Abbasso il preservativo!

23/03/2009 - Il colpo di grazia arriva da Paolo VI: con l’enciclica Humanae Vitae (1968), condanna definitivamente ogni pratica contraccettiva “non naturale” (quindi chimica o meccanica). E siamo ai giorni nostri. - MORBUS GRAVIS DEL SECOLO - Veniamo alla main excuse che renderebbe

     
 

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Il colpo di grazia arriva da Paolo VI: con l’enciclica Humanae Vitae (1968), condanna definitivamente ogni pratica contraccettiva “non naturale” (quindi chimica o meccanica). E siamo ai giorni nostri.

- MORBUS GRAVIS DEL SECOLO - Veniamo alla main excuse che renderebbe il puro latice la panacea mondiale dei mali piu’ brutti: la sicurezza sanitaria, la profilassi del profilattico. Anche qui una nota biografica: un minimo di buon senso ci spingeva ai tempi a girare al largo dai casi umani piu’ “promiscui” quando la globalizzazione non aveva ancora inventato l’Aids e il preservativo non evitava qualche fastidiosa eruzione cutanea da contatto nei casi piu’ “outdoor”. Col passare del tempo, scandito dal progressivo disboscamento dei cespugli femminili e dei principii “di una volta”, l’aspetto profilattico (nel senso di prevenzione) non poteva piu’ essere ignorato sia per chi girava il Mondo ma anche per tutti i raggiunti in casa dalla globalizzazione, vedi casi di lebbra registrati a Milano. Non per la Chiesa, nonostante il concetto cattolico di male minore rispetto a mali maggiori (aborto, contagio, malattia). Non e’ pero’ (solo) ancoraggio tradizionalista alle tesi Paoline del 1968, stabilite quando l’Aids non esisteva. Una nota della Santa Sede emanata dopo la frase contro i profilattici pronunciata dal Papa afferma: “Il Santo Padre ha ribadito le posizioni della Chiesa Cattolica e le linee essenziali del suo impegno nel combattere il terribile flagello dell’Aids (richiamo alla tradizione, ndr) che si concentrano sull’educazione alla responsabilità’ delle persone nell’uso della sessualità’, con la ricerca di cure efficaci accessibili al maggior numero di persone e con l’assistenza umana e spirituale ai malati” e conclude: “Queste sono le direzioni in cui la Chiesa concentra il suo impegno non ritenendo che puntare essenzialmente sulla piu’ ampia diffusione di preservativi sia in realta’ la via migliore, piu’ lungimirante ed efficace per contrastare il flagello dell’Aids e tutelare la vita umana”. Anche ai miei tempi il preservativo non lo consideravamo “la via migliore, piu’ lungimirante ed efficace” per gli scopi che si prefiggeva.

- RITORNO IN AFRICA - Perche’ dovrebbe essere diverso in Africa? Un dato fa notare [[Giuliano Ferrara]]: la diffusione del Hiv e’ del tutto analoga nel Malawi e a Washington, D.C. (3% della popolazione), dove la diffusione del preservativo non conosce limiti di sorta ma anche la libidine dei lobbyisti e politicanti, tra i quali quei funzionari della Banca Mondiale che hanno criticato l’uscita papalina. Cos’e’ tutta ‘sta ansia propria del 20% satollo dell’Umanita’ a convincere africani, asiatici e sudamericani a infilarsi il preservativo? Che non sia la solita comoda scorciatoia per evitare il problema vero? Della serie, invece che mandarvi i farmaci retrovirali a basso costo di cui avreste bisogno, beccatevi ‘sto pezzo di latice. Ricordo che Papa Wojtila fu DENUNCIATO da un paio di case farmaceutiche tedesche e francesi per le sue prese di posizione al riguardo. Oggi guarda caso Ratzinger viene ripreso per primo dai politici di quei due Paesi…. Ben lungi da noi sostenere che i problemi dell’Africa li debbano risolvere, rimettendoci, le aziende farmaceutiche (la ricerca costa cara): sarebbe come prendersela alla Obama coi bonus dei manager Aig. Chiaro altresi’ che i politicanti-che-la-sanno-lunga preferiscano chiudere la vicenda spostando il problema piuttosto che aprire una onerosa (di questi tempi poi …) discussione sulla distribuzione dei farmaci. Che non riguarderebbe solo quelli anti Aids ma anche banalmente la malaria, che ancor oggi in Africa miete molte piu’ vittime, bambini inclusi. Molto piu’ semplice quindi accusare un vecchietto bavarese che predichi temperanza, castita’ e rinuncia, di agire da propalatore di un morbo che si propaga principalmente … per via sessuale! Soluzioni semplici non ce n’e’ e non ha ragione nessuno, ma una misura dei nostri tempi e’ che la ggente si beva il paradosso.

(Dati storici e dottrinali ricavati da [[Giorgio Nadali]] – “Sessualità, Religioni e Sette. Amore e Sesso nei Culti mondiali”. Roma, Armando Editore, 1999) .

     
 

13 Commenti

  1. Comicomix scrive:

    Fermo restando che Ratzinger ha detto una cretinata (ma i Papi una volta non erano infallibili? Ah, questi tempi moderni!) Mi ritrovo nella frase: “Della serie, invece che mandarvi i farmaci retrovirali a basso costo di cui avreste bisogno, beccatevi ‘sto pezzo di latice.”

    Io, probabilmente al contrario di ABR, ho il dente avvelenato con le case farmaceutiche (ma soprattutto con i Governi) proprio nel loro comportamento riguardo ai brevetti dei farmaci salvavita.

    E che fanno troppo poco contro i vari flagelli che distruggono milioni di vite, e non solo in Africa.

    E comunque, anche se non proprio “simpatico”, io ai ragazzi (cresciuti e non) il preservativo lo consiglierei. Prevenire è meglio che curare. ^_^

    Ciao ABR! :-)

  2. se il caro joseph in arte benedetto si limitasse a propagandare la castità e la fedeltà coniugale, non ci sarebbe nulla di male, entrambe dal punto di vista etico-morale possono essere apprezzabili tanto dai credenti che dai non credenti

    ma il buon joseph in arte benedetto, ben sapendo che gli africani trombano come leoni infoiati, aiutati in questo dal generoso battacchio che il buon dio gli ha dato, tende a far pressioni sui governi affinché non portino avanti programmi di prevenzione e riduzione della diffusione della malattia

    questo è il vero comportamento criminale del vecchietto bavarese e della sua cricca

    tra prevenzione e cura di una malattia già in essere è preferibile la prevenzione

    poi non è detto che uno che usa il preservativo sia più promiscuo o irresponsabile, ad esempio molti che vanno con le prostitute sono disposti a pagare di più per non usarlo

    sulle multinazionali si possono dire pesta e corna ma con l’uso del preservativo c’entra poco

    se uno si sottopone a terapia antivirale non guarisce e quindi vivendo più a lungo e apparendo asintomatico e sano è in grado di diffondere la malattia ancora meglio

    quindi cure mediche e preservativo non sono in contrapposizione

    p.s

    riguardo al generoso battacchio non parlo per esperienza diretta :-)

  3. Zrcadlo scrive:

    Come sempre, i non cattolici offendono il Papa e tutto quello che dice per partito preso. Poi, se si tocca l’unico vero dio, assieme al denaro, dell’occidente contemporaneo, cioè il sesso, allora è proprio bagarre! Il Papa ha detto una cosa ovvia che chiunque al mondo sano di mente dovrebbe approvare: contro l’AIDS non basta il preservativo, ci vuole la CASTITA’!
    E’ una cosa così ovvia che un sieropositivo NON DEVE fare sesso con nessuno, perchè è una bomba atomica che cammina. Io, poi, per mie convinzioni personali, oltre che a causa di un orribile aspetto che mi impedisce qualunque relazione di qualunque tipo, perchè oggi ormai il sesso si fa solo con persone belle, a meno di pagare… dicevo io non faccio sesso a NESSUN livello, nemmeno, come si diceva una volta, con la mia mano destra. Credo che se si riducesse la sessualità umana del, diciamo, 90%, la vita sulla terra sarebbe molto migliore.

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