A diciotto anni è troppo presto per morire

20/03/2009 - Ma c’è anche un’altra pista. E’ strana questa pista. Molto. Gli inquirenti non l’hanno mai scartata. E’ una pista che anche Francesco Bruno, il criminologo, all’inizio aveva indicato. «Quel fil di ferro che la àncora all’ albero deve suscitare alcune

     
 

di

Ma c’è anche un’altra pista. E’ strana questa pista. Molto. Gli inquirenti non l’hanno mai scartata. E’ una pista che anche Francesco Bruno, il criminologo, all’inizio aveva indicato. «Quel fil di ferro che la àncora all’ albero deve suscitare alcune riflessioni – spiegava Bruno- O c’ era nell’ assassino la preoccupazione che qualche volpe trascinasse il corpo, e dunque è un gesto di pietà, oppure significa altro. L’ ha legata, simbolicamente, per metterle un collare? Per dire: tu da qui non ti muovi più? Il tronco rappresenta una figura autoritaria, quel gesto può voler imporre fedeltà alla vittima. E qualcosa nella postura del cadavere mi ricorda il tarocco dell’ Appeso». I tarocchi, i rituali, la solita pista esoterica rilanciata da un criminologo. Eppure.
Eppure gli inquirenti non l’hanno mai scartata. E il motivo è semplice.

- LA SIMBOLOGIA DELLE SETTE - Fin dal ritrovamento del cadavere qualcuno l’ha suggerita. Qualcuno che nemmeno sapeva che Serena per la sua ricerca sulla follia assassina avrebbe dovuto intervistare un noto letterato del settore, esperto in paranormale. Il qualcuno che telefona si chiama [[Gabriella Carlizzi]], una scrittrice esperta di esoterismo, che spiega agli inquirenti alcuni particolari. O meglio un particolare: la rosa rossa. «Comunicai ai carabinieri che dovevano cercare dei segni legati al delitto, qualcosa sulla follia e una rosa rossa – raccontò la Carlizzi. Fui interrogata il giorno dopo. Ancora nulla si era detto della tesina e di quel disegno della rosa scoperto a casa della ragazza. Informai gli inquirenti che, a mio avviso, non era un delitto volontario, ma che forse la morte di Serena poteva esser stata trasformata in una offerta rituale al demone di una… chiamiamola nota setta, più esattamente una Schola esotericomassonica, aperta alle donne, con cui probabilmente Serena era più o meno consapevolmente entrata in contatto. Un’ organizzazione internazionale molto potente, elitaria, di cui fanno parte scrittori, artisti, intellettuali, che non gradiscono chi minaccia di svelare i loro segreti». «E la Schola esoterica della rosa rossa – continuò- studia anche il superamento del disagio mentale attraverso il paranormale». Ma la rosa? La rosa è un simbolo strano e che compare più volte nel corso del caso. In una poesia diffusa durante i funerali ad esempio. Nel video dei funerali, da una donna che la tiene sopra la testa e compie due giri intorno alla bara. E persino su un biglietto lasciato fuori dell’abitazione di qualcuno che ha seguito le indagini. «Queste organizzazioni sono solite compiere offerte rituali quando sentono minacciati i propri segreti – spiegò ancora la Carlizzi. L’ agonia di Serena potrebbe esser stata una cerimonia di purificazione. La Schola temeva in altri ambiti un pericoloso disvelamento delle proprie origini e tradizioni iniziatiche. I suoi vertici avrebbero così usato la povera ragazza per esorcizzare quel rischio. E anche il luogo del ritrovamento del corpo ha connotazioni magiche. Lì, anche di recente, sono stati individuati reperti di materiale organico che, in chiave esoterica, comproverebbero la rialimentazione del rituale». Follia? Realtà? Un modo come un altro per depistare le indagini? L’unica certezza è quella che tutto il paese ha ripetuto: diciotto anni, troppo presto per morire.

     
 

1 Commento

  1. gloria scrive:

    non sembra nemmeno una storia vera

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie