Bufale. L’incubo di Alfredo: «Io scambiato per pedofilo nelle chat di mezza Italia»

alfredo mascheroni

Il suo profilo Facebook ha iniziato a circolare su WhatsApp e Facebook definendolo un mostro. Ma non è vero nulla. Ricoperto di insulti e minacce ora deve lottare contro una catena assurda e diffamatoria

Si chiama Alfredo Mascheroni, è proprietario di un bar, Bar Capriccio A&C di Colecchio (Parma), e da qualche giorno la sua vita si è trasformata in un incubo. Molti utenti hanno condiviso la sua foto nelle chat di WhatsApp di mezza Italia definendolo un “bastardo pedofilo”. Tutta colpa di un messaggio virale, palesemente falso, che gli sta rovinando la vita. Del suo caso ne ha parlato David Puente sul suo blog e Bufale.net. Noi siamo riusciti a contattare Alfredo per farci raccontare cosa sia successo.

segnalare pedofilo
Screenshot form DavidPuente.it

Chi ha condiviso il messaggio ai propri amici e conoscenti è diventato suo malgrado complice di questa diffamazione diffusa nei confronti di questo ragazzo.  Basta poco. Basta credersi un paladino della giustizia, basta non verificare nulla, sherare sui social il suo profilo e il danno è fatto. Alfredo sta ricevendo centinaia di richieste di amicizia e insulti. Senza aver fatto nulla.

alfredo mascheroni

L’INCUBO DI ALFREDO MASCHERONI

Tutto è iniziato nella notte tra giovedì e venerdì scorso. «Mi sono svegliato la mattina pieno di notifiche, di richieste di amicizia, di insulti, di minacce», racconta Alfredo. «Ho pensato non è possibile si sono sbagliati. Poi ho visto il post, con la mia faccia e il link alla mia pagina». Il ragazzo ha denunciato tutto alla Polizia postale solo stamane (a causa degli orari d’apertura dell’ufficio denunce). «Ho dovuto passare tre giorni di insulti, minacce». Il problema è grave, anche perché nella città di Alfredo quel messaggio è praticamente girato su tutti i cellulari. «Io ho 24 anni – racconta a Giornalettismo – in pratica mi hanno contattato le insegnati delle elementari, la preside, per chiedermi cosa stesse succedendo».

ALFREDO E LE DENUNCE DEI GIUSTIZIERI DA TASTIERA

«La mia preoccupazione più grande – spiega – non è tanto quello che sta succedendo quanto quello che adesso tutti pensano: che io sia un pedofilo. Quando si smentirà questa cosa la mia innocenza non sarà così popolare e io verrò sempre segnato per questo». Questa bufala sta condizionando la vita del giovane, nel suo quotidiano: «Stamane sono andato in centro nel mio paese per fare la spesa per il bar. Sono sceso dalla macchina e due persone che mi conoscono hanno detto “Ah guarda c’è il pedofilo”». Il messaggio falso rischia di rovinare anche l’attività lavorativa di Alfredo. Non solo: paradossalmente il giovane non può bannare i commenti negativi sul suo profilo Facebook: «Mi hanno segnalato in tanti, in pratica non ho più la facoltà di segnalare io». Molte persone hanno detto al ragazzo di averlo denunciato alla polizia, per pedofilia. E anche se la cosa è totalmente infondata potrebbe andare avanti. «Se anche solo la metà delle persone che ha detto di avermi denunciato lo ha fatto sul serio – spiega – la polizia, davanti a una ventina di segnalazioni, potrebbe esser costretta a indagare comunque».

Tanti altri giustizieri da tastiera hanno invece frugato sul suo profilo Facebook cercando prove della sua “pedofilia”. «Hanno trovato le foto con la mia ex ragazza (con il quale il giovane ha un figlia piccola ndr). Mi hanno detto che sono un depravato che vado con una minore. La mia ex ragazza ha 28 anni». Qualcuno si è pure scusato con il giovane. Ma l’incubo continua. «Le persone che mi conoscono sanno chi sono. Ma davanti a 50, 100 persone che ti accusano di esser un mostro qualcuno che ci crede ci sarà».

Se hai condiviso un messaggio falso e diffamatorio non essere complice di un reato, sii invece complice nell’aiutare a diffondere la smentita. Ecco qui come fare

 

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