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Terremoto Centro Italia, il dramma di Amatrice. Il sindaco: «Il Paese non c’è più» | FOTO | VIDEO

«Il paese non c’è più. C’è gente sotto le macerie». La testimonianza drammatica è del sindaco di Amatrice, uno dei Comuni più devastati dal terremoto nel Centro Italia avvenuto nella notte. Tra questi anche Accumol e Posta, nel reatino e ad Arquata e a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, si registrano i danni più gravi.

 

 

TERREMOTO AMATRICE, IL SINDACO: «IL PAESE NON C’É PIÙ»

Numerosi sono gli edifici e le strutture crollate. Ad Amatrice è crollata la chiesa, anche l’ospedale è inagibile. A Castelluccio di Norcia è crollato il campanile. Evacuato nahce l’ospedale di Amandola, gravemente danneggiato. Secondo quanto spiegato dai vigili del fuoco danni ci sarebbero anche a Gualdo e Mogliano nel Maceratese, nelle Marche.

«Mi trovo nel paese di Pescara del Tronto, dove lo spettacolo è desolante. Quando sono arrivate le luci dell’alba, ho visto un paese distrutto, grida, morti. Non sappiamo quanti siano. Siamo veramente in una situazione disperata e purtroppo non è l’unico paese, perché anche altri sono in questa situazione. Addirittura in alcune frazioni non riusciamo ad arrivare», è la testimonianza del vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole, ai microfoni della Radio Vaticana.


(Videocredit: Radio1/twitter)

TERREMOTO AMATRICE E ACCUMOLI, PAESI DEVASTATI

Anche la strada di accesso al paese di Accumoli è ostruita in diversi punti da massi di roccia che rendono difficile, anche se non impossibile, il passaggio delle automobili e dei mezzi. Diffusi sono i crolli di abitazioni, le auto sono sepolte da polvere e macerie. Come spiegano l’Ansa, alcune persone hanno passato la notte, in pigiama e con qualche coperta, sotto la pensilina dell’autobus.