“Gli studenti dell’onda sono guerriglieri. Brunetta ha ragione. Andrebbero trattati come tali. Spero che il governo lo faccia. Sul serio. Usando tutti i mezzi (legali ovviamante) a disposizione.Questa sterpaglia rovina gli studenti per bene che hanno voglia di imparare. Va eliminata, strappata, bruciata e dimenticata“. Questo commento è tratto da un newsgroup di politica che si riferisce alla polemica che ieri ha “infiammato la scena politica“, tanto per dire una frase fatta. Il ministro della Funzione pubblica in una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al responsabile dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha risposto così a chi gli faceva notare che nella scuola la protesta sta montando: “Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte
dell’associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri“. E poi, in un’intervista a Sky Tg 24, ha rincarato la dose: “Mi sono sbagliato, non hanno la dignità di guerriglieri, che sono una cosa seria: sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni. A Roma ci sono state cariche e scontri perché un gruppo di giovani un po’ estremisti ha infranto delle regole che la città si era data nel definire le manifestazioni. Come si definisce chi infrange le regole, chi fa violenza sulle strade e costringe la polizia a scontri? Io sto dalla parte dei poliziotti, dell’ordine pubblico, delle regole, di chi vuole manifestare legalmente e democraticamente, dalla parte dei rappresentanti degli studenti, non di questi signori che per avere una qualche visibilità usano la violenza“.
Brunetta, è chiaro, ci fa e non ci è. Le sue parole, che nel principio generale (“io sto dalla parte dell’ordine pubblico“) possono sembrare anche condivisibili, specialmente da chi le ascolta in tv, sono in realtà ovvietà demagogiche. E’ ovvio che si stia da parte dell’ordine pubblico, specialmente quando si dovrebbe essere uomini delle istituzioni. Talmente ovvio che nemmeno ci sarebbe bisogno di dirlo. Se lo si fa, è perché si vuole scientemente fare spettacolo. Ovvero sollevare un polverone ad arte, usando le parole “guerriglia” e “guerriglieri“. Non perché ci sia qualcosa di male a pensarlo, per carità: è un’opinione. In base alla quale si può anche pretendere, dalle forze dell’ordine, di perseguire la tolleranza zero nei confronti di chiunque, quando non si tratta di manifestazione del pensiero, ma di violenza. E quella va repressa, nei modi più opportuni e seguendo il principio del male minore, se necessario. Il problema risiede nel dirlo: un “ordine” del genere, mentre se viene dato a chi lo deve recepire, è giusto e comprensibile, sparato in televisione sa tanto di minaccia. Contribuisce ad esacerbare gli animi.Ecco perché Brunetta voleva solo spararla grossa.
Il problema, e il messaggio del newsgroup dell’inizio ne è la prova, è chi invece ci è e non ci fa. Chi dice che “Questa sterpaglia rovina gli studenti per bene che hanno voglia di imparare. Va eliminata, strappata, bruciata e dimenticata“, non ha capito che Brunetta, alla fin fine, voleva solo spararla grossa. Ma l’ha preso sul serio, e adesso comincia a voler vedere scorrere il sangue. E poi, c’è qualcuno che gli risponde: “Cominciano così, poi finiscono con l’assassinio dei giuslavoristi o dei leader dei partiti avversi“. Solenne cretinata, visto che i movimenti terroristi italiani non sono mai stati “di massa”: si trattava quasi sempre di organizzazioni territoriali e “piccoli gruppi” che non di rado agivano autonomamente rispetto agli altri, e che poi rivendicavano con un marchio comune. Il riferimento a Marco Biagi, poi, è particolarmente sciocco: è stato ammazzato da cinque terroristi – Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi, Marco Mezzasalma, Diana Blefari Melazzi e Simone Boccaccini – e i primi tre di questi sono stati condannati anche per l’omicidio D’Antona, in un processo nel quale c’è stata una sola altra condanna e quattro assoluzioni. Un gruppo estremamente piccolo, come si vede. Quindi, per diventare terroristi non servono le folle. Basta essere in cinque/sei e abbastanza psicopatici. E infatti nello stesso newsgroup c’è chi scrive: “Credi veramente che fare la faccia feroce e manganellare un corteo di studenti serva veramente a prevenire il possibile insorgere di fenomeni eversivi? Lo capisci o no che usando quelle parole rischia veramente di attizzare il fuoco e di esaltare qualche studente altrettanto complessato? Ti rendi conto che se veramente fra quegli studenti ce ne fosse uno o due con propositi meno che leciti, adesso, con la patente fornitagli da quel cretino di Brunetta, si sentiranno dieci volte più gasati di prima?“. E infatti, il problema non è mica Brunetta, ma quelli che da una parte e dall’altra lo prendono sul serio. Un governo capace non è quello che estirpa con il pugno di ferro il dissenso. E nemmeno quello che combatte una battaglia mediatica a colpi di chi la spara più grossa con il “nemico” che ha appena individuato, con il risultato inevitabile di fare crescere tensioni e nervosismo mentre le ali estreme di entrambi gli schieramenti cominciano a scaldare i muscoli e lucidare le mazze. Brunetta lo sa, e tuttavia decide comunque di dire che lo Stato deve reprimere, perché è forte. Mentre uno Stato realmente forte non ha bisogno di dirlo: lo dimostra con i fatti, di esserlo. E solo se è strettamente necessario. Riconoscendo anche quale è il momento in cui si devono calmare, gli animi, e non eccitarli. Specialmente quelli dei più cretini.
(Vignetta tratta da Le Monde; “le Sida” è l’Aids)























Il fatto è che spararla grossa, su internet, in televisione, in qualunque posto si abbia una platea, è per molti l’unico modo, oltre che per portare acqua al proprio mulino, politico, professionale o personale che sia, per affermare a sè stessi la propria esistenza, non avendo una personalità abbastanza strutturata da potersi autodeterminare senza il feedback, in questo caso negativo, della platea.
In definitiva ci sono persone che non sono per sè stesse ma solo per ciò che gli altri dicono di loro.
E ultimamente ne abbiamo visti di esempi del genere, anche qui.
Grazie per aver espresso quello che e’ anche il mio pensiero.
Sarebbe interessante anche indagare come mai i responsabili dell’ordine pubblico ritengono necessario intervenire contro gli studenti dell’Onda (e di sinistra in generale) piuttosto che contro quelli di Lotta Studentesca (e di destra in generale).
Domanda retorica?
L’ordine pubblico dovrebbe essere mantenuto a prescindere, e se l’Onda viene definita “guerrigliera”, come vogliamo definire Lotta Studentesca? Solo per fare facili esempi, ovviamente, e fermo restando che e’ vero che esiste una regolamentazione per le manifestazioni, di qualsivoglia genere, e che tutti dovrebbero rispettarla.
Tutti, per l’appunto.
grazie
io a scuola ci andavo a studiare
e studiavo anche di notte
e sono riuscito a terminare il mio corso universitario di economia in tre anni e mezzo invece di quattro
ho iniziato a lavorare subito
se avessi atteso altri 4-5 anni come era e credo è nella media, avrei perso gli stipendi di questi 4- 5 anni oltre al diritto di pensione che sarebbe slittato in misura corrispondente
calcolo circa 160.000 euro
quando vedo i guerriglieri o pasionari o combattenti per la democrazia o rappresentanti della libertà o forze nuove o altri elementi seguaci delle loro giovani idee che evitano di impegnarsi negli studi per seguire gli ideali penso siano tutti figli di papà che non hanno bisogno o che hanno le spalle coperte da mammy o papy per cui possono permettersi il lusso di pisciare su centinaia di migliaia di euro e sulle loro prospettive di vita
se non fossero figli di mammy o papy,,,,,,e sicuramente qualcuno dei simpatizzanti lettori non si reputerà tale ….allora sono dei cojoni
sicuri mediocri se non perdenti ed insoddisfatti pseudo-cittadini futuri
a mio parere solo dopo aver ottenuto i cannoni della conoscenza, del prestigio o del denaro è possibile sparare e combattere per le proprie idee
gli ausiliari non specializzati sono stati, sono e saranno sempre i burattini di poteri più forti che li utilizzeranno per le loro finalità
Non tutti fondano la propria vista sulla base di valori quali la conoscenza, il prestigio o il denaro. C’e’ chi crede di volersi battere per le proprie idee, credendo che esse siano portatrici di un miglioramento della propria vita e di quella di coloro che ne beneficieranno dopo.
Cio’ che tu hai scelto di perseguire ti e’ stato reso accessibile grazie alla lotta di altri prima di te che hanno creduto valesse la pena mettere in discussione uno stato di cose pregresso, rendendo possibile il moto del cambiamento. La storia procede attraverso le rivoluzioni, se non ci fossero state *forse* oggi tu non avresti ne’ conoscenza della tua materia, ne’ prestigio ne’ denaro.
Senza stare a sindacare su valori, ideali o credo personali reputo ingiusto e privo di riflessione dare del cojone o figlio di papa’ a chi ha scelto di investire le proprie risorse umane ed economiche in strade diverse da quelle da te intraprese.
Libere scelte, entrambe rispettabili.
Edit: *la propria VITA*, non “vista”, scanso fraintendimenti.
Concordo perfettamente con il pensiero di Greg(ory). Senza entrare nel merito dell’onda, che per come è organizzata e strutturata attualmente non vuole e non può partecipare alle elezioni universitarie, il problema è tutto politico nel quadro in cui il politico non è più tale ma è solo mediatico. Ci si rincorre vicendevolmente a chi la spara più grossa, senza più confrontarsi sui contenuti. La politica è svuotata completamente del suo ruolo, e dei suoi ‘doveri’ nei confronti del Pubblico (a favore del pubblico, ovvero di chi ascolta, legge o vede le dichiarazioni dei politici).
Brunetta ha costruito un personaggio con le sue boutade (reso magnificamente da Crozza nel suo show tra l’altro, nei suoi aspetti più caricaturali: ricordo un “io lavoro 30 ore al giorno, se dicessi 24 la gente non lo capirebbe. Ci vuole un linguaggio semplice), e poco importa che queste possano avere effetti collaterali nefasti.
All’Onda intesa come gruppo le sue sparate possono anche passare indenni, ma nel movimento ci sarà chi si sentirà giustificato a comportarsi da ora da guerrigliero. Certo, solo perchè in fondo è un’idiota che insegue – a suo modo – il pubblico. Un piccolo Brunetta insomma. Che ne fa un minuscolo uomo. (la battuta era inevitabile, mi si scusi)
è giusto
io ho scelto altre strade credendo di essere nel giusto
e sono contento di ciò che ho fatto, lo rifarei anche se solo oggi mi accorgo delle molte cose cui ho rinunziato
allora …gott mit uns…..non c’ erano altre strade per me da percorrere
forse guardo i rivoluzionari ventenni con molta invidia per ciò che a loro non mancherà, ma continuo a pensare che le rivoluzioni non siano fatte da persone singolarmente ricche solo di entusiasmo (magnifico sentimento capace di radere le montagne) ma guidate da “veci” con, forse, più terrene aspirazioni
forse ognuno di noi dovrebbe percorrere anche la stagione della pazzia, dell’ irrazionale, dell’ eroismo per non doverla più rincorrere a 40 anni…..
ma allora si era eroici impegnandosi per i max punteggi nel più breve tempo possibile
al contrari della stragrande maggioranza che “temporeggiava” e protestava contro il “sistema”
forse anche il mio era un modo di sentirsi “eroe”, differenziandomi piuttosto che accomunandomi alla maggioranza
perdonate lo sfogo
ringrazio Ludovica per avermi fatto riflettere
Juppes
grazie a te, juppes
Non posso che condividere, oltre l’articolo, il saggio commento di Maria Teresa.
L’Italia di oggi sembra più il paese delle scimmie urlatrici (il che è pure giusto, visto che siamo anche storicamente una “Repubblica delle banane”) ma almeno, una volta in Parlamento c’erano i forchettoni, e – senza rimpiangerli – è brutto notare che il passaggio dalla prima alla seconda o terza o quarta repubblica non li ha fatti scomparire, ma solo trasformare in una versione più arrogante e più volgare.
In questo panorama, lo sforzo di chi si limita a cercare (più o meno umilmente) di capire il pensiero altrui, esprimere il proprio e provare a fare una “sintesi alta” diventa particolarmente complicato. Per questo bisogna insistere, resistere, persistere. Nonostante la profondissima stanchezza.
E questo, a prescindere dal MERITO delle affermazioni e idee dell’”Onda”.
Sarà che da vecchietto quale ormai sono finisco per rifare sempre le stesse patetiche considerazioni, ma davvero qui andiamo dalla “Ronda su Ronda”, alla “Fronda su Fronda” per finire alla vecchia “Onda su Onda”.
Peccato che non ci sia nulla da ridere, e molto da ridire.
Un inchino.
C.
inchino? Esagerato
No, non lo sono mai. Dico sempre e solo quello che penso, anche se in troppi non mi hanno capito DAVVERO
Erkole:
tutti noi, nel momento in cui facciamo delle scelte, rinunciamo a qualcosa. E tutti noi guardandoci indietro ci rammarichiamo di cio’ che abbiamo perso.
Io personalmente non ho mai ambito all’”eroicita’”, ma solo al cercare di portare avanti quello che con i miei limiti ritenevo giusto in determinati momenti storici della mia vita. Sbagliando, spesso.
Io non ho avuto possibilita’ di seguire una carriera scolastica regolare. Fino a pochi anni fa vantavo la terza media.
Ho seguito un processo autoformativo, con risultati discutibili. Ma non ho mai sentito la necessita’ di uniformarmi o differenziarmi dalla massa, fatto salvo per l’inevitabile passaggio di adolescenziale bisogno di identificazione ed aggregazione: il risultato e’ di essere diventata una specie di proiettile impazzito che, molto spesso, vorrebbe trovare un proprio posto nello schedario della societa’, se non altro per riposare un po’.
E’ stata una buona scelta? Migliore della tua o dei ragazzi di Onda (o di quel che sia)? Peggiore?
Non lo so, ma e’ stata ed e’ la mia, ed io credo che sia a questo che ognuno di noi dovrebbe render conto. In fondo, e’ tutto quello che ho.
Comicomix: e’ vero, stanca. Nel profondo. Perfino la resistenza passiva diventa faticosissima, figuriamoci quella attiva.
Fortuna che ogni tanto troviamo qualcuno capace di usare quelle desuete armi di lotta contro l’”appecoronamento”: la riflessione e la testimonianza. Due cose incompatibili con qualsiasi genere di sbraitamento.
E torno a ringraziare Erkole, che me lo ha ricordato.
E poi oh: in tutto questo urlare mica e’ facile riuscire a cogliere una vocina pacata. Non e’ a questo che servono le urla?
Forse Brunetta dovrebbe guardare anche che fine hanno fatto quelli che negli anni 70 facevano cagnara, per quello che ricordo io e anche per quanto si può verificare gran parte dei militanti di lotta continua e di simili organizzazioni erano figli di papà viziati che adesso militano nel centodestra, oltre ciò penso che i grandi proclami siano sintomo di scarse capacità, come dice il saggio “chi sa fa, chi non sa insegna”.
Tornando al discorso di partenza:
e’ vero ed impossibile non condividere il pensiero di Greg, di Maria Teresa e di chiunque come loro. Ma il problema davvero non e’ Brunetta. Ma chi fa di Brunetta un Brunetta.
Senza nulla togliere alla responsabilita’ personale di chi certe affermazioni le fa e le fa per altro ex cathedra, quanta responsabilita’ ha il media informativo?
Ora, senza affrontare il tema del servilismo di potere che palesemente esiste ed ha un peso: e’ l’onesta’ intellettuale che e’ venuta meno. La professionalita’ (quella poi lol). L’informazione si deforma, il messaggio che arriva e’ spesso lontanissimo dagli avvenimenti reali. Ma senza arrivare ad esempi eclatanti come il caso Brunetta, che e’ diventato un caso davvero solo ed esclusivamente grazie alla stampa, con tutte le conseguenze qui paventate, basta leggere un quotidiano online qualsiasi in un giorno qualsiasi.
Ora: http://stelladanzante.iobloggo.com (linko solo per economia di spazio). Da un pezzo del genere il lettore in target (che e’ quello che e’) cosa estrapola? Cosa gli rimane in testa?
Il kamikaze.
Non la poveraccia che chissa’ che storia ha dietro. Ma l’allarme terrorismo, che dubito ci sia mai stato.
Il pezzo, dopo mio sbranamento in mail e’ stato modificato. Aggiungendo una chiosa: “La cintura è del tutto simile a quelle utilizzate dai kamikaze negli attentati in Medio Oriente.” Commento prodotto dalla mente del redattore che sicuramente ha visto la cintura in questione e conosce a menadito quelle medio orientali. Mentre la questura dice che “era fatta bene”, il pezzo calca lo spettro dei kamikaze tralasciando un dettaglio: solitamente chi vuole farsi esplodere deve essere libero di farlo e non legato ad un letto ed incappucciato: in quel caso non e’ piu’ un kamikaze, direi, n’est pas?
Cosa c’e’ di diverso rispetto alla faccenda Brunetta, o al papa sui preservativi, o a tutto quel che quotidianamente si tenta di farci bere e che, in larga parte, ci trova privi di difese?
La realta’ e’ come la si racconta, non come accade.
pezzo davvero notevole, e di esemplare limpidezza: i lettori di giornalettismo riconoscono subito la qualità!:-)
Bell’articolo, ma vorrei ricordar edue cose. La prima è che Brunetta non si è messo al balcone di Piazza Venezia: a domanda del Tg, ha risposto – e dopo aver avuto ministri che partecipavano a certe manifestazioni, si può anche ribadire da che parte dovrebbe stare un ministro.
Riguardo al numero dei terorristi, non credo serva neppure ricordare come i terroristi potessero muoersi grazie anche ad una vasta rete di connivenze e ad un clia particolare, grazie al quale anche chi non approvava si girava dall’altra parte.
Niente allarmismi stupidi, ovviamente, ma fare analogie con il clima che fornì il terreno fertile in cui prosperò il terrorismo non è fuori dal mondo. Se qualcuno lo avesse fatto negli anni ‘70, invece di considerarla un’assurdità, ci saremmo risparmiati parecchi morti.
Al di là del merito delle dichiarazioni di brunetta vorrei sottolineare una cosa: un personaggio pubblico con una carica istituzionale non è un quisque de populo. E’ una persona che dovrebbe (condizionale d’obbligo) riflettere e ponderare le proprie affermazioni commisurandole all’importanza del proprio ruolo. Questo perchè un ministro è un organo di uno stato al di là della persona che è e come tale ha una enorme responsabilità nei confronti dei consociati e non si può permettere di spararla grossa per farsi pubblicità.
Soprattutto quando lo si fa per criminalizzare un movimento di opposizione che fino a prove contrarie non ha nel suo programma il sovvertimento dell’ordine democratico (al contrario di una certa loggia massonica coperta alla quale appartengono tanti attuali illustri membri del governo).
Purtroppo nell’imbarbarimento e nella deriva demagogica che ha preso questo paese sempre più cose ormai diventano tranquillamente accettabili.
Un giorno ci rideremo sopra… magari dopo la fine del mondo.
“Riguardo al numero dei terorristi, non credo serva neppure ricordare come i terroristi potessero muoersi grazie anche ad una vasta rete di connivenze e ad un clia particolare, grazie al quale anche chi non approvava si girava dall’altra parte.”
Falk, verissimo: i cosiddetti fiancheggiatori. Ma se fosse davvero stata così “vasta” la rete di cui parliamo, a quest’ora ci sarebbe stata la rivoluzione.
Ma soprattutto, guarda gli ultimi omicidi: D’Antona e Biagi. Nell’occasione, dov’è il “soccorso rosso”? Non stiamo più parlando di migliaia di persone, ma di decine. E di 5 psicopatici, ovvio.
@ Carlo : grazie
@ Greg : figurate.
Senza considerare che quelli che negli anni70 volevano trattare con le BR ( che “si giravano dal’altra parte” ) facevano parte di un partito che si chiamava Partito socialista italiano di cui facevano parte Brunetta Sacconi e Tremonti e un cui appassionato sostenitore si chiamava Berlusconi.
Da quel che ricordo il partito comunista non è mai stato molto tenero con le BR e moltissimi militanti della sinistra extraparlamentare e loro amici ora fanno parte di Forza Italia, come per esempio Gaetano Pecorella (Soccorso Rosso…) e Aldo Brandirali (Servire il Popolo).
Se le BR fossera state frutto della connivenza del PCI perchè mai si sono sviluppate e cresciute nelle 3 regioni d’Italia ( Vento Trentino e Lombardia ) in cui il PCI è stato sempre più debole ?
Un po di memoria non guasta.
Si può certamente dire che la sinistra che aspirava a diventare forze di governo aveva una convenienza strategica a distaccarsi più possibile dalle forze che volevano abbattere lo stato, e che ci potesse essere una contiguità tra militanti comunisti e extraparlamentari, ma l’argomento dei morti è in fondo meno importante di quel che si voglia far credere, il tifo calcistico in italia ha fatto un numero di morti paragonabile alle BR ma non mi sembra che sia umanimemente considerato un problema pari al terrorismo di sinistra.