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Esteridi Andrea Mollica
pubblicato il 17 marzo 2009 alle 16:30 dallo stesso autore - torna alla home

La rivoluzione demografica che ha attraversato l’America negli ultimi 20 anni ha ridefinito il baricentro della politica americana in senso progressista. E’ la rivincita di McGovern, sulla quale Obama e i democratici possono ora prosperare, spiegata dal sociologo Rui Teixeira

Nel 2002 un giornalista di simpatie socialiste, John Judis, e un sociologo progressista, Rui Teixeira del Center For American Progress, scrissero un libro intitolato “ The emerging democratici majority“, una chiara allusione al USA%202008%20DEFINITIVO%20RISULTATI%201%20copia La nuova America progressistaceleberrimo ” The emerging republican majority” di Kevin Philips, il testo uscito nel 1969 all’alba del collasso della New Deal Coalition che predisse l’evoluzione conservatrice della politica americana dei decenni successivi. La riflessione di Teixeira e Judis si basava sul cambiamento della società statunitense, sempre meno bianca, cristiana, rurale e con sempre più laureati e aree metropolitane, tutti mutamenti che avrebbero favorito i progressisti. Se molti repubblicani e numerosi analisti conservatori derisero o ignorarano le tesi di Teixeira, i risultati delle elezioni del 2006 e nel 2008, le più favorevoli per i democratici dai tempi dei trionfi liberal del 1962/1964, hanno nettamente rivalutato gli studi condotti dal sociologo del Center For American Progress.

RUI STRIKES BACKLa settimana scorsa il sito del Cap ha pubblicato il nuovo paper di Rui Teixeira, che mostra l’evidente cambiamento del baricentro della politica americana. Il dato più preoccupante per i conservatori è la crescita delle minoranze etniche, che nel 2008 hanno costituito circa un quarto dell’elettorato. Obama  ha vinto questo segmento di voto 80 a 20, un margine che proietta i repubblicani all’opposizione perenne senza un rapido incremento del Gop  tra i nuovi americani. Nel 2042, gli Stati Uniti diventeranno una Nazione majority-minority, nella quale gli appartenenti alle minoranze razziali saranno più numerosi della maggioranza(relativa) dei bianchi. Le proiezioni dell’ufficio di censimento statunitense (U.S. Census) prevedono che già nel 2023 tra gli under 18 saranno più numerosi gli americani di origine non caucasica. Attualmente quatto Stati sono majority-minority, e sono stati vinti da Obama con l’eccezione del Texas, dove il candidato democratico ha ottenuto il miglior risultato degli ultimi 30 anni senza investire un dollaro. Ma le brutte notizie per il Gop non si esauriscono nelle minoranze razziali, totalmente dimenticate dal partito a parte la significativa eccezione di W Bush, che però è crollato in questo segmento dopo gli ottimi risultati del 2004.

ADDIO A BUBBAL’altra brutta notizia per i repubblicani è il declino, costante ed inesorabile, della white working class, il bastione della classe media. Negli ultimi venti anni i bianchi senza un titolo acquisito al college e impiegati nell’industria e nei servizi sono calati di ben 15 punti, perdendo così il ruolo centrale che hanno avuto nella politica americana degli ultimi 40 anni. Da quando gli operai cattolici di origine polacca o i poliziotti irlandesi hanno reciso il legame coi democratici nato ai tempi di FDR, i repubblicani e il conservatorismo in generale è riuscito a dominare l’agenda degli Usa. La rivoluzione liberista accoppiata alla svolta militarista degli anni ‘80 si poggiò sui Reagan Democrats, mentre lo stesso Bill Clinton ripiegò le temperie liberal dei primi due anni di mandato per non perdere il rapporto coi Bubba che abitavano le periferie suburbane di Ohio e Pennsylvania. Ment La nuova America progressistare sono sempre meno i bianchi senza istruzione universitaria, crescono in modo impetuoso i laureati e i lavoratori specializzati definiti come professionals. Se una volta questa categoria era un bacino repubblicano, negli ultimi decenni la svolta conservatrice sui temi etici del Gop ha allontanato gli elettori più istruiti, che si riconoscono molto di più nella tolleranza valoriale dei democratici. Se l’opposizione all’aborto può servire ancora per vincere qualche voto nelle aree rurali del Paese, l’intolleranza religiosa dei social conservatives, à la Sarah Palin, è il modo più efficace per allontanare le fasce più colte della società americana, che sono sempre più numerose. In particolare questo dato si riscontra nell’elettorato femminile, il vero punto di forza di Obama e dei democratici.  Nel 2008 i maschi si sono divisi a metà tra McCain e l’attuale presidente, mentre le donne hanno preferito il candidato progressista 56 a 43. Più l’elettorato femminile è istruito ed ha un lavoro specializzato, più preferisce i democratici, mentre le single hanno una preferenza quasi plebiscitaria per il centro sinistra a stelle e strisce. Proprio le donne non sposate e con istruzione universitaria sono il gruppo con il maggior tasso di crescita demografica, una prospettiva inquietante per i conservatori.

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