Ci siamo, questo è il momento della verità. Ho finito di saccheggiare i miei possenti archivi e ora mi toccherà tornare a lavorare come tutti quanti. Ma prima di commiatarvi vi sottopongo le ultime 15.000 battute di delirio e paura per la gioia degli impaginatori di Ciornalettismo. Stavolta parliamo di patata, stavolta parliamo di Roby. Flashback.
Conclusi che ne avevo francamente le palle piene di Hume e Locke e di tutto l’ambaradan e dopo cinque anni passati a spaccarmi il capello in quattro sul sesso delle monadi stavo iniziando a riflettere sul fatto che l’unica cosa sensata da fare era comprarsi un modem a 56k. Non ero mai stato un qualcuno con l’erogeno mondo dell’altro sesso, ma i recenti progressi delle tecnologie di comunicazione di massa, uniti ad un uso alquanto sbarazzino della legge dei grandi numeri, mi rendevano sufficientemente fiducioso sulle mie
capacità di recupero sul versante tacche sulla cintura. Il mio ragionamento, frutto maturo di due annualità di storia della logica, era più o meno il seguente. Da qualche parte nel mondo deve esserci una fotomodella ninfomane e muta che avrebbe trovato irresistibile un postadolescente sovrappeso con l’hobby della flatulenza, esattamente allo stesso modo in cui giocando n colonne al superenalotto con n tendente a infinito si sono ottime probabilità di imbroccare un sei più uno. Fu così che abbandonai l’autistica playstation e mi munii di un collegamento virtuale che mi mettesse in comunicazione con milioni di orifizi uno dei quali, potrete starne certi, mi avrebbe ospitato. Non feci nemmeno in tempo a scoprire l’esistenza dei forum e a lasciare un messaggio a caso che ricevetti una mail di risposta che mi fece sobbalzare sulla seggiola. «Sei molto simpatico», dice la mail, «ti va di conoscerci?»
Ora non so voi, ma io ero in realtà convinto, ero profondamente convinto checché ne dicessi, che l’infida rete fosse un bordello putrescente in cui i soli individui veramente interessati ad avere a che fare con i tuoi genitali, avessero dei genitali incompatibili con i tuoi. Me lo vedevo già Mario di Barletta, travestito e camionista, comunista da tre generazioni, una sola sbandata per democrazia proletaria alle elezioni del ’76, che vestito del solo reggiseno color panna coppa C della moglie mi lanciava lubrici ami di disponibilità sessuale. Le fiche vere non stanno su Internet, chiosai, le fiche vere sono altrove!, e
anche se questa si firma Roby deve avere una verga che non ha proprio nulla da invidiare alla mia. Cara Roby, chiosai, cara Roby, io non so nulla di te, tu non sai nulla di me, prima di conoscerci è meglio conoscerci. Vorresti per piacere compilare questo questionario in cui dichiari le tue preferenze religiose, politiche, sessuali e financo musicali? Speravo in questo modo di prenderla in castagna. Se mi diceva che le piacevano chessò i Boy George, allora forse era possibile che avesse altre mire a parte una sana amicizia eterosessuale. Che poi intendiamoci io per iscritto sono simpatico ma per orale non me la cavo mica così bene. Metti che al travestito Mario io non piacevo, metti che lui capisce tutta un’altra cosa e mi fa subito l’occhietto? Non avrei sopportato l’onta, volevo essere un’icona per la comunità gay, volevo sfondare, e mai termine fu meno appropriato. Il fan di Boy George mi rispose a stretto giro di posta, come se non avesse nulla da fare a mettersi nel culo palline orgasmiche giapponesi e chattare. La tua idea è molto divertente, egli disse, ti allego le risposte, ti mando un baciotto. Un gay poteva dire baciotto? Non ero dentro la fenomenologia del gay, non ero addentro alla tassonomia culacchiona, ma questa cosa continuava a puzzarmi, e non puzzava dell’odore giusto, se capite che intendo. Apersi le risposte con un certo qual subbuglio emotivo, come se di questo cosa ne dipendesse la mia sessualità promiscua prossima ventura, e le risposte che lessi non mi piacquero. Roby era di destra, aveva votato Alleanza Nazionale. La visualizzai con una svastica tatuata in fronte mentre faceva il passo dell’oca.
Roby amava la musica tutta indistintamente, che nel mio linguaggio voleva dire che della musica non glie ne fregava niente. La risposta giusta era punk rock, ska-punk e non mi dispiace il primo Vasco, ma Roby sbagliò su tutti i fronti. La visualizzai mentre cambiava stazione in macchina canticchiando un motivetto di Elisa con una mano aritmica sul cambio
di una ritmo cabrio. Da questa angolatura almeno non si vedeva la svastica. Roby di religione era cattolica, e anche qui risposta sbagliata, la risposta giusta era atea, una volta ero agnostica, poi ho capito che era una stronzata. La visualizzai mentre assisteva tutta compunta ad una funzione con il burqa, o con quelle cose lì che fanno i cattolici. Nessuno in chiesa poteva vedere la sua svastica celata opportunamente da un manto d’ipocrisia. Per quanto riguarda la sessualità invece le piaceva il cazzo, e fin qui non avevamo dubbio alcuno. E così Roby era fascista, cattolica e musicalmente incolta, e queste tre cose correlavano che era una meraviglia. Meglio una fascista in erba che un frocio in carriera, pensai mentre le mie dita scorrevano rapide sulla tastiera. Cara Roby, le tue tre risposte sono sbagliate. Permane ancora in me il dubbio sulla tua indefessa eterosessualità, ma sono disposto a conoscerti e ad appurare di persona. Che ne dici di vederci a piazzale degli adoni, ore venti, di mercoledì, io non ti posso venire a prendere perché non ho la patente? Arrivo con il motorino e se non mi piaci me ne vo’ via pinnando. La sventurata rispose con una giostra di risate e salamelecchi ignorando forse che le cose più divertenti sono quelle che si pensano per davvero. Fino a mercoledì avevo il tempo necessario per un bidè approfondito. Mi avvinghiai al desktop in un afflato d’amore, mi collegai al sito di scacchi, e aprii di re in E4. La terza tacca della mia vita stava prendendo forma. E aveva le sembianze indefinite di Roby.




Il finale tristissimo mi ha un po’ fatto vergognare di quanto mi ha fatto sganasciare il resto del pezzo. Mi sono immedesimato. Una cosa cosi’ credo sia capitata un po’ a tutti quelli che bazzicano internet…
Articolo divertente in senso lato;
“gesto di sottomissione” (e non solo)…i miei complimenti a Roby!
Non ci credo alla storia della verginità, si sa che le bruttarelle tanto per star tranquille la danno via in saldo il prima possibile e più che si può a chiunque passa (e tu per lei eri chiunque, e stavi anche passando).
Al posto tuo sarei filato via impennando già alla prima pagina, ma tu sapevi – confessalo – che ci avresti scritto un articolo per Giornalettismo e ti sacrificasti per la nobile causa. Bravo!
Just…ma resta il fatto che non è riuscito a sacrificarsi!
we io so bruttarella ma non l’ho data al primo che passata, l’ho data al mio ammore (che tra l’altro è pure stra-gnocco ihihihihih :rivincita-dei-cessi:)
l’articolo è di una tristezza infinita hahahahaha perchè la storia è un po’ triste… l’articolo invece è scritto benissimo, difatti mi sono sganasciata ahhahaha però, marò.. hahaha tristeeee ahhaahah
“ma non l’ho data al primo che passata, l’ho data al mio ammore (che tra l’altro è pure stra-gnocco ihihihihih :rivincita-dei-cessi:)”
linguaggio volgare che non si addice alle donne, cara Penelope!
ma come just: non ti saresti sacrificato, tu??:-PPP
mi fate morire
fino a 25-30 anni avere rapporti con una cozza o cesso che dir si voglia era considerato tra noi amici una cosa disdicevole e poco onorevole
si perdeva la reputazione e si veniva considerati merdacce disperate disposte a tutto per “fame”
dopo i trent’anni, i cessi venivano aumentati di “grado” e considerazione e una trombatina a loro beneficio era considerata come atto umanitario a favore delle più sfortunate
dopo i 40 anni ….la decadenza che brutta cosa….i cessi non esistono più come categoria a se stante ed ogni suonata di tromba è salutata con entusiasmo
dopo i 50 anni…..ce debbo arriva’…….che l’ Onnipotente me assista…..
si perdeva la reputazione e si veniva considerati merdacce disperate disposte a tutto per “fame”
vero: un mio amico, piuttoosto aitante e ammirato nel paesotto, una volta “accontentò” una donna non proprio bella dopo sue ripetute insistenze, in una notte buia e tempestosa, in zone lontane dall’ecumène. Di fronte al di lei evidente gradimento dell’esperienza, lui obiettò: “hey, patti chiari: una sola volta avevo detto”…che criminali, sti uomini:-P
io ho superato i 30 anni e nonostante sia molto schifiltoso penso che con un quantitativo adeguato di alcool in corpo potrei trombarmi chicchessia. non per piacere, ma per sport, tanto per.
mi hai fatto taja!
nel gruppo mio (abbiamo fra i 20 e 28 anni) vice la regola dell’ “Ora Busta”, ovvero se nell’arco di una serata (magari a ballare) non si rimedia nulla di rilevante, alle 3 di notte si abbassano (quasi si azzerano) gli standard e si va con chi si trova
e cmq come diciamo sempre noi “a annà co le fighe so boni tutti…è a anna coi rotti che sei n’omo!”
Nonostante il machismo becero che cola dai commenti qui sopra, non posso fare a meno di ridere!
@corda: prima di reggiseno, triste, grigia, cattolica, fidanzamento… dovrebbe essere proprio un periodo di carestia nera per sacrificarmi così tanto
azz, in effetti, fa pensare alla preda designata di un necrofilo:-))la prima di reggiseno, poi, imperdonabile!
quello che val3rio non sa è che le donne meno belle che vanno con lui durante l’ora busta stanno facendo esattamente lo stesso ragionamento con le amiche.
> a annà co le fighe so boni tutti…è a anna coi rotti che sei n’omo!
quoto. come fate a non capire il fascino trash di andare con un cesso a pedali?
le donne belle le lasciamo agli uomini senza fantasia.
vertigoz ce l’ha piccolo e non me lo sono trombato perchè è molto più cesso di me. con la lingua sa solo parlare e non sa neanche menare una dona come DIO comanda.
viva il Papa
viva elisa
e viva il duce
la tua terza tacca e forse ultima
Roby
spiace dirtelo roby ma di strada da allora ne ho fatta, ah se ne ho fatta
ma il tronco di cono era così \/ ?
o così /\?