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La rivista dell’Isis contro il Papa: «È un miscredente, in disaccordo con la dottrina della sua Chiesa»

Un attacco veemente a Papa Francesco, come nessun gruppo jihadista aveva fatto in precedenza. A scagliarlo il numero 15 di Dabiq, il magazine ufficiale del sedicente Stato Islamico, pubblicato ogni mese anche in lingua inglese. In copertina compare lo strillo ‘Breat the cross’ (‘Rompi la croce’) e c’è la foto di un miliziano dell’Isis con in spalla la bandiera del Califfato mentre spezza il simbolo della cristianità sul tetto di una chiesa. Lo racconta oggi Marco Ansaldo su Repubblica.

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RIVISTA DELL’ISIS CONTRO PAPA FRANCESCO

Ora Daesh alza il tiro contro l’Occidente focalizzando lo scontro contro il Vaticano, e prendendo di mira soprattutto la figura del Papa. Il messaggio sembra essere rivolto soprattutto alle giovani leve dello Stato Islamico:

Nell’articolo Francesco viene messo sotto accusa per aver pregato a favore delle vittime di Orlando, in Florida, dove nella notte fra l’11 e il 12 giugno il trentenne Omar Saddiqui Mateen massacrò 49 persone dentro una discoteca frequentata da molti omosessuali. La linea del Pontefice, a giudizio della rivista, è «in completo disaccordo con la dottrina della sua Chiesa». Per Dabiq, piuttosto, se il Papa prega per coloro che sono stati uccisi dall’attentatore della Florida, questo vuol dire che il massimo esponente degli “infedeli” si sposta su territori ancora più alla deriva rispetto alla secolarizzazione in atto. «L’omosessualità è immorale», si asserisce. Ci troviamo di fronte «a un atto di perversa sodomia».

Ma la rivista dell’Isis prende di mira anche gli islamici moderati:

Nell’immagine pubblicata, inoltre, il vescovo di Roma è ritratto assieme a Ahmed al Tayeb, l’imam della celebre università islamica Al Azhar, del Cairo. Pure lui è bollato: «Un apostata ». Motivo: avere definito la religione cristiana «una fede di amore e di pace». L’articolo ricalca lo schema proposto lo scorso anno, nel settembre 2015, poco prima della visita di Francesco negli Stati Uniti. Anche qui il riferimento andava al viaggio di Bergoglio nel novembre 2014 in Turchia, e al suo incontro a Istanbul con il Gran Mufti della Moschea Blu. La didascalia in quel caso recitava: «L’apostata e il capo della Chiesa crociata». Non c’è spazio dunque per gli imam moderati e disposti al dialogo. Perché sono proprio le aperture di Bergoglio a spaventare il Daesh, quasi obbligato ad alzare il livello dello scontro e indicare nuovi nemici.

(Foto di copertina: ANSA / L’OSSERVATORE ROMANO)