UN BEL PAPOCCHIO - Se a questo si aggiunge lo scontro fra Draghi e Tremonti su chi esercita davvero un potere di controllo e indirizzo sul sistema bancario lo scenario appare ancora più chiaro. Intanto, c’è qualche motivo
di rancore personale fra i due: il governatore di Bankitalia fa parte dei Goldman-Sachs boys , entra in tutti i templi della finanza e in tutte le riunioni riservate, compresi i famigerati Bildenberg che gli hanno fatto guadagnare fama di essere fra i fantomatici Illuminati (una volta hanno invitato anche Tremonti, ma non gli hanno dato molto retta). Questo ha da sempre causato l’invidia del commercialista di Sondrio che, appunto, a livello internazionale è sempre stato considerato quello che è, cioè appunto un commercialista, un dilettante petulante al quale al massimo riservare il contentino dell’Aspen Institute.Ma a parte le invidie e piccinerie personali c’è di fondo la volontà da parte del blocco di potere berlusconiano di strappare il potere di Bankitalia e metterlo nelle mani del governo, un po’ come era ai tempi dell’IRI, da Beneduce a Prodi. E’ chiaro che a questo punto le grandi imprese italiane, oberate dalla loro cronica sottocapitalizzazione, si sono sentite come il vaso di coccio mentre volano bastonate. E immaginiamo anche quanto deve essere stato rovente il telefono della Marcegaglia questa settimana. Da qui, la reazione. Non è detto che tutto questo spettacolo abbia realmente un senso. Di certo c’è che in Italia, come la giri la giri, prima o poi tutto si riduce sempre ad uno scontro per bande. E basta.
(ha collaborato Alessandro Guerani)




Quella che fa più tristezza è la Marcegaglia: sembra una ragazzina adolescente che strilla per l’aumento della paghetta settimanale che, se no, non può ricaricare il telefonino. Poi li chiamano imprenditori ed è tutto un “il mercato ha fallito”. Quello del pesce, sicuramente.
Draghi è sempre quello che “Iddu pensa solo a iddu”
Tremonti….No comment, come sanno tutti è il mio idolo.
Marcegaglia: si sarà svegliata davvero, o è solo una pausa di riflessione tra un sonnellino e l’altro?
Un sorriso al mitico Darione
(e uno al Ag, che spero scriva sempre più spesso qui)
P.s.: In Italia abbiamo una vera vocazione per lo scontro fra bande.
E’ sempre stato il pallino di Tremonti, quello di controllare le banche.
I liberisti tacciono ?
MA la vigilanza bancaria italiana è davvero una delle migliori. Certo c’è stato un ex governatore che leggeva le relazioni su talune banche e le insabbiava, permettendo loro di fare sfaceli, ma da un punto di vista tecnico l’autonomia di Bankitalia e l’efficacia della sua azione non ha nulla da invidiare a nessuna altra realtà europea, senza considerare che una buona vigilanza si fa quando si è radicati sul territorio.
Piuttosto io sono convinto che è il governo italiano a dover essere commissariato. Che ci mandino un delegato europeo per uscire dalla crisi, che questa volta neanche un governo tecnico ci tirerà fuori dalla fanga nella quale ci stiamo per infilare.
Tremonti non è considerato nei salotti finanziari? Può essere, e le sue affermazioni su mercato e primato della politica di sicuro non l’aiutano in questo.
Ma siamo sicuri che quei salotti siano frequentati da gente in grado di fare qualcosa di buono?
No, dico, Goldman Sachs (per dirne una) è questo esempio di brillante gestione di asset?
Le banche centrali, con il loro creare inflazione (la nostra non può più, per fortuna), hanno o non hanno una grave responsabilità riguardo a questa crisi?
In definitiva, mi pare che lo scontro fra Tremonti (governo) e Draghi (banca centrale) rappresenta, se lo trasponiamo su scala globale, la rissa fra i due responsabili delle bolle ricorrenti in questi ultimi anni.
L’unico assente: il mercato. Che governi e banche hanno perennemente regolamentato, umiliato, manipolato.
Di certo non può essere rappresentato da Emma, se questa invece che chiedere più spazio d’azione (meno tasse, meno burocrazia etc etc) si limita a bussare a denari..