Che Antonio Di Pietro non fosse il politico più lungimirante d’Italia in campo economico, era un sospetto che qualche volta poteva passare per la mente. Ma che il leader dell’Italia dei Valori, il magistrato “eroe” di Mani Pulite, l’integerrimo ministro delle Infrastrutture dell’ex governo Prodi, fosse fuori come un balcone (o un signoraggista, che dir si voglia), non ce lo aspettavamo. Eppure è proprio vero che ha dichiarato: “Sto con Tremonti. Questa operazione (cioé la vigilanza sulle aziende bancarie) non si può lasciare alla Banca D’Italia perchè non si è mai visto che un controllato nomini il controllore e che, in queste condizioni, il controllore possa fare fino in fondo il proprio lavoro“. Ora, finché di fregnacce di questo genere ne sparano sui siti internet come www.signoraggio.com, ci si può anche stare. Ma non è possibile che un politico italiano ormai consumato, il quale ha assistito – da politico – alla nomina di due
banchieri centrali, non si sia ancora accorto che l’”azionariato” di Bankitalia (che, è vero, ha tra i suoi soci gli istituti di credito) non conta nulla nelle scelte di governance. E’ infatti il governo che nomina i governatori, e fu – ad esempio – l’allora governo di Silvio Berlusconi a nominare Mario Draghi in via Nazionale (dopo l’era Fazio), anche se oggi Giulio Tremonti stenta a ricordarsene.
Qui Di Pietro vede un conflitto d’interessi inesistente. Perché se le banche non possono incidere, se non in modo marginale, sulla scelta dell’esecutivo dell’istituto centrale, non possono in alcun modo influire sulle scelte di chi sarà a vigilarle, a priori. A posteriori sì, possono farlo, ma ciò accadrebbe anche se la vigilanza fosse “europea”, come dicono Giulio & Antonio, questa inedita nuova coppia di ballisti che si è appena affacciata sulla platea nostrana. Non ci crederanno, i due, ma negli istituti di credito italiani c’è persino qualcuno che parla inglese, francese e tedesco: mica stiamo parlando di politici (o giornalisti) nostrani. Dice bene quindi Phastidio: “La Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico, il diritto di voto dei suoi soci è assoggettato a limitazioni e sganciato dal numero di azioni possedute. I soci non hanno la minima possibilità di incidere sugli indirizzi di vigilanza, né su qualsiasi altro aspetto dell’attività della Banca d’Italia. Il potere dei soci si limita all’approvazione del bilancio ed alla nomina del Consiglio Superiore, che svolge funzioni amministrative, e partecipa al processo di nomina dei membri del Direttorio e del Governatore, che esercitano il potere di vigilanza“. In più, c’è anche da ricordare che in occasione dell’ultimo scandalo che ha coinvolto via Nazionale - e Di Pietro non può non ricordarselo – si era appunto parlato di una “vicinanza” tra vigilanti e vigilati. Vicinanza (quella tra Antonio Fazio e Gianpiero Fiorani) che era appunto nata attraverso le frequentazioni personali, non certo perché la Banca Popolare di Lodi aveva contribuito a portare l’allora governatore a Palazzo Koch.
Se poi Di Pietro fatica a ricordarsene, può sempre chiedere di rinfrescargli la memoria a Marco Travaglio. Del quale forse non tutti avranno letto questo articolo, che in mezzo a una serie di affermazioni altamente condivisibili, ne mette una sull’ex pubblico ministero che non pare tanto condivisibile. “Intanto l’Ordine degli avvocati ha sospeso per 3 mesi Antonio Di Pietro – scrive Travaglio - Nel 2002 l’ex pm era legale di parte civile per due coniugi amici suoi coinvolti in un grave fatto di cronaca. L’amico fu trovato ferito vicino al cadavere della moglie strangolata. Si pensò a un balordo, poi saltò fuori che l’assassino era il marito. Così almeno decise la Corte d’Assise, che lo condannò a 21 anni. Non potendo difendere vittima e presunto carnefice, Di Pietro scelse la prima e rimise il mandato per il secondo“. E poi conclude così: “Ma questo, per l’Ordine forense (lo stesso che per 3 anni è riuscito a non espellere Previti, condannato perché comprava giudici), viola «i doveri di lealtà, correttezza e fedeltà». Giusto: il vero garantista, tra la vittima e l’assassino, sceglie l’assassino“. Per carità, nulla da dire sulla lentezza di chi per tre anni non è intervenuto nei confronti di Previti. Ora che però a sette anni dai fatti (en passant: notiamo che ci ha messo più anni a prendere una decisione nei confronti di Di Pietro che una nei confronti di Previti; a seguire la logica travagliesca, parrebbe che il fronte “giustizia per tutti… gli altri” non sia così isolato) l’Ordine è intervenuto, forse i fatti meriterebbero un maggiore rispetto da chi dice sempre di idolatrarli. A voler essere pignoli, è vero che l’ex pm di Mani Pulite ha rinunciato all’incarico di difendere (o per meglio dire: rappresentare) l’amico prima che questi venisse indagato, ma purtroppo per lui e per Travaglio il Codice Deontologico degli Avvocati dice all’articolo 51 che “l’assunzione di un incarico professionale contro un ex-cliente è ammessa quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale e l’oggetto del nuovo incarico sia estraneo a quello espletato in precedenza“. L’incarico da parte di Pasqualino Cianci arrivò nel marzo del 2002, e il 19 di quello stesso mese Di Pietro passò a difendere i famigliari della defunta. E l’articolo 51 parla di un biennio. E continua dicendo: “In ogni caso è fatto divieto all’avvocato di utilizzare notizie acquisite in ragione del rapporto professionale già esaurito“. Guarda un po’ il caso, che ti ha fatto Di Pietro? Chiede che siano acquisiti alcuni documenti che si trovavano presso l’abitazione della defunta, e di svolgere indagini sui debiti di Cianci in banca e con privati. Ora, ovviamente, qui si dà molta importanza al fatto che probabilmente Di Pietro ha “risolto il caso“, con le sue “intuizioni“; e nemmeno si vuole dare importanza a come abbia raccattato le informazioni decisive. Si fa soltanto notare che nello spirito e nella lettera del Codice, il comportamento di Di Pietro sia a tutti gli effetti sanzionabile. E allora, forse tutta ’sta tirata contro l’Ordine e sul garantista alle vongole che avrebbe scelto l’assassino appare un po’ fuori luogo. Poi, se volete difendere l’indifendibile, accomodatevi pure. Ma non vi lamentate più di Emilio Fede, però.
Vignetta di ArteFatti






















a proposito di troppi cicchetti prima di parlare ai microfoni, segnalo a tutti l’incredibile show di Cossiga di oggi
E’ un pover’uomo, ma bisogna avere pazienza. Presto smetterà di soffrire e darà tutta la colpa a un attentato delle Br.
Comunque il 18 luglio 2008 il prode Di Pietro aveva depositato un disegno di legge al Senato dove, dopo aver definito il
signoraggio come “rappresentato dalla differenza
tra il valore facciale delle cartamoneta e il
costo di carta e inchiostro per stampare i biglietti” proponeva di istituire un “Fondo di cittadinanza gestito senza profitto
dalla Banca d’Italia, in cui vanno versati
i frutti del signoraggio”.
http://mobile.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00313236.pdf
(si ringrazia mmst per aver trovato questa perla)
le vie del coglione sono infinite.
Solo un idiota può paragonare Travaglio a Umilio Fido. Non c’è altro da aggiunere
Devo dire che mi sfugge un po’ il senso complessivo dell’articolo. Difendere da destra la Banca d’Italia ed Emilio Fede, contro Di Pietro e Travaglio? Condannare da sinistra Di Pietro e Travaglio, anche a costo di difendere Bankitalia e Fede? Ma con tutto il nulla che c’è a sinistra, e con tutto quello che loro hanno di destra (da Genova alla Palestina), perché pizzicarli su questioni cosi’ marginali? E sono poi davvero loro i nemici da battere? Davvero chiedo lumi.
“Devo dire che mi sfugge un po’ il senso complessivo dell’articolo. Difendere da destra la Banca d’Italia ed Emilio Fede, contro Di Pietro e Travaglio?”
Ehm, no. Come è scritto nell’articolo, si vuole difendere la realtà – la quale è che le banche private NON controllano Bankitalia – da chi dice fregnacce: in questa occasione, Di pietro e Tremonti. Nell’argomento-Bankitalia Travaglio non c’entra niulla.
“Condannare da sinistra Di Pietro e Travaglio, anche a costo di difendere Bankitalia e Fede? ”
Ehm, no. Vedi sopra.
“Ma con tutto il nulla che c’è a sinistra, e con tutto quello che loro hanno di destra (da Genova alla Palestina), perché pizzicarli su questioni cosi’ marginali?”
Perché questo articolo l’ho scritto io, e spero di essere ancora libero di poter parlare di quello che voglio. Se le questioni a te sembrano marginali (un politico non dovrebbe sapere che è la politica a controllare Bankitalia? Un giornalista amico di un politico non dovrebbe ammettere che quel politico, in un’occasione, ha sbagliato?), per carità. Opinioni. A me invece, ad esempio, sapere che un politico sa quel che dice quando parla di cose tecniche (la proprietà di Bankitalia) pare fondamentale.
A me invece colpisce ogni volta il gioco di società che vorrebbe decodificare se un “attacco” viene da “destra”, da “sinistra”, da “sotto” o da “sopra”. Sembra che senza coordinate del gps politico finiamo nel fosso. Pensiamo autonomamente, e vediamo che accade. E comunque come dice Alessandro (pardon, Gregorj), qui c’è solo un dato di fatto, oggettivo: la proprietà di Bankitalia. Le chiacchiere stanno a zero. E Di Pietro farebbe bene a documentarsi, ogni tanto. Sennò poi porta in parlamento qualche analfabeta che vuole i cambi fissi, come già accaduto, peraltro…
Ma qualcuno si è mai chiesto come mai se un’economia non “cresce” ci sia da mettersi le mani nei capelli? Cioe’ se io quest’anno sto bene, e l’anno prossimo sto uguale dov’e’ il problema? Io il problema lo vedo piuttosto in questa crescita infinita. Se il pianeta puo’ sostenere un consumo di risorse X e quest’anno consumo Y risorse, e’ CHIARO E MATEMATICO che prima o poi, per quanto X possa essere grande e Y piccolo, continuando a crescere Y supererà X. L’UNICA obiezione che si può fare è: “chissenefrega, al giorno d’oggi Y e’ piccolissimo, e X enorme”, quindi possiamo continuare a crescere (e stare sempre meglio) che tanto il sole si esaurirà prima e quindi tanto vale godercela.
Ma anche ammettendo che questa obiezione sia vera (non ho le conoscenze adeguate per dirlo) siamo sicuri che questa crescita porti tutto questo benessere? Io, a quanto ho avuto modo di vedere, non ne sono per niente convinto. A partire dalla “caduta del comunismo” con il muro di Berlino, e cioè al tronfo dell’attuale sistema Capitalistico a me sembra che, tralasciando quest’ultimo periodo di crisi, questa crescita costante abbia portato solamente un benessere fittizio. Abbiamo l’utilitaria con l’aria condizionata, il cellulare, un PC ultrapotente e lo schermo al plasma, ma a che prezzo? Al prezzo che sempre più persone sono senza lavoro, e non arrivano a fine mese.
Facciamo a botte per inserirci nella “catena produttiva” accettando di lavorare sempre di più per stipendi sempre più bassi, creando una vera e propria “concorrenza tra pecore”. Le innovazioni tecnologiche, i macchinari non servono alla popolazione per avere gli stessi beni lavorando di meno. Chi lavora lavora di più, e siccome grazie ai macchinari c’e’ meno lavoro, ne consegue che sempre più persone diventano precarie o disoccupate. E, si sa, la disoccupazione crea disperazione, ed ecco che pur di reinserirmi farò concorrenza a chi il lavoro ce l’ha abbassandomi a lavorare ancora di più e per ancora meno soldi. E così via, in un circolo vizioso che ci invischia sempre più.
NESSUNO (quasi) si rende conto di questo. E il fatto che tanta gente se la prenda con il politico che ha sgraffignato un viaggio aereo, con l’assessore che ha favorito l’appalto o con gli stipendi dei parlamentari ne è la prova.
Loro stanno rubando, si, ma le BRICIOLE! Chi è che si prende la fetta più grossa? Chi è il vero padrone di tutto? Cercate di guardare oltre il vostro naso. Giornali e Telegiornali distolgono l’attenzione ai più “ignoranti” (in senso proprio di ignorare) dagli affari dei politici, che racccolgono le briciole della torta che si spartisce chi li manovra.
Ovviamente resta una fetta di popolo che si rende conto che il problema non sono i ROM, gli imbrattamuri, il terrorismo, la mucca pazza, l’influenza dei polli e quella messicana, o altre amenità varie. E qui intervengono i Grillo, i Travaglio, i Di Pietro, che diventano i Berlusconi (leggi gli idoli) dei meno “ignoranti”.
Ovvero puntano il dito sullo sgraffignabriciole di turno distogliendo l’attenzione da chi veramente sta affamando la popolazione.
Io davvero non riesco a capire come ci si possa soffermare, come dice Barnard, a urlare contro quella che è la PUNTA dell’ICEBERG (Il Berlusca, il Prodi, il Franceschini o il Bossi di turno). Certo, sempre meglio che guardare all’uccellino che sopra l’iceberg si è posato (l’extracomunitario o l’epidemia di turno).
Ma quando cavolo salirà sul sommergibile e si deciderà a guardare quello che sta sotto, a quella punta?
Probabilmente ci vorranno altri 100.000 anni. Quel giorno le pecore cominceranno a capire che se non ci fosse il cane pastore potrebbero vivere felici. E poi altri 300.000 anni ancora. Quel giorno, le pecore si renderanno conto che se non ci fosse il pastore potrebbero vivere felici. Ma quel giorno sarà troppo tardi.
… perchè quel giorno, anche se le pecore aiutate dal cane si saranno ribellate, Y avra’ superato X.
Ad Alex. Con due mesi di ritardo sara’ difficile che mi leggi. Ad ogni modo. La questione di risorse del globo terraqueo ha poco senso. Con il progresso si scoprono nuovi metodi di ottimizzazione delle risorse e quindi non e’ detto che Y superi per forza X. Crescere non equivale per forza a “consumare piu’ risorse”, ma ad utilizzarle meglio dal punto di vista economico. I problemi che tu evidenzi sono veri. Non derivano dalla “crescita” pero’. Derivano dal sistema politico. Abbiamo delle persone, i politici, che dispongono piu’ o meno a loro piacimento delle risorse del mondo intero. Questo equivale a dire che NOI ci stiamo impoverendo perche’ LORO hanno tutto.
Di Pietro è fuori!!!! su questo nn ci piove… e di signoraggio penso ne capisca ben poco…! cmq è tenera l’ingenuità di chi crede davvero k i grandi istituti di credito nn abbiano influenzato la decisione del berlusca nell’eleggere draghi! d’altronde i nostri premier sono famosi x il loro ferreo attaccamento alla legge e la loro incorruttibilità………..