SEI DOMANDE A VIRGINIA RAGGI
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Muraro indagata, Raggi ammette il suo silenzio: «L’ho saputo il 18 luglio»

È un’ammissione destinata a generare più di una critica al Movimento 5 Stelle quella fatta ieri in Commissione parlamentare Ecomafie da Virginia Raggi. La sindaca di Roma ha riferito di essere a conoscenza di un’indagine sul suo assessore all’Ambiente fin dal 18 luglio e di aver informato anche i vertici del partito.

 

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MURARO INDAGATA DA APRILE, RAGGI INFORMATA DA LUGLIO

Paola Muraro, che sarebbe indagata dallo scorso mese di aprile, dice oggi di non aver nulla da temere e di essere intenzionata a recarsi nei prossimi giorni dai magistrati. Intervenendo con la raggi a Palazzo San Macuto, l’assessore ha dichiarato di aver già chiesto di essere ascoltata. Raccontano Lavinia Di Gianvito e Fulvio Fiano sul Corriere della Sera:

«Ho chiesto di essere audita ai primi di agosto, non è stato possibile perché il pm era giustamente in vacanza», racconta Muraro, che si dice pronta ad andare dal magistrato per chiarire la sua posizione. La prima cittadina ha aggiunto di aver informato i vertici del Movimento 5 stelle: «Ho avvisato alcuni parlamentari», ha spiegato, citando Paola Taverna e Stefano Vignaroli, che gliel’aveva presentata, ma anche «un eurodeputato e un consigliere regionale». La sindaca ha inoltre precisato che non aveva informato invece Grillo e Di Maio.

Muraro sarebbe indagata per gestione dei rifiuti non autorizzata. Raggi ha sottolineato di non essere a conocenza ancora di elementi per decidere:

Muraro si è difesa sostenendo di essere vittima di «un attacco mediatico» e chiarendo: «Io avevo chiesto un 335 come d’abitudine ogni anno e come mi ha insegnato a fare il mio avvocato lavorando spesso con la pubblica amministrazione. Il 25 marzo non ero indagata». L’assessora ha anche precisato di non sapere se l’iscrizione a suo carico riguardi il periodo in cui ha collaborato con l’Ama. «Sono venuta a conoscenza dell’iscrizione nel registro degli indagati verso la fine del mese di luglio, tra il 18 e il 19 – ha risposto Raggi a una domanda di Filiberto Zaratti, di Sinistra italiana -. Muraro ci ha dato prontamente la notizia e io ho informato i vertici del partito». Quindi la sindaca ha proseguito: «Ho convocato una riunione con l’ex capo di gabinetto (Carla Raineri, che si è dimessa giovedì scorso) e valutato che il 335 non contenesse sufficienti elementi per decidere. Appena avremo maggiori informazioni prenderemo provvedimenti».

MURARO INDAGATA, SILENZIO DELLA RAGGI, PIOGGIA DI ACCUSE AL M5S

Dunque, la sindaco ha sottolineato che solo il pm conosce il contenuto del fascicolo e che non è possibile sapere ora su quali questioni si sta indagando. Sull’opportunità politica di di mantenere la delega e l’attività di gestione dei rifiuti ad un assessore indagato nel suo settore, Raggi ha poi affermato di non poter conoscere fatti contestati, date e altre informazioni fino alla lettura delle carte. Giustificazioni che non sono bastate per evitare le frecciate degli esponenti di centrosinistra e centrodestra. La mancata comunicazione dell’indagine sulla Muraro è valsa a tutto il M5S (non solo agli amministratori romani) l’accusa di «doppia morale», «doppio gioco» e «malgoverno». Nel mirino le differenti posizioni dei pentastellati rispetto al caso Quarto e al caso Pizzarotti.

(Foto: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)