Renne Norvegia
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La Norvegia ucciderà duemila renne

La Norvegia ha autorizzato l’uccisione di una mandria di circa 2 mila renne, per sradicare una patologia cerebrale che ha già colpito diversi animali. La malattia, simile al morbo della mucca pazza, è stata individuata nelle renne del Paese scandivano l’anno scorso, e dopo le prime morti le autorità sanitarie hanno osservato una diffusione della patologia. Oltre alle renne la malattia del deperimento cronico del cervo è stata riscontrata anche in alcuni esemplari di alci, ma il virus in questo caso non desta eccessiva preoccupazione visto che questi animali non vivono in mandrie a differenza delle renne. Per prevenire la diffusione della malattia del deperimento cronico del cervo, conosciuta anche sotto l’acronimo inglese di CWD, l’autorità per la sicurezza del cibo della Norvegia ha richiesto la macellazione delle renne infettate, che sono stimare essere in un numero compreso tra 2 mila e 2 mila 200 animali che vivono nella regione montuosa di Nordfjella. Il morbo CWD è stato più volte riscontrato negli Stati Uniti, ma è la prima volta che ha colpito in Europa. Si tratta di un encefalopatia spongiforme, provocata da un prione, come nel caso del morbo della mucca pazza. Colpisce il cervello dei cervi, in età compresa tra i 3 e i 5 anni, quando sono adulti. Solo in rari casi è stato diagnosticato in animali di giovane età, dopo i 17 mesi. Come nel morbo della mucca pazza la malattia al cervello tende a far dimagrire considerevolmente i cervi, e tra i sintomi ci sono stati alterati, tremori, camminate ripetute. Al momento non è mai stato osservata una trasmissione di questo virus dai cervi all’uomo. La Norvegia pianifica di uccidere le renne entro il primo maggio del 2018. La mandria da macellare rappresenta il 6% della popolazione norvegese di questa specie animale. Non è ancora stata chiarita la modalità con cui si provvederà all’uccisione delle renne, con una macellazione della mandria dopo che gli animali sono stati raggruppati, oppure con un’estensione dei permessi di caccia.

Foto copertina: Glen Stubbe/Minneapolis Star Tribune/TNS/Zumpres