Quarta italiana a rischio Champions?
17/03/2009 - POTREBBE SUCCEDERE CHE – Guardando la Coppa UEFA, abbiamo la seguente situazione: 1. Spagna 62,825; 2. Inghilterra 54,541; 3. Germania 44,068; 4. Italia 40,175; 5. Russia 39,083; 6. Francia 36,808; 7. Romania 31,482; 8. Paesi Bassi 30,782. Due cose balzano
POTREBBE SUCCEDERE CHE – Guardando la Coppa UEFA, abbiamo la seguente situazione: 1. Spagna 62,825; 2. Inghilterra 54,541; 3. Germania 44,068; 4. Italia 40,175; 5. Russia 39,083; 6. Francia 36,808; 7. Romania 31,482; 8. Paesi Bassi 30,782. Due cose balzano all’occhio: la prima sono i coefficienti globalmente più bassi rispetto a quelli di Champions. Ciò si deve al maggior numero di squadre per federazione che partecipano alla Coppa UEFA rispetto alla Champions: a quest’ultima se ne hanno al massimo 4, in Coppa UEFA si può arrivare a 12 (la detentrice non altrimenti qualificata via tornei nazionali, 3 per il ranking UEFA, 4 ripescate dalla Champions, 1 per la classifica
fair play, 2 dalla Coppa Intertoto e la quarta di campionato declassata in UEFA qualora la detentrice della Champions arrivasse non oltre il quinto posto in campionato). La seconda è che qui la Germania ha operato il sorpasso all’Italia e nemmeno se l’Udinese vincesse le rimanenti 6 gare si riuscirebbe a recuperare, mancando sempre almeno altri 5 punti. Addirittura si potrebbe venir risucchiati al sesto posto (alla Francia bastano 21 punti sui 36 possibili per il sorpasso). In altre parole: il vero pericolo di un declassamento nella classifica generale UEFA potrebbe arrivare non tanto dalla Champions ma dalla Coppa UEFA, il cui miglior risultato nel quinquennio sono state le semifinali del Parma nel 2004/05 e della Fiorentina nel 2007/08, torneo sempre più snobbato, che pare essere diventato una sorta di Coppa Italia continentale. Basti ricordare come Spinelli invitasse il suo Livorno solo due stagioni orsono a farsi eliminare dalla Coppa UEFA per non correre il rischio di venir retrocesso in serie B, e che uguale invito, ma per non perdere il quarto posto in campionato, arrivò la scorsa stagione alla Fiorentina da Fabio Capello. Inviti, oltre che poco sportivi, che denotano una miopia sul lungo periodo, preferendo il risultato concreto oggi col rischio di aver un posto in meno in Champions domani… proprio per aver messo la Champions davanti alla Coppa UEFA.
A LUNGA SCADENZA - Appurato che per le prossime due stagioni si può restare tranquilli, vediamo se i rischi possono diventare più concreti nel 2011/12. Per quella stagione si dovrà far riferimento al quinquennio 2005/10, per il cui calcolo sono note solo le prime tre stagioni e parte della quarta (l’attuale). Con questi dati parziali, la situazione è la seguente: 1. Inghilterra 61,434; 2. Spagna 60,579; 3. Italia 48,660; 4. Germania 43,874; 5. Francia
37,740; 6. Russia 37,125; 7. Romania 33,408; 8. Ucraina 28,250. Le distanza si allungano dalla Spagna ma si accorciano dalla Germania, distanziata di soli 4,786 punti. Ma nell’ipotesi migliore per le tedesche e peggiore per l’Italia di cui sopra, la Germania salirebbe a quota 48,874 operando quindi il sorpasso nelle prime 4 stagioni e coll’Italia costretta a superare la Germania nel coefficiente 2009/10 di almeno 0,215 punti. Da ricordare che in 6 delle ultime 10 stagioni l’Italia ha avuto un miglior coefficiente annuale rispetto alla Germania, e sempre oltre il limite suindicato. Le distanze dalla Francia (quinta), ipotizzando la situazione migliore per i transalpini da qui al termine della corrente stagione europea, si riducono a 5,778 punti: la Francia dovrebbe nel 2009/10 totalizzare un coefficiente di ben quasi 6 punti superiore a quello italiano, ma negli ultimi 20 anni solo in 3 occasioni i francesi ci hanno superato e con uno scarto massimo nel 2003/04 di 4,625 punti. Dalla Russia in poi le distanze sono tali non doversi realisticamente preoccupare. L’analisi deve terminare qui, in quanto per le stagioni successive verrebbero a mancare troppi dati per essere credibili o di qualche utilità. Ma a poter inquinare ulteriormente ogni analisi, oltre al fatto che nel 2009/10 parte l’Europa League con una formula diversa da quella dell’attuale Coppa UEFA, è anche l’intenzione già espressa dall’UEFA di voler cambiare i criteri di calcolo dei coefficienti, anche se al momento ufficialmente si è parlato solo di ritoccare i punti di bonus.













E adesso la Gazzetta ROSICAAAAAAAAAAAAAAAAAAa
Ottimo articolo!!
Grazie: spero di essere stato abbastanza chiaro pur nei meandri di medie, ipotesi, classifiche ed ipotesi di classifiche
Probabilmente sarò tardo, ma mi sfugge tutta questa spropositata importanza conferita al fatto di poter schierare quattro squadre in una competizione ove, a parte la felice eccezione Milan, le squadre italiane sono regolarmente massacrate.
Capirei se fossimo in grado di schierare 4 formazioni di atentico valore internazionale ma, per quanto visto sino ad ora, è già una manna poterne schieare tre.
Ezio MALETTO
Lo schierare 4 squadre in Champions è una conseguenza del posto occupato dall’Italia nella classifica UEFA. Più in alto si è, più squadre in generale si portano nelle competizioni europee, e meno squadre nel campionato italiano arrivano a fine stagione senza più dover giocare per nulla (sia lo scudetto o un piazzamento in Champions/Europa League, sia la salvezza).
Considera che se l’Italia fosse non terza ma trentesima avrebbe solo 3 squadre in Europa, e che dovrebbe pure fare i preliminari per accedere ai tabelloni principali.
Questo per rimanere nello sportivo. Se poi pensi alla marea di soldini che arrivano partecipando alla Champions, credo che sia “ovvio” che si cerchi di avere più squadre possibili (proprio per ridurre il rischio di rimanerne fuori).