Interni

Le mani del governo sul poker on line

18 marzo 2009

In Parlamento è in discussione una legge che prova a regolamentare il gioco on line. I giocatori di poker insorgono nei forum e si preparano all’eventuale entrata in vigore del provvedimento sperando che si tratti semplicemente dell’ennesima “legge all’italiana”

Il giro d’affari del poker on line negli ultimi mesi ha perfino superato quello delle scommesse sportive, ma i giocatori da qualche giorno sono molto preoccupati.

IL DISEGNO DI LEGGE – L’11 marzo è stato approvato al Senato il l’articolo del disegno di legge 1078 che regolamenta il settore del gioco su Internet. Le nuove norme, che in questi giorni, dopo il voto definitivo al Senato, passeranno al vaglio della Camera (ma le date precise per l’approvazione definitiva non si conoscono ancora), disciplinano l’esercizio e la raccolta di scommesse a distanza su eventi sportivi, inclusi quelli relativi alle corse dei cavalli, concorsi a pronostici sportivi ed ippici, giochi di ippica nazionale, giochi di abilità, scommesse con interazione diretta tra i giocatori, bingo, giochi numerici e lotterie ad estrazione istantanea e differita. Stando al testo del ddl approvato mercoledì scorso verrebbero puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni o con un’ammenda da 500 a 5.000 euro tutti coloro che organizzano, esercitano e raccolgono a distanza i giochi oggetto del provvedimento (quelli elencati sopra) senza concessione o senza che siano previamente istituiti dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato.  Nel decreto, infatti, si parla del rilascio di nuove concessioni (al massimo 200), da attribuire sia a vecchi concessionari che ad eventuali nuovi, ognuna delle quali l’erario guadagnerebbe 350.000 euro. Sanzioni severe (ammenda tra i 500 e i 5.000 euro e arresto fino a tre mesi) sono previsti anche per chi semplicemente promuove o pubblicizza la raccolta a distanza dei giochi incriminati. Così, anche un semplice banner sul web può andare sotto accusa. I diretti interessati (e danneggiati) sono infuriati, perché vedono sensibilmente ridotti i loro margini di operatività, fino ad oggi senza vincoli di tempo e di spazio. Ci si poteva sfidare con giocatori di qualsiasi altra parte del mondo, in completo anonimato e attraverso una miriade di piattaforme diverse.

LA RABBIA – I giocatori di Poker si confrontano sul web per discutere della legge oggetto di dibattito in Parlamento. Su quali poker room sfidarsi? Le .it o le .com? Conviene ritirare i conti sui siti sui quali tra poco non potrebbero muovere nemmeno un centesimo senza violare la legge o continuare imperterriti le puntate come fatto finora ignorando le nuove disposizioni? “Essere arrestati per questo sarebbe una barzelletta!“, sentenzia qualcuno sul forum di Poker Italia Web, che tra tutti sembra il più animato. Qualche altro utente è ancora più netto: “Che inculata incredibile!“. Le critiche si spendono in lungo e in largo. Non si esita ad inveire contro i politici: “Io mi attiverò e sono disponibile a qualsiasi iniziativa reale sotto Montecitorio, per quello che può valere…”, propone gurupoker. Si spinge oltre assisi81, che parla tra l’altro di “regime fascista e razzista“: “L’unica cosa che si può fare sotto Montecitorio è mettere una bomba al plastico“. “Qui torniamo ai tempi del Muro di Berlino e il poker è solo una delle tante conferme“. Concetti che aveva ribadito anche poco prima: “Che dio li fulmini tutti! La prossima privazione in cosa consisterà? Il fascismo è ri-iniziato e nessuno se ne è accorto?”, chiedeva.

POLITICI IDIOTI E CORROTTI – Una riflessione più ampia e moderata alla questione, ma non meno dura, è quella di frankie9d: “A questo punto dovrebbero cambiare il nome da poker a tombolotto o bingolotto all’italiana. Purtroppo siamo nelle mani di idioti, gente che per arricchirsi ancor di più venderebbe la propria madre (qualcuno l’avrà fatto), dobbiamo arrenderci al fatto che quella che per noi era inizialmente una gioia, ovvero l’esplosione del poker mediatico a livello globale è stata un arma a doppio taglio, come sempre quando ci sono tanti soldi di mezzo lo Stato si butta a pesce, e questo accade per ogni mercato. Purtroppo chi perde siamo noi appassionati, e non bastano tutti i problemi che i giovani come me devono affrontare, due lire per contratti a termine, ora lo svago di una serata tra amici piwelli ne risulta compromessa. Si continuano a fare leggi che sono dei palliativi quando l’unica legge da fare sarebbe di mandare tutti i politici italiani a casa! Fate un passo indietro, ne abbiamo avuto abbastanza!“. MattNegri parla addirittura di tangenti tra i “moventi” della nuova legge: “Sicuramente le .it avranno fatto pressioni e pagato qualche tangente per fare entrare questa legge, non credo che i politici “scalda sedia” si interessino di poker… Maledetti…“. E non è l’unico a pensarla così: “Sulle tangenti sono d’accordo, d’altronde siamo il paese delle tangenti da più di 30 anni ormai“.

3 commenti a Le mani del governo sul poker on line

  1. gloria

    bel pezzo De Sena

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