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Salvatore Tutino e il no alla giunta Raggi: «Io vittima di una lotta tra bande nel M5S»

Salvatore Tutino, il consigliere della Corte dei Conti fino a ieri in corsa per l’incarico di assessore al bilancio di Roma Capitale, spiega il suo no alla giunta di Virginia Raggi parlando di una «lotta tra bande» all’interno del Movimento 5 Stelle.

 

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SALVATORE TUTINO: «NON SONO UN LADRO»

In un’intervista rilasciata a Mauro Favale per Repubblica il 73enne esperto di evasione fiscale dice di essersi tirato indietro per difendere l’istituzione da cui proviene. E sfida Roberto Fico a presentare il dossier su di lui annunciato:

Perché, invece, ha deciso di tirarsi indietro?

 

«Perché ho anche un ruolo istituzionale e devo difendere l’istituzione da cui provengo: certo non sono un ladro. E non mi ritengo uno della casta».

 

Alcuni parlamentari M5S, invece, l’hanno proprio definita un esponente della casta con tanto di interrogazioni.

 

«Ho letto le parole di Roberto Fico. Non voglio usare per lui l’espressione utilizzata dal governatore della Campania De Luca. Fico dice che ha un dossier contro di me. Vediamolo, allora».

 

E la sindaca Raggi? Si aspettava una difesa da parte sua?

 

«Quello che è successo non è stato deciso a Roma. O, per lo meno, non è stato deciso in Campidoglio ».

 

A cosa allude?

 

«Mi sembra sotto gli occhi di tutti la lotta tra bande che attraversa il movimento che dovrebbe sostenere questa giunta. Io avevo fatto una scelta, avevo pensato di dare il mio piccolo contributo, una pietruzza per cambiare le cose».

 

E Raggi aveva scelto lei.

 

«Ero l’unico candidato. Questo mi era stato fatto capire. Gli altri nomi erano stati messi lì a copertura. Si aspettava di fare un pacchetto di nomine, visto che mancano altre caselle, così da controbilanciare gli effetti negativi delle cinque dimissioni in simultanea. Mi è stato anche detto che era stata apprezzata la mia riservatezza. Io, però, ho anche un ruolo da difendere».

 

Cosa è successo, dunque?

 

«Lunedì, nel primo pomeriggio, mi è stato detto che sarebbe dovuta partire una mail verso il Consiglio della Corte dei conti per avviare le procedure necessarie per permettermi di fare l’assessore. Anche la sindaca avrebbe dovuto fare una telefonata al mio presidente».

 

E invece?

 

«Stamattina (ieri, ndr) ho verificato che nulla di tutto ciò era stato fatto».

(Foto di copertina: frame da video di YouTube, canale ragprev)