Busta paga più leggera a marzo, ecco perché

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Il colpo delle addizionali sullo stipendio

A giugno arriva l’Imu sulla prima casa, e saranno dolori. Ma in attesa, come antipasto, gli italiani avranno l’assaggino dello stipendio o della pensione decurtati a marzo. Quando scatterà per tutti l’aumento delle addizionali regionali, per tutti, e quello delle addizionali comunali, per i “fortunati” che si trovano nei comuni con necessità di tappare i buchi nei bilanci. Spiega il Corriere della Sera:

Le prime peseranno in media qualcosa come 62 euro all’anno; le altre varieranno da Comune a Comune, e se in qualche caso più fortunato non sono state ancora decise dall’amministrazione comunale, non entreranno nello stipendio di questo mese ma sarà soltanto questione di tempo. E la ministangata verrà così soltanto rinviata. Il Caf-Cisl nazionale (Centro assistenza fiscale della Cisl) ha studiato nel dettaglio quanto tutto questo peserà sulle tasche degli italiani che percepiscono stipendio o pensione. E il risultato è che l’aumento del prelievo scatterà per tutti sulle addizionali regionali e sarà dello 0,33 per cento. Questo vuol dire, spiegano al Caf-Cisl, che chi percepisce un reddito di 1.200 euro lordi al mese (15.600 all’anno) si vedrà trattenuti ulteriori 51 euro in un anno, a partire dallo stipendio di marzo, e se il Comune ha già stabilito l’aumento dell’Irpef comunale, la trattenuta potrà arrivare fino a 98 euro, sempre annui.

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Lo schema del Caf Acli:

Nel dettaglio, si calcolerà così: