Io giovane d’oggi che son io – Speciale patata
18/03/2009 - Iniziai a percuoterle i capezzoli con la mazza ferrata di cui madre natura mi aveva dotato, sbattendo la testa più e più volte nell’abitacolo della Twingo Blu, non sapevo che cazzo stavo facendo, mi stavo dando da fare, suonai il
Iniziai a percuoterle i capezzoli con la mazza ferrata di cui madre natura mi aveva dotato, sbattendo la testa più e più volte nell’abitacolo della Twingo Blu, non sapevo ch
e cazzo stavo facendo, mi stavo dando da fare, suonai il clacson con una natica e le spinsi il capo sulla mia virtuosa proboscide finché lei, con tutta la sicumera che aveva in corpo profferì le seguenti parole: no, io queste cose non le faccio. Non fu tanto per il no, ma per il “io queste cose non le faccio“, che mi sedetti vicino a lei, quieto come un piccolo fonzie, e mi accessi una paglia, Marlboro 100′s. Avevo ancora il cazzo dritto, ci metto un po’ a far defluire il sangue, e i pantaloni calati, ma non sembrava che la cosa fosse fuori luogo anche se probabilmente dal punto di vista dell’universo doveva esserlo. Le chiesi se le dava fastidio se mi masturbavo. Lei disse di no, che era la natura, che queste son cose naturali. Le spiegai che la natura è un concetto relativo, che John Stuart Mill ha sufficientemente spiegato che ciò che è naturale non è per questo morale, e che comunque tutto può essere considerato naturale, anche le carestie sono naturali, persino il sesso orale è naturale. Lei colse il velato riferimento filosofico e interloquì mentre con io una mano fumavo e con l’altra mi tocchicchiavo, cercando di scorgerle le zinne che aveva riposto nell’apposito contenitore.
“Io quelle cose non le faccio“, disse lei, “è un gesto di sottomissione“. Mi toccavo piano, per non far rumore, ma non potei fare a meno di replicare. “Se io te la lecco è forse un gesto di sottomissione? Che cazzo vuol dire che è un gesto di sottomissione,” mi accesi, “è sesso orale, che cazzo c’entra la so
ttomissione …” “Non so che c’entra, ma per me è un gesto di sottomissione“, si piccò lei, “io queste cose non le faccio“. “Non dico che lo devi fare, non sto dicendo questo, che io ti pare che argomento per farmi fare una pompa, che pensi che sono così meschino, ma ti pare che argomento … io ti parlo di John Stuart Mill, era il figlio di James, l’allievo di Bentham e tu mi dici che … ma lasciamo stare.” Il ritmo della mano seguiva quello del discorso, ne evidenziava le enfasi, ne cadenzava le pause. Lei nel mentre guardava fuori dal finestrino, intenta a contemplare un pioppo, mentre io mi accanivo sul membro come un operaio al tornio. “Io queste cose non le faccio” disse, e fu allora che le diedi uno schiaffo. Uno schiaffo per ridere doveva essere, per sdrammatizzare, ma mi uscì un po’ più forte di quanto non avrei desiderato e un po’ più debole di quanto non sarebbe stato giusto. Lei fece quello che non era il caso di fare, si mise a piangere, e la frittata era fatta. Era impossibile consolare qualcuno con il cazzo dritto e fu allora, con una singolare scelta di tempo, che mi distrassi e mi venni su una coscia, una piccola colata lavica di sperma lattiginoso e denso che sembrava sancire almeno per il momento la chiusura delle ostilità filosofiche. “Scusami scusami, voleva essere uno scherzo“, mentre nel mentre raccoglievo i miei prodotti con l’intento precipuo di ficcarmeli in tasca. “Sì lo so che stavi scherzando“, dice lei, ma sapete come funziona, una volta che si inizia a piangere non si riesce più a smettere ed è per questo che sarebbe meglio non iniziare proprio. “Vuoi un fazzoletto” mi chiede con gli occhi ancora lucidi, “Sì grazie” faccio io, e per la prima volta nella serata sono contento. Non era proprio una terza tacca, Roby ma ci assomigliava parecchio.













mi hai fatto taja!
nel gruppo mio (abbiamo fra i 20 e 28 anni) vice la regola dell’ “Ora Busta”, ovvero se nell’arco di una serata (magari a ballare) non si rimedia nulla di rilevante, alle 3 di notte si abbassano (quasi si azzerano) gli standard e si va con chi si trova
e cmq come diciamo sempre noi “a annà co le fighe so boni tutti…è a anna coi rotti che sei n’omo!”
Nonostante il machismo becero che cola dai commenti qui sopra, non posso fare a meno di ridere!
@corda: prima di reggiseno, triste, grigia, cattolica, fidanzamento… dovrebbe essere proprio un periodo di carestia nera per sacrificarmi così tanto
azz, in effetti, fa pensare alla preda designata di un necrofilo:-))la prima di reggiseno, poi, imperdonabile!
quello che val3rio non sa è che le donne meno belle che vanno con lui durante l’ora busta stanno facendo esattamente lo stesso ragionamento con le amiche.
> a annà co le fighe so boni tutti…è a anna coi rotti che sei n’omo!
quoto. come fate a non capire il fascino trash di andare con un cesso a pedali?
le donne belle le lasciamo agli uomini senza fantasia.
vertigoz ce l’ha piccolo e non me lo sono trombato perchè è molto più cesso di me. con la lingua sa solo parlare e non sa neanche menare una dona come DIO comanda.
viva il Papa
viva elisa
e viva il duce
la tua terza tacca e forse ultima
Roby
spiace dirtelo roby ma di strada da allora ne ho fatta, ah se ne ho fatta
ma il tronco di cono era così \/ ?
o così /\?