ATTENDERE UN PO’ – E’ folta la schiera di coloro che ritengono sia opportuno evitare di giocare nelle room .com ed orientarsi verso le ita
liane per un po’ di tempo per poi valutare il da farsi: “Aspetterò un paio di mesi per vedere bene cosa succede, purtroppo le pene ci sono e sono applicabili a tutti i giocatori. Se ci sarà mano larga nei confronti dei players tornerò a giocare sulle .com“, recita qualcuno. “Una possibile opzione sarebbe anche quella di congelare il conto, non fare né cash-out né giocare in attesa di sviluppi“, si legge. Anche siringo la pensa così: “All’inizio farei attenzione. Questa crociata mi ricorda molto la lotta al p2p, quando inizialmente furono puniti pochi sfortunati, ma ora non se ne sente più parlare di multe, sanzioni, arresti. Facciamo due soldi sulle .it e vediamo come evolve. Avvelenarsi per il comportamento di politici italiani non ha senso“.
GIOCARE ALL’ESTERO – Snowshark si sofferma su un paradosso: “La legge dice che dall’Italia non si può giocare su poker room cha hanno non hanno la certificazione AAMS. Pertanto, per esempio un italiano da San Marino potrebbe giocare come e quando vuole“. “Ecco questa è l’unica soluzione attuabile! Andarsene via da questa nazione che non fa per noi“, gli risponde Pidduv_Piw. Una cosa simile l’ha pensata anche Mahjico79: “A mio avviso non succederà nulla e vi dico anche che se vinco una cifra così considerevole prima di fare cash out vado in Svizzera o a Londra, aspetto 6 mesi o poco più e mi prendo la cittadinanza. Dopo faccio cash out e ciao“.
FREGARSENE – Poi ci sono quelli che, convinti che si tratti dell’ennesima “legge all’italiana“, puntano a tirar dritto per la loro strada fregandosene della legge: “Mi pulirò il fondoschiena con la legge“, scrive qualcuno. Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con toni accettabili, qualche altro scrive: “E chi se li fa tre mesi di carcere? Nessuno finirà in galera per questo, è giusto chiarirlo“. Celere la risposta di un altro utente: “Sono d’accordo. Difficilmente si avranno sanzioni. Staremo a vedere comunque. Solo il tempo ci dirà di che morte dobbiamo morire“. Scrive ric_doria: “Siamo in un paese dove per ricevere sanzioni pesanti o finire in galera bisogna fare reati che prevedono almeno 5-6 anni di carcere. E’ improponibile quindi che chi gioca su poker room .com venga perseguito dalla legge (che in questo paese sta scomparendo). Quindi no
panic per le sanzioni, massimo qualcuno potrebbe dover pagare 1000 euro di multa, per dire…“. “Come fanno a rintracciare decine e decine di migliaia di giocatori che hanno i conti e giocano tutt’ora nelle pr straniere? Fossimo in 1000 a giocare capirei ma ora cominciamo ad essere veramente ma veramente tanti“. “E’ chiaro che se uno ad esempio vince un botto su full tilt o pokerstars o altra roba del genere, non deve ritirare i soldi tutti insieme ma li deve ritirare più volte in piccole somme per far sì di non incappare in segnalazioni delle banche“. “In conclusione io me ne strafotto e fossi in voi continuerei tranquillamente a giocare sulle pr straniere, poi ognuno chiaramente farà le sue valutazioni. Ma secondo me i giocatori come noi non rischiano proprio nulla. Almeno spero…“.
PETIZIONE – In ogni momento gli appassionati del poker, oltre a vedere i giochi che si vorrebbero mettere fuori legge tranquillamente sponsorizzati anche in Italia durante tornei trasmessi sul satellite, possono liberamente acquistare merci di ogni tipo attraverso siti stranieri senza che questi paghino alcuna tassa in Italia. Sperano, quindi, che sull’esempio di questi paradossi una nazionalizzazione del gioco on line non passi inosservata alla Comunità Europea. Inoltre, una delle conseguenze della legge potrebbe essere il divieto di gioco all’interno dei punti Stanleybet in Italia, la cui attività nel nostro paese è stata autorizzata lo scorso anno dalla Corte di Cassazione. Sul web una petizione indirizzata alla Corte di Giustizia Europea segnala il malumore e prova a far decollare dibattito e proteste contro l’iniziativa italiana.



bel pezzo De Sena
Thanks Gloria
Concordo con Gloria