde, identificate dalla giornalista come i veterinari pubblici, che assistono senza intervenire ai maltrattamenti sugli animali. Il parlamentare sarà presente al presidio, che Giornalettismo seguirà in diretta dalla pagina Facebook, e porterà il corteo e i giornalisti presenti davanti alle porte del macello. Che, almeno per ora, rimangono aperte.