Le ultime dichiarazioni del ministro dell’Economia sul cospirazionismo signoraggista hanno imbevuto miti e leggende sulla sovranità monetaria. E gli effetti si ammirano in un manifesto di Massimo Fini contro la cosiddetta dittatura bancaria e tecnofinanziaria
“Dagli anni ‘90 in poi, gli Stati hanno rinunciato a fare gli Stati e la politica monetaria. La politica ha ceduto la sua sovranità al mercato e ai banchieri“: le recenti dichiarazioni Ministro dell’Economia Giulio Tremonti sul fatto che la moneta è stata privatizzata (evidentemente vive in un mondo immaginario) mostrano che esiste una cospicua quantità di miti e leggende che stimolano la fantasia popolare e che possono essere usati per turlupinare l’elettore. Una sorta di borsa di Mary Poppins da cui attingere baggianate: ci si può trovare di tutto, dalla diffidenza verso i banchieri all’antisemitismo, dalla confusione tra moneta e ricchezza al mito del signoraggio. Se qualcuno ha bisogno di un nemico immaginario, o solo di un artificio retorico per distrarre l’uditorio, non deve che aprire la borsa. Questo per il signoraggismo di governo. Poi c’è quello di lotta, di cui il manifesto di Massimo Fini è un fulgido esempio. Già il titolo è tutto un programma: “Appello contro la Dittatura Bancaria e Tecnofinanziaria“. Arriviamo subito dopo ai tempi di Carlomagno: “No alla vita basata sul prestito e sull’usura“: non importa se la lotta contro l’usura abbia danneggiato l’economia medievale, e se la teoria economica ha capito il fenomeno dell’interesse da ormai un secolo e oltre. Poi cosa significa che non bisogna avere una vita basata sul prestito? Che se ho bisogno di 100€ oggi non posso chiederli a qualcuno, promettendone 107€ tra un anno in cambio? Senza prestiti, l’economia collasserebbe e moriremmo tutti di fame, perché non sarebbe possibile finanziare investimenti o aziende.
CONTI E CONTICINI – Preventivamente, due cose sull’interesse. Argomento noioso forse, ma necessario, altrimenti si torna alle scempiaggini medievali contro l’usura. Supponiamo che affittare un trattore per un anno costi 9,500€, e che con il trattore si possano produrre (dopo un anno) 10,000€ di grano: possiamo dire che il trattore oggi “vale” 10,000€ di grano tra un anno. Ma quanto vale il grano futuro? Sicuramente meno del grano presente, a parità di condizioni: la differenza è l’interesse.. Siccome tutta l’economia capitalista si basa sull’investimento in beni capitali per ottenere elevata produzione di merci, senza interesse quasi tutto ciò che consumiamo sparirebbe. Si noti anche un’ovvietà: il vecchietto o il lavoratore che investono in titoli di Stato stanno guadagnando interesse: sono
“capitalisti”, nel senso marxiano del termine, e traggono profitto dalla sete pubblica di fondi. Annullare l’interesse significa anche distruggere le pensioni, quindi. Il manifesto inizia subito con le falsità (non menzogne, perché non posso escludere che chi propina certi miti ci creda): “La Banca Centrale Europea … emette le banconote di Euro … appropriandosi del poter d’acquisto del denaro che crea a costo zero“. Doppia scempiaggine: prima di tutto perché il reddito da banconote non è pari al valore nominale del circolante, ma all’interesse sul collaterale immagazzinato per emettere circolante (circa il 3% del valore nominale); poi perché quel reddito va quasi per intero al Tesoro.
ECCO COME VA VERAMENTE – La monetizzazione dei titoli di debito funziona così: una banca va alla banca centrale con 100€ nominali di titoli di debito pubblico. Il titolo viene accettato e rimane in banca centrale, e in cambio la banca ottiene ad esempio 95€ in contanti. Dopo una settimana la banca riporta 95.1€ (0.1€ di interessi) alla banca centrale e ottiene in cambio il proprio titolo: l’offerta di moneta, che prima era salita di 95€, ora ridiscende ai livelli precedenti. La banca centrale prende l’interesse guadagnato e – tranne una piccola parte di spese operative – lo dà al Tesoro. Continuiamo con gli errori: “Gli Stati pagano questa cifra con titoli di Stato, quindi indebitandosi. Su questo debito inestinguibile, pagheranno (pagheremo) gli interessi passivi per sempre“. In realtà, monetizzando debito lo Stato riduce gli interessi che deve pagare, e poi la parte della spesa per interessi monetizzata è reddito del Tesoro. E poi scusate: se monetizzare debito creasse dei problemi mostruosi a chi ottiene moneta, per quale motivo le banche e le istituzioni finanziarie in crisi sono ben contente di monetizzare i propri asset finanziari e ottenere denaro sonante oggi in cambio?




io adoVo Massimo Fini, er Nietzsche de’ noantri
“Tutti i problemi finanziari degli ultimi anni sono stati causati da tassi di interesse troppo bassi che hanno stimolato investimenti e posizioni finanziarie insostenibili.”
Su questo non sono d’accordo. Non sono stati tanto i tassi di interesse troppo bassi a far cedere un’architettura scricchiolante, ma piuttosto – a mio modo di vedere le cose – la perdita delle cosiddette “Garanzie” della persona a cui il prestito veniva concesso.
Sono stati cioè erogati troppo facilmente tropppi prestiti a persone che non sono più riuscite a ripagare il debito. Motivo questo per pensare che l’opera di “moral suasion” (come piace ora chiamarla) dei prefetti nelle banche non solo è fantasiosa, ma anche potenzialmente molto pericolosa.
Dopotutto la crisi finanziaria (non quella reale) in Italia è arrivata meno proprio per via di un sistema ancora abbastanza ancorato (seppur molto meno di prima) alle garanzie delle persone a cui viene concesso un mutuo. E questa mossa potrebbe far scoppiare una crisi finanziaria magari appena si sarà con la punta del piede fuori da questa enorme crisi economica mondiale. Condannando definitivamente l’Italia.
La crisi finanziaria è scoppiata dove la politica monetaria è stata più lasca: paesi dell’Est che per ancorarsi all’euro hanno avuto tassi di interesse negativi, USA, UK. L’unica eccezione sono la Spagna e l’Irlanda, che sono andati in bolla con l’euro (ma la differenza di risposta del sistema economico ai tassi, tra Spagna e Germania, è un tema che non mi è chiarissimo).
Tutto il resto è una conseguenza: è vero che negli USA il Congresso ha fatto pressioni su Fannie e Freddie per comprare mutui originati senza controllare se il debitore era finanziariamente credibile, ma questo da solo non spiega le leve finanziarie ed operative delle società finanziarie, il maturity mismatch e altre follie finanziarie.
Secondo me l’eccesso di assunzione di rischio è la conseguenza diretta dell’attivismo delle banche centrali: se l’investitore sa che in caso di problema sistemico verrà aiutato, sconta questa garanzia investendo di più e in titoli più rischiosi. Il risultato del moral hazard è un’amplificazione della fragilità sistemica.
Quanto mi piacciono gli articoli di Libertyfirst…
Io sono per una posizione di concorrenza dei due fattori: sia il credito facile che i bassi tassi hanno influenzato il moral hazard. La possibilità di avere una liquidità pressoché infinita a basso costo mettendo a garanzia pacchetti con dentro qualsiasi schifezza (che non poteva, come si vede ancora, essere scoperta a priori) hanno indirizzato banche e finanziarie verso investimenti fuori da ogni logica di sostenibilità.
Pure Massimo Fini… ma io dico dove prendono la roba i signoraggisti, che gliela tagliano ben male!
Ma è ovvio a qualunque baggiano che le banconote, che non sono altro che titoli di credito, non creano ricchezza: ogniqualvolta un imbecille signoraggista stacca un assegno riceverebbe un profitto pari alla somma indicata sull’assegno detratto dal costo del modulo.
Visto che però prima o poi qualcuno l’assegno lo va ad incassare in realtà il profitto ce l’hanno solo gli emittenti di assegni allo scoperto, cioè eventualmente gli Stati che emettono appunto nuovi titoli di debito pubblico coi quali poi far fronte alle banconote all’incasso, cosa che noi facemmo nei meravigliosi anni ’80 che Massimo Fini rimpiange tanto. Peccato poi l’inflazione arrivi al 20% facendo cisì…
Caro Libertyfirst,
innanzitutto vorrei complimentarmi per i tuoi articoli, li leggo sempre con piacere e sono per me di facile comprensione.
Premetto che ritengo il signoraggio primario alla stregua di un obolo, che sono consapevole del fatto che per legge esso non esiste, ed infine che non c’è nessun giudice che possa sindacarlo.
Detto questo, mi permetto di fare alcuni appunti, ma sarebbe meglio dire chiederti delucidazioni su alcuni passaggi.
Scrivi: “Poi cosa significa che non bisogna avere una vita basata sul prestito? Che se ho bisogno di 100€ oggi non posso chiederli a qualcuno, promettendone 107€ tra un anno in cambio? Senza prestiti, l’economia collasserebbe e moriremmo tutti di fame, perché non sarebbe possibile finanziare investimenti o aziende”.
In linea di principio sono d’accordo, ma:se baso la mia vita solo ed esclusivamente sul prestito non risulto perennemente in debito con qualcuno? E questo prestito, non dovrebbe essere frutto di risparmio vero?
Attualmente quando un azienda chiede un prestito ad un istituto bancario, quest’ultima crea denaro dal nulla e glielo cede come se fosse vero (una volta si diceva che bastava un tratto di penna, oggi un click più che sufficiente). Quindi se prendo un prestito creato dal nulla, perché devo restituire beni reali (essendo io che creo il denaro che restituisco nel momento in cui lo restituisco)?
Scrivi:”La monetizzazione dei titoli di debito funziona così: una banca va alla banca centrale con 100€ nominali di titoli di debito pubblico. Il titolo viene accettato e rimane in banca centrale, e in cambio la banca ottiene ad esempio 95€ in contanti. Dopo una settimana la banca riporta 95.1€ (0.1€ di interessi) alla banca centrale e ottiene in cambio il proprio titolo: l’offerta di moneta, che prima era salita di 95€, ora ridiscende ai livelli precedenti. La banca centrale prende l’interesse guadagnato e – tranne una piccola parte di spese operative – lo dà al Tesoro”.
Per legge funziona così, ma: se tutta la base monetaria viene prestata dalla banca centrale e se essa si espande attraverso i prestiti concessi dalle banche commerciali, soltanto ciò che viene definito “capitale” costituirà nuova offerta di moneta. E allora dov’è il denaro che serve a pagare gli interessi che gravano su tutto il capitale? Da nessuna parte. Non esiste. Quindi sarò perennemente indebitato perché dovrò chiedere altri prestiti per far fronte agli interessi. Sbaglio, o mi sfugge qualche passaggio?
Chi ha scritto questo articolo è un imbecille o è in malafede.
Insulti a profusione in entrambe i casi.
Saluti ed informatevi da qualche altra parte, che qui vi prendon per i fondelli.
Ascanio: argomenta le tue idee, se sei in grado. Ovviamente non lo sei, altrimenti non avresti bisogno di dare dell’imbecille a qualcuno.
Libertyfirst
pourquoi non hai risposto a Oiggas?
Oiggas
“Premetto che ritengo il signoraggio primario alla stregua di un obolo, che sono consapevole del fatto che per legge esso non esiste”
Il signoraggio primario esiste per legge, ne parlano le regole delle banche centrali: non è un mistero tenuto segreto, ma una fonte di reddito per lo stato, e ogni testo di economia monetaria e finanza pubblica lo scrive esplicitamente.
“se baso la mia vita solo ed esclusivamente sul prestito non risulto perennemente in debito con qualcuno?”
Sì, se uno base la vita solo sui prestiti sarà sempre in debito, ma in genere i debiti si pagano, e quindi si estinguono. Ad esempio, un’azienda può emettere bond e essere in debito con i pensionati che li comprano tramite i fondi pensione; e io posso comprare un’automobile a rate ed essere in debito con la concessionaria. Però alla fine i debiti scadono, e quello che io e l’azienda abbimo ottenuto è semplicemente pagare nel tempo ciò che avremmo dovuto pagare in una sola somma (e magari non avevamo i soldi per farlo).
“E questo prestito, non dovrebbe essere frutto di risparmio vero?”
Sì, se non ci sono pensionati che comprano obbligazioni le aziende non avrebbero domanda per le loro emissioni, e se non ci fosse un mercato per le rate delle automobili io dovrei comprare l’automobile in contanti. Il problema è che domanda e offerta di risparmi sono sempre in disequilibrio per colpa delle politiche monetarie, ma questa è una questione diversa, che ho trattato in molti precedenti articoli sulla crisi economica. Diciamo che idealmente il mondo dovrebbe avere risparmi e investimenti in equilibrio, e quindi tanti investimenti quanti sono i risparmi reali disponibili: in questo mondo ci sarebbero comunque debiti, crediti e interessi attivi e passivi.
“Quindi se prendo un prestito creato dal nulla, perché devo restituire beni reali (essendo io che creo il denaro che restituisco nel momento in cui lo restituisco)?”
In realtà non restituisci beni reali: restituisci moneta creata dal nulla. Alla fine sia il prenditore (azienda) che il prestatore (banca) ci guadagnano (se non falliscono) a spese di tutti gli altri utilizzatori di moneta. La moneta è rappresentativa di merci reali: la banca vende all’azienda potere d’acquisto presente in cambio di potere d’acquisto futuro.
“se tutta la base monetaria viene prestata dalla banca centrale e se essa si espande attraverso i prestiti concessi dalle banche commerciali, soltanto ciò che viene definito “capitale” costituirà nuova offerta di moneta. E allora dov’è il denaro che serve a pagare gli interessi che gravano su tutto il capitale? Da nessuna parte. Non esiste. Quindi sarò perennemente indebitato perché dovrò chiedere altri prestiti per far fronte agli interessi. Sbaglio, o mi sfugge qualche passaggio?”
In realtà non sei tu ad essere indebitato ma la banca (con la banca centrale). Quando ti pagano il salario non contrai un debito, ottieni moneta senza doverla restituire o pagare interessi a nessuno. La banca invece deve pagare l’obolo alla banca centrale (ovviamente è ampiamente ricompensata dal fatto di essere protetta dai propri clienti dalle politiche che salvano le banche a spese del contribuente).
Il tuo ragionamento sarebbe corretto se le banche dovessero pagare ogni anno tutto il capitale e l’interesse alla banca centrale: se l’offerta di moneta fosse costante, ogni anno dovrebbero pagare l’offerta di moneta più gli interessi, e questa moneta non esiste, quindi fallirebbero. Ma le banche non fanno così: le banche trasferiscono alla banca centrale l’interesse sul debito monetizzato, non il capitale, diciamo il 2% della base monetaria. Così ogni anno è come se pagassero una tassa, tra l’altro piccola, per avere a disposizione moneta.
Riassumendo, il governo ottiene una fonte di reddito dal monopolio della moneta, esattamente come lo ottiene dalle tasse, anche se le tasse sono in realtà straordinariamente più rilevanti per le entrate complessive dello stato. Se la moneta fosse l’oro questa fonte di reddito sparirebbe, salvo svilimento.
PS Grazie per i complimenti.
“La monetizzazione dei titoli di debito funziona così: una banca va alla banca centrale con 100€ nominali di titoli di debito pubblico. Il titolo viene accettato e rimane in banca centrale, e in cambio la banca ottiene ad esempio 95€ in contanti. Dopo una settimana la banca riporta 95.1€ (0.1€ di interessi) alla banca centrale e ottiene in cambio il proprio titolo: l’offerta di moneta, che prima era salita di 95€, ora ridiscende ai livelli precedenti. La banca centrale prende l’interesse guadagnato e – tranne una piccola parte di spese operative – lo dà al Tesoro.”
Come mai “la banca ottiene ad esempio 95€ in contanti”? Gli altri 5 euro ando stanno?
“ Dopo una settimana la banca riporta 95.1€ (0.1€ di interessi) alla banca centrale e ottiene in cambio il proprio titolo: l’offerta di moneta, che prima era salita di 95€, ora ridiscende ai livelli precedenti. La banca centrale prende l’interesse guadagnato e – tranne una piccola parte di spese operative – lo dà al Tesoro.”
E la moneta restituita alla banca centrale?
“In realtà il debito pubblico è pari alla somma dei deficit pubblici e degli interessi, e il deficit pubblico è la differenza tra spese e tasse: quindi per ridurre il debito pubblico basta ridurre la spesa, e ciò non ha nulla a che fare con la moneta”
si ma per potere fare “spese” il pubblico ha bisogno di soldi o no?
e indovina a chi li chiefe in prestito, alla fine del tortuoso percorso titolo di debito-sistema bancario, i soldi?
“Come mai “la banca ottiene ad esempio 95€ in contanti”? Gli altri 5 euro ando stanno?”
E’ il tasso di interesse, lo spiego nel testo. Un’obbligazione che ti dà 100€ tra tre mesi, oggi, quanto la paghi? 100€? No, un po’ meno. Ecco la differenza.
“E la moneta restituita alla banca centrale?”
Sparisce di circolazione.
“si ma per potere fare “spese” il pubblico ha bisogno di soldi o no? e indovina a chi li chiefe in prestito, alla fine del tortuoso percorso titolo di debito-sistema bancario, i soldi?”
Il settore pubblico si finanzia quasi per intero con le tasse; una piccola parte della spesa viene ottenuta chiedendo credito ai pensionati (che comprano BOT e guadagnano interessi sopra) e una parte ancora più piccola finisce nei forzieri della banca centrale (e l’interesse pagato dai banchieri va al Tesoro).
“E’ il tasso di interesse, lo spiego nel testo. Un’obbligazione che ti dà 100€ tra tre mesi, oggi, quanto la paghi? 100€? No, un po’ meno. Ecco la differenza.”
allora tu dici anche: “Dopo una settimana la banca riporta 95.1€ (0.1€ di interessi) alla banca centrale e ottiene in cambio il proprio titolo: l’offerta di moneta, che prima era salita di 95€, ora ridiscende ai livelli precedenti. La banca centrale prende l’interesse guadagnato e – tranne una piccola parte di spese operative – lo dà al Tesoro.””
quindi l’interesse che va al tesoro è solo una minima parte dell’interesse totale; la differenza la intasca il sistema bancario.
(E la moneta restituita alla banca centrale) “sparisce di circolazione.”
si sparisce di circolazione ma non si dissolve nel nulla.
“Il settore pubblico si finanzia quasi per intero con le tasse…”
si, ma i soldi per pagare le tasse da dove vengono fuori?
Nell’agosto 2007 Bernanke per irspondere alla crisi finanziaria ha:
1. Aumentato i fondi della finestra di sconto.
2. Aumentato le operazioni di riacquisto.
Non ha:
3. Aumentato la base monetaria originata da operazioni definitive.
Dopo un paio di settimane è successo che la parte dell’offerta di moneta da operazioni definitive si è ridotta.
Cosa dimostra ciò?
Che le banconote ritirare sul mercato SPARISCONO di circolazione e si tolgono dall’offerta di moneta. Q.E.D.
“Cosa dimostra ciò?
Che le banconote ritirare sul mercato SPARISCONO di circolazione e si tolgono dall’offerta di moneta. Q.E.D.”
se io mi porto una cassa di euro in america, questi SPARISCONO di circlazione dall’eurozona… ma continuano ad ESISTERE.
Caro Libertyfirst,
i complimenti sono meritati. Ho appreso più nozioni di macroeconomia seguendo il tuo blog (sul quale non sono mai intervenuto per pigrizia nell’iscrivermi) che non leggendo i vari mattoni capitatimi fra le mani.
Quando scrivevo che sono consapevole del fatto che per legge esso (il signoraggio primario) non esiste, ho dimenticato di metterlo fra virgolette; il fraintendimento è tutto li’.
Vorrei fare ancora una premessa: sono anni che cerco di capire l’essenza del denaro (e della sua materializzazione, la moneta) e le uniche cose che ho appreso sono: 1) e’ una materia di difficilissima comprensione; 2) cosi’ com’è attualmente strutturato, per l’Uomo e’ una grande fregatura.
Tornando a noi, e’ vero che i debiti si pagano (quando se ne ha la possibilità) ma s’estinguono solo con il corrispettivo in moneta. Gli esempi che fai sono corretti, ma s’addice poco al sistema bancario.
Un azienda produce beni (e/o servizi) reali e la restituzione del debito sottintende che dalla vendita di tali beni essa riesca a farvi fronte. La banca no. La banca (e non lo dico io) e’ un azienda “intrinsecamente fallita” che ha un comportamento del tutto truffaldino nei confronti dei risparmiatori e del mercato. Nessun’altra azienda può creare denaro dal nulla e spacciarlo per vero. Troppo spesso si dimentica, infatti, che ogniqualvolta essa ci presta una cifra, noi firmiamo dei documenti nei quali esplicitamente ci riconosciamo debitori nei loro confronti, ma implicitamente (non e’ scritto da nessuna parte, se non in formule giuridicamente corrette e contorte) riconosciamo altre due cose delle quali non ci rendiamo conto: 1) che quello che ci viene dato e’ denaro; 2) che la proprietà e’ della banca (essendo esclusiva prerogativa del proprietario prestare cifre di denaro).
Il che e’ totalmente falso in quanto la banca non possiede tutto il denaro che presta.
La controprova sta nel fatto che se una piccolissima percentuale di correntisti (c’è chi dice 3%, chi 5%) chiede indietro il proprio denaro, la banca chiude.
Non sono d’accordo, poi (forse ho inteso male io, ogni tanto mi capita) che anch’io restituisca moneta creata dal nulla. Con il mio lavoro io creo moneta reale, risparmi reali; e se fosse come dici tu, mi spieghi che senso ha pagare degli interessi su un nulla? Zero per 10% non da sempre zero?
E come può essere la moneta rappresentativa di beni reali se ce né sempre penuria? Se non basta mai per acquistare quello che si produce? Forse intendevi dire che “dovrebbe rappresentare” beni reali, ma oggi essa tutto è tranne che questo.
Ed ancora, non credo sia corretto dire che non sono io (figurativo s’intende) ad essere indebitato ma la banca (con la banca centrale), in quanto il titolo di debito pubblico lo garantisco io (sempre figurativo, non vorrei che mi si facesse la fila sotto casa) ed in cambio di quel titolo non è stato mai emessa la cifra pari agli interessi, per cui anche volendo estinguere il debito non ne sarei capacitato.
La banca, infondo, è anche questa (principalmente questa) la garanzia che da alla BC.
Il fatto è che siamo nelle mani di “una personalità giuridica autonoma” che fissa tassi arbitrariamente, che decide la politica monetaria con la scusa di controllare l’inflazione e ci deride con regole astruse “attribuendosi il fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della comunità agendo in conformità del principio di un economia di mercato aperta ed in libera concorrenza”. Ma quale concorrenza può esserci in un libero mercato se chi fa le regole è il primo ed il solo che può violarle?
Riassumendo, il governo non ha nessun monopolio sulla moneta, l’Euro appartiene alla BCE; se ne avesse, nessuno gli vieterebbe di stamparle per conto proprio senza emettere titoli di debito pubblico. Un po’ come fece Kennedy ai suoi tempi quando autorizzò il Tesoro ad emettere certificati sull’argento contro qualsiasi riserva d’argento o dollari d’argento che erano nel Tesoro.
Mi dirai che ci vuole un politico coraggioso (e non lasciato solo) per fare questo, ma credo che se non si capisce che la moneta deve essere al servizio della comunità che la usa (così come uno Stato che si rispetti lo deve essere rispetto ai suoi componenti) da questa crisi non ne usciamo.
Noto un nastro rosa: Auguri alla Mamma ed al Papà (se ancora non lo sa, le femminucce fanno girare la testa).
Cercherò di spiegare io all’ennesimo signoraggista con parole povere e di facile comprensione.
Una banconota è nient’altro che un titolo di credito (prendersi un manuale di tecnica bancaria della 3^ istituto commerciale e studiare un minimo) che rappresenta una somma pagabile al portatore al latore dello stesso.
La stessa identica cosa, cioè un titolo di credito, è un assegno circolare oppure un assegno bancario.
Se tu vendi a Gigino le caramelle e Gigino ti paga con un assegno di 10 euro e tu invece che andarlo ad incassare, o girarlo per comprare altre cose, lo bruci e lo tieni nel cassetto per l’eternità Gigino solo in quel momento avrà davvero guadagnato la differenza fra il costo “materiale” dell’assegno (le spese di stampa, ecc) e l’importo di 10 euro sopra indicato.
Questo è il tuo esempio se ti porti una cassa di euro negli USA e non li usi per pagare. Ma basta anche seppellirli in giardino, senza rompere i coglioni oltre oceano.
Se invece li usi per pagare qualsiasi obbligazione ecco che tutta la teoria signoraggista crolla miseramente perchè alla fin fine quei soldi vanno a finire alla Banca Centrale che… incredibile! alcuni li brucia anche (le banconote definite lacere) e li sostituisce.
Era fra l’altro la stessa cosa anche con l’aggancio della moneta all’oro. Qualsiasi banconota poteva essere convertita in oro che era nelle riserve statali (USA) o dell’istituo d’emissione (Bankitalia). Adesso al posto dell’oro ci sono i titoli di Stato, se uno Stato ne emette troppi (come noi negli anni 70-80, o come probabilmente accadrà agli USA adesso) è come se tu avessi cambiato il rapporto di conversione con l’oro. La moneta varrà meno, svalutazione, inflazione e tutto quello che ne consegue…
Chiaro adesso?
AG, so che non parlavi con me, ma c’è una cosa che proprio “non mi va giù”.
Scrivi: Una banconota è nient’altro che un titolo di credito che rappresenta una somma pagabile al portatore al latore dello stesso.
Perfetto!
Ma la banco-nota che usiamo come moneta, per logica non dovrebbe essere un titolo di credito. Un titolo di credito e’ il debito di qualcuno, e chiunque lavori e venga pagato con una banco-nota non pensa mai che quello sia un debito che forse gli verrà pagato.
La moneta e’ l’unita’ di misura del valore dei beni e come tale gli viene attribuito il valore per convenzione all’atto dell’accettazione.
Un valore creditizio e’ qualcosa di completamente diverso da uno convenzionale.
Da come la vedo, e’ proprio per questo che ci troviamo in queste condizioni.
Abbiamo mischiato i concetti e chi se ne e’ approfittato e’ istituzione bancaria la quale ha compreso meglio di chiunque altro che l’incorporazione di un valore convenzionale in un simbolo (nel nostro caso un pezzo di carta colorata) consente la possibilità di oggettivare il valore in un nuovo bene, manifestarlo, conservarlo ed attribuirne la proprietà al portatore del documento.
E chi e’ che presta per primo questo documento?
Io non sono signoraggista, e tutto sommato credo che non valga neanche la pena di parlarne, ma come e’ possibile comprendere l’economia se non si prende coscienza di cosa e’ e dovrebbe essere la base di ogni azione economica?
Mi piacerebbe molto leggere un articolo di Libertyfirst su questo argomento.
Sei tu che mischi i concetti.
Un titolo di credito per sua natura è astratto, cioè non è legato all’obbligazione sottostante.
Inoltre tu confondi banconota con moneta, sono due cose completamente diverse. A Tahiti per rappresentare la moneta usavano le conchiglie, noi fino a qualche secolo fa le monete di metallo, in Cina fin dal 1300 le banconote.
Arriviamo di nuovo al valore invece delle banconote. Fino a un secolo fa non erano manco emesse dalle Banche Centrali, ma da varie banche autorizzate perchè, appunto, erano e rimangono TITOLI DI CREDITO.
Fin quando c’era la convertibilità la banca acquistava oro e in cambio dava fuori banconote (sistema inventato dagli italiani nel rinascimento). Quando uno voleva restituiva la banconota e ritirava l’oro.
Chiaro fin qui?
Dal 1972 quando Nixon staccò il dollaro dalla convertibilità con l’oro, al posto di questi si usano dei titoli, ciè obbligazioni, di solito emessi dallo Stato (ma non necessariamente).
Chi emette il titolo lo porta alla banca centrale che glielo compra a 98, dopodichè alla scadenza restituisce alla banca centrale 100. Quel 2 è l’interesse sul titolo ed è il profitto “signoraggista” della Banca Centrale che si comporta come qualsiasi vecchietta che compra i BOT, né più né meno.
Quando, di solito lo Stato, emette tanti, troppi titoli per finanziare non una crescita dell’economia ma bensì un deficit sempre più grande e impone alla Banca Centrale di emettere più banconote come successe da noi negli anni 70-80, allora succede che la moneta, essendo la massa monetaria cresciuta oltre la ricchezza reale del paese, vale di meno, cioè si svaluta, cioè c’è l’inflazione, cioè ci sono i tassi al 20% (chi se li ricorda?).
Ma questa cosa succedeva anche quando c’erano le monete metalliche, e la logica era la stessa.
Se da un chilo d’oro facevo 100 fiorini, ma adesso ne conio 120 perchè ne diminuisco il peso, il fiorino mi si svaluta e all’estero mi guardan male e preferiscon esser pagati con il tallero oppure me ne chiedono di più di fiorini per gli stessi beni di prima.
Guarda che è semplice…
Fra l’altro, oiggas, quella storia della Banca che “crea moneta dal nulla” e che “pare fatta apposta per fallire per lucrare sui beni materiali avuti in garanzia” assomiglia molto alle tesi (campate per aria, per essere chiari) di tale Franceschetti.
D’altronde, con un punto di partenza assurdo (la banca presta soldi che non ha?) è chiaro che si arriva a risultati assurdi.
Sei tu che mischi i concetti.
Un titolo di credito per sua natura è astratto, cioè non è legato all’obbligazione sottostante.
Cioè che vuol dire? Che la BC può stampare carta a volontà senza comprare bond corrispondenti?
Inoltre tu confondi banconota con moneta, sono due cose completamente diverse. A Tahiti per rappresentare la moneta usavano le conchiglie, noi fino a qualche secolo fa le monete di metallo,
Le monete di metallo (argento ed oro) si usavano in Italia fino al 1939.
Arriviamo di nuovo al valore invece delle banconote. Fino a un secolo fa non erano manco emesse dalle Banche Centrali, ma da varie banche autorizzate perchè, appunto, erano e rimangono TITOLI DI CREDITO.
In Italia è stato così fino al 1946, ma questo non vuol dire che il titolo sia automaticamente di “credito”. Nel senso che il sottostante non c’è, o è un titolo di debito come nel caso dei bond governativi, non c’è la commodity di backup. Nello specifico, il modello di banca puramente fiat, fu introdotto con la conversione del Banco Di Siclia (che era una delle banche autorizzate all’emissione di Lire) in banca emittitrice delle AMLIRE. Dettaglio interessante è che fu designato come governatore del Banco Di Siclia Enrico Cuccia come direttore Michele Sindona e come guardia del corpo un certo Bernardo Provenzano.
Ma tutte queste cose non si trovano scritte sui libri di scuola.
Fin quando c’era la convertibilità la banca acquistava oro e in cambio dava fuori banconote (sistema inventato dagli italiani nel rinascimento). Quando uno voleva restituiva la banconota e ritirava l’oro.
Tutto falso.
La banca acquistava oro, immobili, argento, pietre e una serie di altri beni facilmente convertibili in particolare differenziava beni a copertura, diremmo oggi, del Tier1, relativamente poco convertibili come immobili e terreni, e più “liquidi” come oro, argento e pietre per il tier2.
Inoltre, anche in regime di convertibilità le banche erano comunque libere di inflazionare svincolando M3 dal backup convertibile.
Il sistema non è affatto stato inventato in italia e soprattutto non nel rinascimento. Non fosse altro la prima banca italiana, che è anche la più antica d’europa, è il Monte Dei Paschi di Siena, dei paschi, cioè dei terreni, che emetteva credito a fronte di terra, è stata fondata nel 1472, che quindi suone come medioevo.
Ma a parte questo, il meccanismo era arci noto fin da circa il 1000 a.C. usato in Mesopotamia, antico Egitto, Grecia e l’antica Palestina… dove l’abilità dei cambiavalute talmudici creò non pochi problemi all’impero dato che esattamente col metodo del fiat-money avevano inflazionato talmente le valute locali che l’impero non riusciva più nemmeno ed esigere il suo “misero” 10% (le decime) dalle popolazioni sottomesse. Ragione per cui nel 72d.C. Gerusalemme fu rasa al suolo dando origine all ben nota epopea degli ebrei.
Venendo a tempi più recenti, prima dell’invenzione della Banca Centrale (1693 Bank of England, Patterson/Rothshild) i Re si rivolgevano a banchieri privati i quali si dividevano fin dalla notte dei tempi in coloro che praticavano il backup (templari) e quelli che praticavano il fiat (sionisti).
Storicamente i secondi hanno avuto più successo ed è stata la famiglia Rothshild ad estendere il sistema fiat agli stati nazionali, con la straordinaria collaborazione di due zelanti e assai dotati dipendenti Sache e Goldman, ma in Germania. Non in Italia.
In Italia nel rinascimento, le miniarchie dell’epoca pativano gli stessi problemi monetari dei principali Stati Europei.
La rigidità di un sistema monetario vincolato ad una commodity convertibile veniva “allentata” col ricorso al credito dei cambiavalute talmudici. Si proprio gli stessi dell’antico testamento. Ma… essi venivano violentemente confinati in ghetti e tenuti lontanti da qualsiasi carica pubblica e di potere perchè era allora assai chiaro quale fosse la natura del potere occulto nascosta nel meccanismo di creazione della valuta completamente fiat.
Chiaro fin qui?
Direi proprio di no
Dal 1972 quando Nixon staccò il dollaro dalla convertibilità con l’oro, al posto di questi si usano dei titoli, ciè obbligazioni, di solito emessi dallo Stato (ma non necessariamente).
Era il 15 agosto del 1971, e Nixon abolì ex-lege solo la convertibilità a livello interbancario, perchè per quanto riguarda il poveri mortali la convertibilità l’aveva tolta Roosevelt nel 1933, che Nixon prolungò fino al 1975.
Cioè in pratica si poteva continuare ad inflazionare liberamente il parco buoi e si poteva iniziare ad inflazione anche il debito estero.
Chi emette il titolo lo porta alla banca centrale che glielo compra a 98, dopodichè alla scadenza restituisce alla banca centrale 100. Quel 2 è l’interesse sul titolo ed è il profitto “signoraggista” della Banca Centrale che si comporta come qualsiasi vecchietta che compra i BOT, né più né meno.
Quando, di solito lo Stato, emette tanti, troppi titoli per finanziare non una crescita dell’economia ma bensì un deficit sempre più grande e impone alla Banca Centrale di emettere più banconote come successe da noi negli anni 70-80, allora succede che la moneta, essendo la massa monetaria cresciuta oltre la ricchezza reale del paese, vale di meno, cioè si svaluta, cioè c’è l’inflazione, cioè ci sono i tassi al 20% (chi se li ricorda?).
Ma questa cosa succedeva anche quando c’erano le monete metalliche, e la logica era la stessa.
Infatti la rendita monetaria è esattamente uguale al tasso di interesse primario applicato ad M3.
Lo spartiacque storico non è stato il gold-standard, ma l’inflazionomia, cioè la pratica di emettere aggregati monetari (non necessaria solo valuta) a fronte di asset fisici inesistenti. Inoltre non è lo Stato che obbliga la BC ad emettere più M3, ma le politiche monetarie che obbligano gli stati ad emettere bond.
Se da un chilo d’oro facevo 100 fiorini, ma adesso ne conio 120 perchè ne diminuisco il peso, il fiorino mi si svaluta e all’estero mi guardan male e preferiscon esser pagati con il tallero oppure me ne chiedono di più di fiorini per gli stessi beni di prima.
Guarda che è semplice…
A meno che tu non sia gli USA e minacci di bombardare e gettare nel caos qualsiasi Paese minacci di preferire il tallero al fiorino.
Oppure, se tu imbrogliandomi nel 1946 a Bretton Woods non mi avessi promesso di mantenre il fiorino convertibile ad libitum e io non mi fossi ingozzato per 60 anni di fiorini… al punto che se iniziassi ad accettare talleri il fiorino si svaluti talmante da gettare il miliardo e trecento milioni di omini gialli che vivono sulla mia terra… da “convincermi” a far finta che il fiorino vale ancora quello che dici tu.
AG, puoi anche pensare che sia io a mischiare i concetti, ma gia’ oltre 2.000 anni fa un certo Aristotele definì esattamente cosa dovesse essere il denaro.
La banco-nota e la moneta dovrebbero essere due cose diverse ma oggi non lo sono, anzi sono la medesima cosa, basta una piccola riflessione per capirlo, basta guardarsi in tasca, attorno.
Il denaro (la moneta) per svolgere la sua funzione sociale (senza si tornerebbe al baratto) non può in nessun caso essere un titolo di credito. Se lo fosse (oggi lo e’ a tutti gli effetti) ne conseguirebbe, per logica conseguenza, che chi controlla il credito controlla la vita di chi ne fa uso.
Che poi certe considerazioni non siano scritte su testi di terza ragioneria lo posso capire, anche se non lo condivido ritenendolo un pessimo insegnamento per giovani menti, ma cio’ non toglie che ognuno abbia il dovere d’informarsi adeguatamente.
La moneta non e’ uno strumento semplice come una zappa. Ha in se due elementi: misura i prezzi dei beni, ed ha il potere d’acquistarli.
P.S. Non conosco il sig. Franceschetti, se grosso modo diciamo le stesse cose può forse voler dire che siamo arrivati alle stesse conclusioni ognuno per la sua strada.
ufff….
“Un titolo di credito per sua natura è astratto, cioè non è legato all’obbligazione sottostante.
Cioè che vuol dire? Che la BC può stampare carta a volontà senza comprare bond corrispondenti?”
Si parla di titoli di credito, che per loro natura sono astratti, cioè non legati all’obbligazione sottostante. Per esempio se tu emetti un assegno per pagare un cervello nuovo, se questo non funziona, non è che puoi bloccare l’assegno. Quello deve essere comunque pagato (e se non ci sono i fondi eventualmente protestato) indipendentemente se l’obbligazione sottostante risulta nulla per vizi del contratto di compravendita.
“Inoltre tu confondi banconota con moneta, sono due cose completamente diverse. A Tahiti per rappresentare la moneta usavano le conchiglie, noi fino a qualche secolo fa le monete di metallo,
Le monete di metallo (argento ed oro) si usavano in Italia fino al 1939.”
Dopo la prima guerra mondiale le monete d’oro e d’argento furono emesse solo per scopo numismatico a prezzo notevolmente superiore al facciale. L’unica emissione di metallo pregiato successivo che realmente circolò fu quella delle 500 lire negli anni del boom economico (le Caravelle). Quindi hai scagliato in pieno.
“L’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale, con la conseguente penuria di metallo, fece ripristinare il corso forzoso, abolito nel 1909 e che durò fino al 1927, quando 1 lira corrispondeva a 0,07919 g di oro fino. L’obbligo della copertura in oro venne abolito nel 1935 e nel 1936 la valutazione venne portata a 0,04677 g.
La convertibilità venne ripristinata nel 1960 grazie all’ammissione al Fondo Monetario Internazionale, con una lira corrispondente a 0,00142 grammi d’oro o a 625 lire per dollaro.”
“Arriviamo di nuovo al valore invece delle banconote. Fino a un secolo fa non erano manco emesse dalle Banche Centrali, ma da varie banche autorizzate perchè, appunto, erano e rimangono TITOLI DI CREDITO.
In Italia è stato così fino al 1946,…”
In Italia è stato così fino allo scandalo della Banca Romana del 1893 che portò a creare la Banca d’Italia. La AM-Lira durò dal 43 al 44 quando fu interrotta appunto per l’inflazione galoppante che aveva generato ed era comunque una moneta a corso forzoso “militare” legato alla situazione d’occupazione di guerra.
“Fin quando c’era la convertibilità la banca acquistava oro e in cambio dava fuori banconote (sistema inventato dagli italiani nel rinascimento). Quando uno voleva restituiva la banconota e ritirava l’oro.
Tutto falso. … Il sistema non è affatto stato inventato in italia e soprattutto non nel rinascimento. Non fosse altro la prima banca italiana, che è anche la più antica d’europa, è il Monte Dei Paschi di Siena, dei paschi, cioè dei terreni, che emetteva credito a fronte di terra, è stata fondata nel 1472, che quindi suone come medioevo.”
Il medioevo termina “convenzionalmente” nel 1453 (caduta di Costantinopoli) e stante che già c’era pure il Rinascimento in Italia in quegli anni (Masaccio, Piero della Francesca, Poliziano, Lorenzo de’Medici detto il Magnifico, ecc), il 1472 suona medievale solo agli ignoranti di storia.
Ma a parte questo piccolo particolare si sta parlando della “lettera di credito” che fu diffuso dai banchieri italiani (come appunto i Medici) e che permetteva di trasferire somme in oro senza portarsele materialmente dietro. Da quella invenzione derivò quindi la banconota che rappresentava una somma in oro depositata presso la Banca. Da titolo rappresentativo, divenne ben presto titolo fiduciario, cioè la banca emittente si impegnava a restituire al possessore della banconota il suo controvalore in oro fino a diventare titolo convenzionale, a corso legale, cioè atto per legge ad estinguere qualsiasi obbligazione.
Questo senza delirare di sionisti ecc ecc… o dire corbellerie come “In Italia nel rinascimento, le miniarchie dell’epoca pativano gli stessi problemi monetari dei principali Stati Europei.” quando i Medici erano fra i maggiori banchieri europei dell’epoca mentre i Fugger (e non i Rotschild, Sachs o Goldman che sono ben successivi, ma vabbè i deliri han questo di bello… fan confondere nomi e date) finanziavano l’Impero Asburgico anticipando gli incassi delle tasse.
“ma le politiche monetarie che obbligano gli stati ad emettere bond”
E chi le decide le politiche monetarie? Ahhh i Saggi di Sion… tutto chiaro adesso…
Arriviamo all’altro deliratore…
“ma gia’ oltre 2.000 anni fa un certo Aristotele definì esattamente cosa dovesse essere il denaro.
La banco-nota e la moneta dovrebbero essere due cose diverse ma oggi non lo sono, anzi sono la medesima cosa, basta una piccola riflessione per capirlo, basta guardarsi in tasca, attorno.”
Famosa per essere estremamente avanzata l’economia greca dei tempi di aristotele dove la pecora e il bue erano le unità rappresentative del valore (pecuus = pecunia). Poi ottimo il punto finale del basta guardarsi in tasca… e che vvò dì?
“Il denaro (la moneta) per svolgere la sua funzione sociale (senza si tornerebbe al baratto) non può in nessun caso essere un titolo di credito. Se lo fosse (oggi lo e’ a tutti gli effetti) ne conseguirebbe, per logica conseguenza, che chi controlla il credito controlla la vita di chi ne fa uso.”
Il denaro non svolge nessuna funzione sociale, è un mezzo di pagamento, puro e semplice. L’intermediazione creditizia sì ed è anche scritto in Costituzione da gente un po’ più assennata di voi e con meno manie di persecuzione e complottismo.
“Che poi certe considerazioni non siano scritte su testi di terza ragioneria lo posso capire, anche se non lo condivido ritenendolo un pessimo insegnamento per giovani menti, ma cio’ non toglie che ognuno abbia il dovere d’informarsi adeguatamente.”
Topolino al posto dei libri di tecnica commerciale del 3^ anno funziona meglio, hai ragione, continua pure a leggerlo ma ogni tanto prova anche a decifrare quello che c’è scritto nelle nuvolette e non limitarti ai disegni.
oiggas: strano, giacché usate sia lo stesso punto di partenza (le banche che creano moneta con un clic, quasi le stesse parole) e finale (le banche “costituzionalmente” create per fallire).
niente di male, sia chiaro: uno può tranquillamente aver letto Franceschetti e riportarne i pensieri per chiederne lumi.
certo che se è tutto originale, bisogna che nelle scuole dell’obbligo inizino veramente ad insegnare i rudimenti di materie economiche…
Si parla di titoli di credito, che per loro natura sono astratti, cioè non legati all’obbligazione sottostante
Si ma guarda che questo non vuol dire assolutamente niente. L\’importante è che l\’obbligazione o l\’asset ci sia…
In Italia è stato così fino allo scandalo della Banca Romana del 1893 che portò a creare la Banca d’Italia. La AM-Lira durò dal 43 al 44 quando fu interrotta appunto per l’inflazione galoppante che aveva generato ed era comunque una moneta a corso forzoso “militare” legato alla situazione d’occupazione di guerra.
Fino al 1946 la Banca d\’Italia non aveva l\’esclusiva sull\’emessione, la stessa banca d\’italia fu creata convertendo la banca di Cavour con soldi che non aveva… prestati da Hamro, poi banca Amro, per la costruzione della rete ferroviaria del Piemonte.
Strano che una banca puramente fiat, come il banco di Sicilia che stampava le AMLire avesse provocato iper-inflazione?
“ma le politiche monetarie che obbligano gli stati ad emettere bond”
E chi le decide le politiche monetarie?
Ah si scusa.. hai ragione. Le decide Tvemonti.
Prometeo, l’esclusiva dell’emissione della Banca d’Italia è del 1926, non del 1946.
http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/storia/1936/il_dopoguerra
“L’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale, con la conseguente penuria di metallo, fece ripristinare il corso forzoso, abolito nel 1909 e che durò fino al 1927, quando 1 lira corrispondeva a 0,07919 g di oro fino. L’obbligo della copertura in oro venne abolito nel 1935 e nel 1936 la valutazione venne portata a 0,04677 g.
La convertibilità venne ripristinata nel 1960 grazie all’ammissione al Fondo Monetario Internazionale, con una lira corrispondente a 0,00142 grammi d’oro o a 625 lire per dollaro.”
E quindi?
I Fogger erano tanto consapevoli di cosa fosse il vero “wealth” che non solo a garanzia dei prestiti pretendevano diritti d’estrazione su miniere di tutti i tipi di metallo prezioso, ma in un solo caso pretesero di diritti di esazione su due province. Ed in Spagna… preferirono prendersi il titolo di cavaliere piuttosto che sostituirsi al ruolo di esattore della corona.
E comunque… la banca dei Fogger non aveva nè diritti nè tanto meno esclusiva sull’emissione, a differenza di quello che fanno le BC oggi e di quello che fece la BoE, che fu appunto… la prima BC fiat della storia.
La prima banca italiana a praticare la nota da banco fu il “Banco della Piazza di Rialto” a Venezia nel 1587, la miniarchia a cui facevo riferimento.
E quando il Banco di Rialto iniziò la sua attività i Medici, sebbene all’inizio del 15° secolo fossero una delle più influenti famiglie di banchieri (non-fiat) la loro pratica politica li fece velocemente declinare, tanto che al tempo di Lorenzo il Magnifico (tanto da farsi dire come dover fare il principe da un burocrate esiliato… Macchiavelli), la casata era sostanzialmente in bancarotta… tanto che per non finire insolventi Lorenzo dovette diventare Duca di Firenze, un po’ come Berlusconi che per non finire in galera ed in bancarotta è dovuto diventare primo ministro.
Per quanto riguarda la pratica del credito ad usura, a differenza di quello che c’è scritto sul tuo libro tecnica commerciale del 3^ anno, non significa prestare ad interesse elevato, ma in assenza di sottostante, cioè in regime fiat.
Il prestito in assenza di sottostante era praticato nella miniarchia di cui sopra, appunto dai banchieri ebrei. La letteretura di riferimento è pressochè infinita, tra cui “The Merchant of Venice” (1590 credo…) in cui appunto si descrive qual’era il meccanismo, oltre… agli effetti nefasti della pratica e a quale fosse allora come oggi il trucco semantico usato dai medesimi prestatori.
Cambia spacciatore. La taglia male.
(Non ho veramente di voglia di stare a spiegare come le prime note di Banco sono del 1300, come fossero usate dagli Strozzi, dai Medici, dal Banco di San Giogio di Genova ecc in tutto il 1400 tanto che c’è ancora Lombard Street nella city di London… di come fu Cosimo de Medici ad ottenere la signoria di Firenza e non Lorenzo.. insomma veramente lasciamo perdere…).
Piero Vernaglione nell’introduzione al libro di Murray N. Rothbard, Lo Stato Falsario scrive:
Per Rothbard la riserva frazionaria, cioè la possibilità di sovraemissione bancaria, è una causa rilevante del caos monetario contemporaneo. I mezzi fiduciari, cioè le banconote emesse in eccesso rispetto all’ammontare di moneta “vera” (ad esempio, oro), oltre ad essere un elemento di instabilità dei sistemi monetari, rappresentano una frode, perché circolano sulla base dell’errato convincimento della loro copertura aurea. Come nell’attività di contraffazione, certificati senza copertura vengono scambiati sul mercato sulla stessa base di quelli con copertura, essendo indistinguibili sul piano grafico.
Lo stesso Rothbard scrive: Curiosamente in molti hanno sostenuto che sarebbe impossibile per le banche fare profitti se esse operassero in un regime di riserva del 100%. In realtà, non ci sarebbe nessun problema, nessuno più che per un normale servizio di deposito. Quasi tutti i depositi conservano i beni al sicuro per conto dei loro proprietari (hanno cioè una riserva del 100%). Se facessero differentemente, parleremmo di frode e di furto [La frode è un furto implicito, dal momento che implica che un contratto non è stato perfezionato dopo che il corrispettivo è stato incassato. Se A vende a B una scatola con l’etichetta “corn flakes” e dentro c’è paglia, la frode di A è il furto della proprietà di B. Allo stesso modo l’emissione di ricevute di deposito per beni inesistenti, identiche a ricevute genuine, è una frode ai danni di quelli che possiedono diritti su beni non esistenti].
E continua: (qui scriveva dei depositi in oro) Se le banche prestassero l’oro direttamente, parte delle ricevute sarebbero inabilitate. Ci sarebbero delle ricevute senza l’oro a copertura; la banca sarebbe insolvente, dal momento che non potrebbe onorare le sue obbligazioni. Non potrebbe riconsegnare la proprietà dei clienti, se essi in blocco ne pretendessero la restituzione. In genere le banche, invece di prestare l’oro direttamente, stampano ricevute scoperte (pseudo-ricevute di deposito), cioè ricevute di deposito per un oro che non è e non può essere presso di loro. Queste sono prestate a interesse. L’effetto economico risultante è lo stesso. Sono stampate più ricevute di deposito dell’oro che è nei forzieri. Ciò che la banca ha fatto è di emettere ricevute di deposito di oro che non rappresentano nulla, ma fingono di rappresentare il 100% del loro valore nominale in oro. Queste pseudoricevute di deposito si riversano sul mercato, che ingenuamente le accoglie, nello stesso modo delle ricevute vere, e così si aggiungono alla quantità di moneta del paese.
Ed ancora: I difensori delle banche rispondono: “Le banche funzionano semplicemente come altre imprese; si assumono dei rischi. In effetti, se tutti i depositanti presentassero i loro titoli di credito, le banche fallirebbero, dal momento che ci sono più ricevute che oro nei forzieri. Ma le banche sfruttano il fatto che solitamente non tutti si presentano contemporaneamente a ritirare il proprio oro”. La grande differenza tra la banca a riserva frazionaria e le altre imprese è però questa: gli altri imprenditori usano il loro capitale, proprio o mutuato, nell’intrapresa e, se ottengono credito, si impegnano a ripagarlo in data futura, facendo grande attenzione ad avere abbastanza liquidità a quella data per soddisfare l’obbligazione. Se Smith prende in prestito 100 once d’oro per un anno, si organizzerà in modo da avere 100 once d’oro disponibili per quella data. Ma la banca non sta prendendo in prestito dai suoi depositanti. Non si impegna a rifondere l’oro a una certa data futura. Al contrario si impegna a rifondere la ricevuta per l’oro depositato in ogni momento, a precisa domanda. In breve: la nota di banca o deposito non è una promessa di pagamento o un debito; è una ricevuta di deposito dei beni altrui.
E di seguito: La banca crea nuova moneta dal nulla e non deve, come tutti, guadagnarla producendo e vendendo servizi.
La banca è già ed in ogni momento in una condizione di insolvenza, ma la sua condizione si rivela solo
quando i risparmiatori si insospettiscono e “corrono agli sportelli”. Nessun altra attività economica si
confronta con fenomeni simili. Nessun altra attività economica può essere portata alla bancarotta dalla sera
alla mattina semplicemente perché i suoi clienti decidono di tornare in possesso dei propri beni. Nessun altra
attività economica crea nuova moneta fittizia, che evaporerà quando sarà correttamente valutata.
Questa è solo una delle fonti (la più semplice per un copia ed incolla), volendo potrei ritrovartele tutte, Rado, ma a che pro se invece di confrontarsi si cerca la denigrazione dell’interlocutore?
A parte che non sto denigrando nessuno, anzi sto proprio cercando il confronto, Rothbard ha “scoperto” come scoppiano le crisi bancarie! Prima di lui se ne era mai accorto nessuno che se tutti vanno a ritirare i propri depositi le banche vanno in crisi (è pure un episodio di Mary Poppins).
Detto questo (ovvero la scoperta dell’acqua calda di Rothbard), andiamo per punti : com’è che la banca presterebbe soldi inesistenti?
L’ho scritto prima con le parole di un eminente austriaco: Se le banche prestassero l’oro (i risparmi veri dei correntisti) direttamente, parte delle ricevute sarebbero inabilitate. Ci sarebbero delle ricevute senza l’oro (risparmi veri) a copertura; la banca sarebbe insolvente, dal momento che non potrebbe onorare le sue obbligazioni.
In genere le banche, invece di prestare l’oro (risparmi veri) direttamente, stampano ricevute scoperte (pseudo-ricevute di deposito), cioè ricevute di deposito per un oro (risparmi veri) che non è e non può essere presso di loro. Queste sono prestate a interesse.
Non è forse questo il meccanismo in atto oggi?
Avrà pure scoperto l’acqua calda, ma a quanto pare ci sciacquiamo ancora tutti la faccia con l’acqua gelida!
Se questa è una frode bella e buona, che si conosce da tempo, come mai non sento una voce che accusa questo sistema di portarci alla rovina?
C’è connivenza?
Per uno come me che crede nel libero mercato è difficile da digerire e fidarmi ancora di questi ladri legalizzati.
@Oiggas
la denigrazione dell’interlocutore è lo sport di giornalettismo, per questo vengo qui a farmi insultare ogni tanto… per soddisfare il mio lato sado-maso.
Citare Rothbard a chi s’è fermato al libro di tecnica commerciale del 3^ anno è controproducente… secondo me pubblicano LibertyFirst senza nemmeno capire quello scrive
se no invece di citare Lombard Street ed il relativo prestatore d’oro lombardo, si chiederebbero perchè Eduardo I se la prese tanto con gli ebrei da espellerli dall’Inghilterra per oltre 500 anni, ed invece apprezzasse tanto chi gli prestava oro sonante… da dedicargli una strada.
“la denigrazione dell’interlocutore è lo sport di giornalettismo, per questo vengo qui a farmi insultare ogni tanto… per soddisfare il mio lato sado-maso.”
“secondo me pubblicano LibertyFirst senza nemmeno capire quello scrive ”
il principio di non contraddizione non è un optional.
Infatti dicevo per soddisfare il mio lato sado-maso, non solo sado
oiggas: stai dicendo che le banche prestano soldi che non sono presso di loro? e chi ce li ha?
E se creassero come dici tu moneta dal nulla, lo farebbero a prescindere dai depositi: quindi chi diamine potrà mai correre agli sportelli a chiederne il rimborso?
Le banche non prestano in relazione ai depositi che ci sono presso di loro. Prestano, in Italia, in proporzione al loro capitale di vigilanza. Poi che utilizzino depositi dei clienti o prestiti dall’interbancario per coprire i loro impieghi alla clientela è una questione di strategia aziendale e, volgarmente, di costi. Tanto debiti comunque sono. Poi ci dovrebbe essere pure un bilanciamento della durata fra impieghi e raccolta (asset-liabilities management) che è quello che è saltato e che era il motivo che la vecchia Legge Bancaria del 1932 aveva introdotto forzatamente distinguendo fra banche di credito ordinario e banche di credito speciale.
Ma staimo parlando di fantascienza finchè non si ha ben chiari cosa è l’attivo, cosa il passivo, cosa i crediti, cosa i debiti, cosa i titoli di credito ecc… cioè propio le basi terra terra.
Scusate l’ignoranza, ma con la riserva frazionaria, se io deposito 100 euro in banca, quest’ultima con un coefficiente di riserva frazionaria obbligatoria del 2%, non prestera’ denaro per 5,000 euro?
Vogliamo dire che si crea credito aggiuntivo?
Va bene, ma non e’ sempre creato con un click?
La riserva frazionaria non impeisce alla banche di andare sull’interbancario a prendere soldi da poi riprestare ai suoi clienti.
E’ il capitale di vigilanza che pone il limite, la riserva frazionaria serve a tutelare i depositi, non a calmierare gli impieghi.
Giusto AD, ma il capitale di vigilanza è solo una piccola percentuale di quello prestato.
Quando la banca, anche se il mio deposito bancario continua ad essere mio, usa i miei soldi (ma non me lo dice) per concedere nuovi finanziamenti, in effetti sta creando nuova moneta (dal nulla).
La prova è questa: quando chi ha ricevuto il credito lo usa, diciamo in un negozio, il denaro si trasforma in deposito sul c/c del negoziante. Il mio deposito bancario è ancora mio, ma il negoziante ora dispone di una somma depositata che non esisteva.
Come si può definire questo modo d’operare?
Un gioco di prestigio ben riuscito?
oiggas: come sarebbe a dire che non te lo dice? Da dove pensi che arrivino gli interessi che ti pagano sui depositi?
Scusa Rado, ma di che interessi parliamo?
Lo 0,01 %?
Se la banca fa un prestito ad alto rischio, diciamo che prende il 6-7-10% (sto dando numeri a caso).
E’ mai possibile che si rischiano i soldi miei, su i quali pago i vari balzelli di tenuta conto, estratti conto, ecc, e con la “scusa” che prendo un niente d’interessi ti do coscientemente la possibilità di usarli?
Secondo te quanti correntisti sono veramente consapevoli di questo?
oiggas, ma stai scherzando? Eipeto, da cosa pensi che derivino gli interessi che vengono pagati ai depositi e ai conti correnti?
O se preferisci: quale è secondo te l’oggetto sociale di una banca? Da dove le arrivano gli utili con cui coprire i costi?
Ed aggiungo, ammesso che ci sia una clausula (tanto non le legge nessuno) fra le tante che firmo all’apertura del c/c, che esplicitamente autorizzi la banca ad utilizzare i miei soldi in cambio di un misero interesse, ci dovrebbe essere, da qualche parte sul mio estratto conto, una scrittura contabile che me lo confermi.
“Abbiamo prelevato dal suo conto di 100, 2 per un prestito concesso a Rado”.
Non dico giornalmente, ma … una volta l’anno?
Ed invece niente; i miei soldi sono sempre li’, solo io posso smuoverli.
Come puoi spiegarmelo questo?
Sai Rado, io sarei il primo a complimentarmi con le banche se effettivamente facessero il loro lavoro onestamente, come si pretende che lo faccia io, tu e chiunque altro; ma quando il trucco e’ ripetuto e mi si vuole far credere che non esista, beh, m’indigno!
Credo sia leggittimo.
Oiggas, veramente. Ti mancano le basi più elementari, fra cui capire appunto il dare e l’avere, i crediti e i debiti per cui vaneggi di moneta creata dal nulla.
Studia un minimo come funziona la contabilità in partita doppia e prendi un bilancio di una banca (sono pubblici e di quelle quotate anche facilmente rintracciabili su internet) e leggilo.
Scusa ma non posso tenere un corso di ragionera e tecnica bancaria tramite commenti ai post.
Inoltre le banche hanno come oggetto sociale l’intermediazione del credito. Come i ristoranti il servire pasti e il barbiere tagliare i capelli.
Non so chi non ne sia consapevole.
Se non ti va bene tieni i soldi nel materasso, mangia a casa e tienti i capelli lunghi.
Non è vietato.
La questione è molto semplice: se lo Stato controllasse la quantità di base monetaria in circolazione, ne immetterebbe troppa e ciò provocherebbe inflazione. Allora si è pensato che era meglio lasciarla nelle mani dei banchieri, persone al di sopra delle parti e che perseguono l’interesse comune della nostra società. Le recenti crisi finanziarie hanno dimostrato come lasciare la politica monetaria ai banchieri sia la scelta più azzeccata (Uh Uh Uh!)
La soluzione è sempre la stessa!!!! L’offerta di base monetaria deve essere riagganciata alla quantit di oro in circolazione!!!!
Ma il sig.Libertyfirst non risponde su questa questione (già proposta nei commenti dell’articolo “L’elicotterista pazzo e la distruzione dell’economia americana”)
http://www.giornalettismo.com/archives/14827/bernanke-lelicotterista-pazzo-e-la-distruzione-delleconomia-americana/
Perchè il sig.Libertyfirst non risponde su questa questione (già proposta nei commenti dell’articolo “L’elicotterista pazzo e la distruzione dell’economia americana”)
http://www.giornalettismo.com/…..americana/
Perchè la quantità di oro in circolazione non è legata alla ricchezza economica e quindi se vi è poco oro e molta ricchezza si avrebbe deflazione o, in caso contrario, inflazione. Vedi quello che successe in Europa dopo la scoperta dell’America dove la quantità di nuovo oro fu di gran lunga superiore alla crescita economica. Periodo di inflazione e crisi economica lungo circa 200 anni.
Non avevo visto il commento
Ora ho risposto. Riassumendo, l’oro, una costituzione monetaria rigida oppure il free banking mi sembrano soluzioni decenti ai problemi della moneta – anche se nessuna mi convince pienamente. In ogni caso, tutte sono preferibili allo stato attuale, che è un macello.
oiggas: ripeto, ma stai scherzando? Se non è per avere interessi mi spieghi per cosa dovrei depositare i miei dinidini in banca? E detta banca dove ricaverebbe gli utili per remunerare i miei dindini?
non confondiamo politiche di investimento più o meno discutibili coll’oggetto sociale stesso di una banca.
Spiegamela tu una cosa: se tutti sono “consapevoli” che la banca, in cambio di interesse, investe i soldi sul c/c, perché si pretende di ritrovarceli quando questi vanno male?
Dovrebbe essere un idea “normale” il sapere che oggi ci sono e domani forse. Quindi perché chiediamo allo Stato (a noi) di farsi carico delle insolvenze di un cattivo “promotore finanziario”?
Il fatto e’ che questa e’ una storia vecchia come il mondo, e noi siamo dei grandi smemorati.
Persino Mosè ammoniva: Avete una sola possibilità, o me o il vitello d’oro. Scegliete il vitello d’oro? Allora dovete essere schiavi dei padroni del vitello!
Lo ripeto: il denaro (la moneta) e’ uno strumento delicato. Non so se un sistema aureo sia la soluzione (forse bimetallico?) ma e’ certo che se continuiamo ad andare avanti in questo modo il peggio dovrà ancora arrivare. Le conchiglie sarebbero la soluzione ideale (e non scherzo) ma dovremmo ripensare il concetto di ricchezza.
“Spiegamela tu una cosa: se tutti sono “consapevoli” che la banca, in cambio di interesse, investe i soldi sul c/c, perché si pretende di ritrovarceli quando questi vanno male?
Perchè ci si aspetta che i banchieri sappiano fare il loro mestiere.
Tutti sanno che operare una appendicite comporta sempre una certa dose di rischio, e accettano questo rischio; ma non si aspettono certo che il chirurgo dimentichi il bisturi nelle loro budella.
Infatti, ci si aspetta solo utili.
Soldi che si moltiplicano senza sforzo, una ricchezza che sgorghi dalla scaltrezza di gente con pochi scrupoli.
Però, perché non mettere in conto che anche Pelè sbagliava i rigori?
E quando accade, perché lamentarsi?
Tocqueville notava: la brama di denaro e la sete di considerazione si mescolano allora così bene negli stessi cuori, che diventa difficile discernere se gli uomini sono avidi per ambizione o se sono ambiziosi per cupidigia.
Nessuno ci costringe a chiudere gli occhi ed a comportarci da ipocriti, ma oggi pare sia l’unico gioco con il quale sappiamo sollazzarci.
Oiggas: ma ripeto, secondo te come pensi che la banca debba fare utili? Sai qual è l’oggetto sociale delle banche? Credi sul serio che scopo delle banche sia solo tenerti in custodia il tuo denaro?
E soprattutto non confondere politiche aziendali con oggetto sociale ed aspettative con certezze.
Ti sembrerebbe strano se ti dicessi che dovrebbe fare come faccio io (e tanti altri) utilizzando il proprio di capitale?
Ancora non capisco: la Fed sta accettando come collaterale titoli cessosi, ovvero presta banconote in cambio non solo di Treasuries, ma anche altra roba. Ma se sta altra roba dovesse fallire, come farebbero le banconote a tornanre alla banca centrale? Allora questo sarebbe un “signoraggio alla Pascucci”?
E se un giorno la Fed volesse ritirare liquidità? vende titoli sul mercato?
Ma se questi titoli fanno schifo, chi glieli compra?
oiggas: ma cosa diamine stai dicendo? Sai qual è l’oggetto sociale di una banca? Che cosa s’intende per “attività bancaria”? Secondo te cosa se ne fa la banca dei soldi che lasci in deposito presso di essa: li guarda e li controlla con amorevole cura?
“E se un giorno la Fed volesse ritirare liquidità? vende titoli sul mercato?
Ma se questi titoli fanno schifo, chi glieli compra?”
Li sostituisce con titoli di stato e gli USA fanno quello ha fatto l’Italia negli anni 80.
Questo non è signoraggio e non c’entra la FED. Questo è deficit statale che crea inflazione e lo fanno i governi.
Non te la prendere Rado, ma secondo me e’ proprio quello che dovrebbero fare.
Auspico che diventino depositi, che spariscano come sono oggi; non se ne sentirà minimamente la mancanza.
Per me la banca non svolge nessuna funzione se non quella di lucrare (con i nostri soldi) i beni di tutti.
Se ne sono gia’ accorti in Scozia, dove c’è mancato poco che al banchiere di turno non gli togliessero “i gioielli di famiglia”; e ce ne accorgeremo tutti quando questo schifo (ma chi l’ha creato?) toccherà l’apice.
Poi naturalmente, parafrasando AG, ce li puoi tenere i soldi in banca (a loro fa immensamente piacere) e pensare che te li moltiplicheranno, ma sai: chi fa da se, fa per tre!
Vedi, lo so che sembro farneticare, dire stupidaggini, magari penserai che ho il dente avvelenato con qualche istituto di credito (t’assicuro che non ce l’ho con nessuno in particolare), ma da quando mi si e’ palesato “il trucco” non mi fido più; e da quando non mi fido più, sono “diventato ricco”.
Tu potrai pensare che le banche sono utilissime, lo rispetto, ma per me e’ tutto il contrario.
Si parla di Libero Mercato e nessuno si rende conto che il Mercato tutto e’ tranne che libero.
Si fanno piani alla Obama, ma alla fine gira che ti rigira, i banchieri si salvano e la gente va a vivere nelle tendopoli.
Il denaro va guadagnato non moltiplicato, la terra va lavorata non sfruttata, le risorse utilizzate non accaparrate, i monopoli eliminati non tutelati.
E’ stata la nostra ingegnosità, bravura, determinazione, senso critico a portarci dove siamo, non il credito e la cupidigia di chi lo controlla.
Puoi anche pensare di coltivarti le rape e i cavoletti da solo invece di far lucrare quel bastardo dell’ortivendolo.
Farti crescere barba e baffi per colpire quegli affamatori dei barbieri per non parlare poi della multinazionale BIC.
Persino allevare una mucca in salotto dandogli da mangiare solo l’erba fatta crescere sul balcone così da finalmente annientare quei delinquenti di allevatori e le loro mucche pazze.
Son tante le cose… basta poi non rompere le balle e girare con un SIV diesel come fanno Grilli e i suoi discepoli eh?
Scusa ma la demagogia mi fa venire l’orticaria.
Ancora non capisco: la Fed sta accettando come collaterale titoli cessosi, ovvero presta banconote in cambio non solo di Treasuries, ma anche altra roba. Ma se sta altra roba dovesse fallire, come farebbero le banconote a tornanre alla banca centrale? Allora questo sarebbe un “signoraggio alla Pascucci”?
Non mi avete risposto grazie!
Vedi bilancio della BCE che a fine 2008 aveva bonds della LEHMAN BROS.!
Le obbligazioni sono fallite, e le banconote immesse in circolazione per comparli non torneranno più indietro. O no?
Oiggas: quello che hai “scoperto” non è un “trucco”. È l’attività bancaria! ti ripeto: ma secondo te a cosa sono serviti i soldi in deposito finora? A farteli tenere là?
Continui a confondere politiche aziendali coll’oggetto sociale bancario.
Ron Paul: Lehamn Bros emettevano titoli pubblici?
“Lehamn Bros emettevano titoli pubblici?”
La bce aveva bond lehman nelsuo bolancio..
Vedi bilancio BCE 2008
Io non giro con i SUV, sono uno terra terra che rispetta il lavoro di tutti, e non è nel mio stile fare demagogia.
E\’ vero, le rape, i cavoletti, ma anche i pomodori, le patate, ecc. me le coltivo io; ma non è per evitare di far lucrare il bastardo dell\’ortivendolo (che fa il suo lavoro e mi da beni reali) ma perché so quello che mangio.
Potrà sembrarti una differenza da niente, per me ne ha tanta.
Confonderò anche politiche aziendali coll’oggetto sociale bancario, ma ciò non toglie che dal mio punto di vista entrambe siano sbagliate.
Le banche hanno il monopolio del credito, che grosso modo è il 95% di quello che consideriamo denaro.
E\’ normale? Per me è una stortura gigantesca!
Ron Paul, ripeto: la Leham Bros emetteva titoli pubblici?
oiggas: la stortura per te è quindi che le banche facciano le banche. Bene.
“La lehman bros. emetteva titoli pubblici?”
Che cosa vuol dire? La lehman emetteva corporate bonds che secondo le agenzie di rating erano AA+ (mi pare). La BCE le aveva nel suo bilancio, tutto qui. Lo avevo letto qualche tempo fa su un articoletto del sole!
Adesso anche la BCE accetta schifezze da monetizzare? E se falliscono? Le banconote non tornano più indietro?
http://www.piccolosocrate.com/blog/la-bce-fa-svalutare-le-abs-al-mercato.html
La stortura è che le banche lucrino con i soldi non propri (è mai accettabile in una società che tanto decanta la proprietà privata?).
Prova ad andare a ritirare 20.000 euro in contanti dal tuo c/c, sono tuoi, sono lì, e dimmi se te li danno subito.
Devi fare domanda con giorni in anticipo.
E non cacciarmi la scusa dell’anti reciclaggio, che mi scappa da ridere.
@oiggas:
ma tu vorresti che le banche tenessero i soldi fisicamente in deposito e basta? nessun interesse per te ma solo le spese di tenuta conto? Perché allora tanto vale una buca in giardino, no?
Infatti è quello che gli si sta dicendo da almeno dieci post: fai una buca in giardino e cacciaceli dentro senza dover trollare per giorni qui. Non è obbligatorio depositarli in banca.
Del resto si vede che ha poco altro da fare che non ripetere ossessivamente la stessa manfrina. Va ad annaffiare l’insalata va.
Ah Ah Ah
Tenetevele come sono e non lamentatevi!
Dalle parti mie si dice: attacca il padrone dove vuole l’asino, e lascia che si strozzi!
Ah Ah Ah
oiggas: qualcuno mi ha fatto giustamente notare quanto segue.
Ma invece di comprare “libri che svelano segreti inconfessabili”, perché non ti leggi l’art. 1834 del codice civile (che è lì mica da ieri)?
Dopo di questo, leggiti i seguenti e scoprirai che nessuno ha mai nascosto niente. Tipo il preavviso è regolato dall’art. 1852, per cui invece di ridere inventandoti regole sarebbe meglio che le conoscessi prima.
Ron Paul: cosa significa se emettono titoli di debito pubblico?
C’è scritto nell’articolo: “La monetizzazione dei titoli di debito funziona così: una banca va alla banca centrale con 100€ nominali di titoli di debito pubblico.”.
lol
ma che ridi a fare? le banche hanno problemi ma non sono quelli che dici tu.
E poi non è che lucrino con soldi non propri, lucrano con un servizio che è quello di raccogliere soldi e rivalutarli prestandoli ad altri che ne hanno bisogno.
Quando devi comprarti una casa e vai a chiedere un mutuo da dove credi arrivino i soldi?
“C’è scritto nell’articolo: “La monetizzazione dei titoli di debito funziona così: una banca va alla banca centrale con 100€ nominali di titoli di debito pubblico.”.”
Ah Ah Ah! Ma non hai letto l’articolo di Libertyfirst? Mi riferisco a questo (L’elicotterista pazzo e la distruzione dell’economia americana):
http://www.giornalettismo.com/archives/14827/bernanke-lelicotterista-pazzo-e-la-distruzione-delleconomia-americana/
un pò di coerenza, grazie. UNA VOLTA la banche centrali potevano monetizzare solo titoli eliggibili, ma adesso la Fed sta accettando qualsiasi schifezza!
Sennò perchè mai avrebbe creato tutte queste finestre di sconto, che Libertyfirst ha efficacemente spiegato come funzionano?
Titoli eleggibili? Un Uh Uh
Comunque NON hai ancora risposto alla domanda: e se sti titoli cessosi falliscono? Che fine fanno le banconote?
Scusa, pensavo parlassi di questo articolo
e comunque non hai posto a me la domanda
allora il “signoraggio alla Pascucci” esiste davvero?!?!?!
Oddio no!!!!!!!!!!!
Aspetta un istante: ma il signoraggio avviene colla creazione della moneta (quando la si stampa), non quando una Banca Centrale compra titoli privati sul mercato come qualsiasi operatore finanziario.
Oppure stai pensando che anche per comprare titoli privati la Banca Centrale stampi moneta?
p.s.: devo ancora leggere l’articolo dell’elicottero, sto rispondendo a “logica”.
Nell’articolo “signoraggio austriaco? Ahi Ahi..” si dice che le banche centrali non possono utilizzare banconote per comprare Ferrari, ma solo titoli. Una volta scaduti, le banconote ritornano alla banca centrale.
Ma se il titolo fallisce? la banconote non tornano più indietro?
http://www.giornalettismo.com/archives/10339/signoraggio-austriaco-ahi-ahi-ahi/
@ Rado
Le nostre divergenze nascono dal concetto diverso che abbiamo sul Denaro.
Per me le banche non servono perché non serve il denaro a debito. O perlomeno non nelle percentuali attuali.
Grazie per l’interessamento, ma volevo rassicurarti che passato il primo periodo nel quale leggevo quello che più o meno mi capitava sotto gli occhi, ho iniziato a scegliere accuratamente i libri e gli autori che mi dessero modo di riflettere al meglio su quello che m’interessa.
Andando ora all’articolo 1843 (che non conoscevo e non mi sono stupito a leggere, ma non si può sapere tutto ed essere giuristi, ingegneri, architetti, medici, ecc.) volevo fare un esempio.
Prendiamo per comodità che esista una sola banca (cerco si semplificarla al massimo).
La legge dice che all’atto di un mio versamento la banca ne “acquista la proprietà”, comprensibile in quanto non potrebbe poi prestarli, e che “è obbligata a restituirmela nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi”.
Io verso 100 ed in quel momento non sono più miei ma della banca.
Poi arriva Enrico e chiede un mutuo.
Avendo di proprietà di quel denaro, la banca può accontentarlo.
Poi torno in banca e chiedo la restituzione di quanto in realtà è mio e la banca è “obbligata” a restituirmelo, e me lo da.
Ad Enrico, la banca cosa ha prestato?
Certo con la partita doppia tutto sembra di una chiarezza disarmante ma in realtà gli ha prestato,senza che lui se ne renda conto, la sua capacità di restituire il debito, perché è lui che crea il denaro (con il suo lavoro) che restituisce nel momento che lo restituisce.
E quello non è denaro virtuale ma vero, perché ha sgobbato per ottenerlo.
Domanda: perché Enrico deve farsi prestare qualcosa che gli appartiene?
P.S. Ora vado dal barbiere che pagherò con l’insalata che mi ha ricordato d’innaffiare AD, a proposito grazie. Sai la figuraccia che avrei fatto se mi fossi presentato lì con le foglie flosce invece che vispe come lo sono ora.
E sì, per certe cose sono tornato allo scambio diretto. E’ una pacchia!
@ Ron Paul Revolution
“allora il “signoraggio alla Pascucci” esiste davvero?!?!?!”
No, nell’articolo è spiegato il perché.
“Nell’articolo “signoraggio austriaco? Ahi Ahi..” si dice che le banche centrali non possono utilizzare banconote per comprare Ferrari, ma solo titoli. Una volta scaduti, le banconote ritornano alla banca centrale.
Ma se il titolo fallisce? la banconote non tornano più indietro?
http://www.giornalettismo.com/…..i-ahi-ahi/”
Nell’articolo che hai citato c’è già presente la risposta alla tua domanda. Una risposta che ti abbiamo già dato in altre precedenti occasioni.
oiggas: se la premessa tua è non tanto di contestare le politiche aziendali bancarie quanto proprio la banca in quanto tale, direi che il discorso verte su altri piani che non su quelli dove finora s’è sviluppata.
Per rispondere alla domanda: perché Enrico deve farsi prestare qualcosa che gli appartiene, si risponde che “forse” il creditore di Enrico non si accontenta della sua promessa di saldarlo un tanto al mese ma vuole quanto gli spetta “tutto e subito”. Per fare l’esempio più concreto: solitamente si accende un mutuo per comprarsi la casa, e dubito che il proprietario dell’immobile accetterebbe di non essere pagato fidandosi della sola parola di Enrico che gli promette di farlo secondo le sue possibilità. Ovviamente non parlo di fargli firmare cambiali perché altrimenti entrerei in quello che la tua premessa vuole bandire, ovvero il credito e la sua circolazione.
Caro Oiggas, spero che il tuo sia un barbiere all’antica e non un “coiffeur”, sennò lo “scambio diretto” mi sa che non è tutta sta pacchia
lo prendo in culo dai buoi muschiati tibetani anch’io, lo sapevate?
Sapevàtelo, su rieduchescional channel!
@Rado
Intendiamoci: sarei sciocco se pensassi che nell’arco della sua vita (come in quella di chiunque, anche se glielo auguro) ad Enrico possa non occorrere “un aiuto” per sviluppare un idea, un aspirazione, soddisfare un desiderio, far fronte ad un imprevisto.
Allo stesso tempo, sono convinto che un debito non debba estendersi oltre un arco di tempo “ragionevole” (diciamo 5-6 anni) e non durare 20-30 anni.
E’ giusto che ogni individuo lotti per quello in cui crede, che faccia sacrifici, risparmi e non si lasci abbindolare dai desideri indotti di un mondo che sembra regalarti tutto (prendi oggi, paghi fra due anni, ad esempio).
E’ il basarsi solo ed esclusivamente sul credito (il debito di qualcuno) che ci sta facendo girare la testa e ci sta distaccando dal mondo reale.
AG lo so che ti sta venendo da grattarti, mi dispiace, ma è una riflessione sentita.
Forse il mondo girerebbe meglio se tutto si pagasse a contanti e subito. Nulla da dire al riguardo.
Ma sarebbe un sistema molto ingessato che non permetterebbe al denaro di girare e ad allocarsi in maniera veloce e corretta.
Poi si può parlare se l’allocazione attuale sia corretta, però…
Se ci pensi bene, ti renderai conto che non s’ingessa un bel niente.
Se confronti due operazioni dello stesso importo, diciamo 100 euro, una fatta con uno strumento di credito, l’altra tramite carta moneta, noterai che la prima si ferma dopo il primo passaggio di mano, la seconda no.
La carta moneta continua a circolare, e potrebbe, nel caso fosse scambiata 3 volte al giorno per un anno, “generare” un giro d’affari di oltre 100.000 euro.
Che il credito sia indispensabile, è solo un illusione!
oiggas: a parte che non capisco perché uno strumento di credito non debba circolare, ad esempio col sistema previsto per legge delle girate (per carità, è vero che ultimamente hanno imposto la non trasferibilità in default degli assegni), ma se non esistesse la possibilità di aver denaro in prestito il sistema sarebbe effettivamente ingessato. Se pensi ai grandi investimenti necessari tipo costruzione impianti per l’energia elettrica (tanto per fare un esempio) senza il credito come vorresti tu non so come si potrebbe realizzarli. Voglio dire: per costruire la rete dell’energia elettrica dovrei solo affidarmi ai soldi che ho in quel momento: niente prestiti dalle banche o dai privati. Alla fine potrebbero realizzarli solo chi ha grande liquidità disponibile o lo stato. Alla faccia del libero mercato.
Scusate, sono un ignorante.
Vorrei che mi spieggassi ***dettagliatamente*** cosa succede alle banconote che la banca centrale immette nel sistema monetizzando titoli diversi dai titoli di stato, come sta facendo la fed (ABS, CDO…).
Cosa succede alle banconote se questi titoli falliscono? Ho capito che saranno delle perdite per la banca centrale. Ma come fanno le banconote a ritornare alla banca centrale, se il titolo nen esiste più??
Ciao,
io te lo spiego se prima tu mi spieghi quale imprescindibile tara mentale ti spinge a lasciare un commento ogni giorno su questi articoli di G. che parlano di signoraggio, firmandoti ogni volta con un nome diverso.
Ci stai?
Scusate, volevo solo ribadirvi che lo prendo in culo dai buoi muschiati. Ecco.
@ Rado
Penso ti sia sfuggito un mio commento che iniziava con: intendiamoci.
Se scorri indietro, non molto, lo trovi.
Sono dell’opinione che un imprenditore il quale voglia affrontare un nuovo progetto, se non ha ben presente l’arco di tempo “ragionevole” nel quale rientrare dei propri investimenti, è destinato a fallire prim’ancora d’iniziare.
Ci sono tanti modi per finanziarsi, se poi uno sceglie quello che personalmente ritengo il peggiore di tutti, è libero di farlo, lo scotto è tutto suo.
Con il tempo, a mie spese, ho iniziato a distinguere un finanziamento frutto di risparmi concreti, reali, da quelli fittizi basati sul nulla: c’è una differenza abissale (e di tutto l’imbroglio non ne sapevo ancora nulla)!
Il credito, se così vogliamo chiamarlo, deve essere figlio del primo, non del secondo.
Inoltre, lo ripeto, anche se il termine “Libero Mercato” è molto abusato, oggi esso di Libero non ha proprio nulla.
E quali sarebbero i finanziamenti basati sul nulla?
Sono quelli che per forma, dimensioni, colore, valore, sembrano veri.
Comunque non crucciarti, a tempo “debito” li riconoscerai da solo!
No, meglio, quali sarebbero i finanziamenti basati su risparmi concreti?
Quelli con garanzie reali? le ipoteche?
Mentre quelli basati sul nulla sono…boh…gli anticipi fatture?
se parliamo di soldi falsi, grazie tante che sono basati sul nulla.
Enrico: ma anche gli anticipi su fatture si basano sulle fatture, se è per questo.
A meno che non si voglia entrare nel campo dei servizi e non dei beni materiali. Allora ci mettiamo pure l’avviamento commerciale come “nulla”?
Rado, ho capito, faccio esempi perché non capisco Oiggas…
ora poi che hai parlato di soldi falsi mi viene da pensare che oiggas pensi che allora i soldi delle BC siano falsi…sbaglio?boh..
Gli anticipi fattura sono appunto basati su fatture, mica sei sicuro di incassare poi..boh..
Rado, io comincio a perdermi
Vorrei saperne qualcosa di più sulla riserva frazionaria, visto che anche premi nobel come Friedman avevano proposto riserva frazionaria pari al 100% per evitare crisi come quella attuale..
Inoltre vorrei sapere se è una bufala la sentenza che gira su internet(1969, First National Bank of Montgomery contro Daly)!!!
http://www.signoraggio.com/signoraggio_ingannodeldollaro.html
Vorrei che mi spiegassi dettagliatamente cosa succede alle banconote che la banca centrale immette nel sistema monetizzando titoli diversi dai titoli di stato, come sta facendo la fed (ABS, CDO, MBS…).
Cosa succede alle banconote se questi titoli falliscono? Ho capito che saranno delle perdite per la banca centrale. Ma come fanno a ritornare alla banca centrale?
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