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La bufala dell’Uomo Uccello


Lo scherzo è stato preparato con professionalità , con tanto di comunicato stampa dello Human Bird Wing Project

NON CI SI CREDE – Peccato che l’invenzione dell’ingegnere olandese Jarno Smeet sembri proprio una bufala. E non solo perché il video che dovrebbe dimostrare il successo del volo è montato in maniera troppo bizzarra per essere compatibile con la voglia di dimostrare che non c’è trucco e non c’è inganno. Ma a quelli di Wired il sospetto è venuto troppo tardi.

TROPPO PICCOLE – Tutta l’operazione è inverosimile già dalle misure dell’apparecchiatura, che per sollevare il peso dell’autore dell’impresa e le batterie necessarie a sviluppare la potenza dichiarata, conciliandosi con le leggi che regolano il volo e l’aerodinamica per come le conosciamo, dovrebbe avere una superficie alare molto più estesa .

POCA FORZA – Per non dire della frequenza del battito delle stesse ali, terribilmente lenta. Velocità ed estensione delle ali escludono che l’attrezzatura possa esercitare quella spinta necessaria ad alzare in volo il centinaio di chili (almeno) dell’insieme. Non per niente in un altro video girato dal gruppo si vede un analogo tentativo goffamente abortito, che mostra chiaramente come quelli ali non possano spostare la quantità d’aria necessaria per un decollo.

QUELLO CHE VOLA DAVVERO – Per avere un’idea delle grandezze in gioco si può fare il paragone con un uccello biomeccanico molto sofisticato come Festo, uno SmartBird ch persa meno di mezzo chilo e ha un’apertura alare di 2 metri. Un mostro d’efficienza aerodinamica e tecnica gestito da una centralina elettronica e da un insieme di sensori, che in teoria sarebbe stato umiliato dalle ali e dai servomotori del gruppo olandese.