Economia

Franceschini Obama e il Sacro Graal della Sinistra Globale

DIFFERENZE - Non so se l’ultima frase e’ sufficientemente chiara: e’ la fine del Sogno Americano, il ritorno all’Europa delle “Pari Opportunita’” declinate non come eguaglianza alla partenza ma all’arrivo. La curva illustra che sotto c’e’ qualcosa di piu’ del tatticismo Franceschiano o le necessita’ “una tantum” di reperire risorse in un momento di crisi: c’e un imperativo morale, una TEORIA. Quello che mancava alla sinistra da decenni. Altro che oscillazioni centriste, Obama e’ uno che ha le idee precise anche se ama indorare la pillola per renderla rassicurante a un opinione pubblica ancora largamente votata alla diffidenza nei confronti dell’invadenza Federale era stato chiaro in campagna elettorale ma anche rassicurante, sgravi ficali al 95% della popolazione a spese “solo ” del 5% dei piu’ ricchi. Nessun presidente democratico da sessanta anni a questa parte aveva mai osato essere cosi’ de’sinistra . A maggior ragione si comprende la valenza teorica e “direzionale” di tale apparentemente asettico Budget se si entra nei suoi dettagli implementativi: il capitolo “Inheriting a Legacy of Misplaced Prioritieschiarisce bene che per Obama le spese per recuperare la situazione economica sono marginali, un obiettivo di secondo piano rispetto a investire nel sociale, salute, scuole e energie pulite. La crisi insomma viene letta quasi alla Mao: “tanta confusione sotto il cielo, la situazione e’ ideale“, una ottima scusa per raccogliere (o meglio creare dal nulla indebitando le future generazioni)  il piu’ vasto insieme di fondi Statali, di flusso redistributivo di ricchezze della storia mondiale dai tempi della edificazione delle Piramidi. Investimenti destinati a rimanere in larga parte improduttivi: se studi democratici (Romer-Bernstein) ipotizzano che i $787 miliardi dello “Stimulus Package” produrranno una crescita del PIL del 3,7% e un aumento di 3,6 milioni di posti di lavoro  entro il 2010, altri come gli economisti John Cogan e John Taylor della Hoover Institution o i tedeschi Tobias Cwik and Volker Wieland tagliano tali trionfalistiche conclusioni a meno di un sesto; in parte perche’ guarda caso la gente sa bene che tutte ‘ste spese verranno finanziate da un aumento della tassazione e percio’ spenderanno (consumeranno, investiranno)  meno di quanto ci si attende.

PAGA SEMPRE PANTALONE - Ovviamente non potra’ essere solo il top 1% a pagare per quelle politiche, e nemmeno il top 5%, che pure come tutti sanno NON e’ costituito da “super ricchi” che contano le azioni di Wall Street (altro che pianti by the way) ma soprattutto da imprese, chiamate a pagare di piu’ e contemporaneamente ad assumere. E nel mentre tentano di coniugare tale equazione priva di soluzioni, tomba tipica delle torie fondate sulla “invarianza” dei fondamentali economici a fronte dell’aumento di prelievo fiscale, si trovano anche un altro ostacolo: l’impossibilita’ di sostenere le iniziative private destinate alla solidarieta’ sociale. Con una mossa  che piu’ di tutte a mio avviso chiarisce gli intenti dell’Uomo Nuovo da Chicago, Obama ha tagliato le agevolazioni fiscali alle donazioni private, dando il messaggio socialista l’Assistenza e’ compito dello Stato e non dei privati, per mezzo della Sacra Redistribuzione“. Serve altro per chiarire che la Sinistra mondiale potrebbe aver recuperato finalmente il suo Sacro Graal, finendola di vestire di liberalismo le sue “vergogne” stataliste? Wall Street ce l’ha ben chiaro, eleggendo nei fatti Obama come peggior presidente della storia americana (grafico in fondo). E ribadiamo, i mercati saranno pure isterici e dominati dalla speculazione, ma non certo dalle “intelligenze” di speculatori come crede l’Uomo della Strada (altrimenti mai sarebbe crollato); se non altro per la legge dei grandi numeri, sono come le elezioni, eleggono o bocciano democraticamente,  in modo netto ma asettico. Quindi, che ne sappiamo se magari Franceschini nel suo piccolo stia solo declinando e localizzando, pur nella maniera becera, tutta chiacchiere e distintivo priva di background e consistenza tipica della politica italiana, un messaggio che come ai vecchi bei tempi “arriva da lontano”?

7 commenti a Franceschini Obama e il Sacro Graal della Sinistra Globale

  1. sì, vabbeh, spara sulla crocerossa tu :-)

  2. paolo

    boh…francamente mi sembra un bel pezzo ma anche un’analisi sprecata: visto che non c’è la benchè minima possibilità di far passare niente di sensato che vada contro l’apparato simbolico-ideologico veicolato da Silvio, la mission parrebbe quella di recuperare qualche misero punticino di qui alle europee onde evitare il si salvi chi può nel PD. Franceschini prova a farlo con messaggi alla “sua gente”. Cosa c’entra il merito economico?

  3. Già anche a me sembra una mossa più comunicativa che altro, tanto qualsiasi cosa dica non potrà mai fare nulla

  4. pietro

    La critica più seria che si può fare ad una tassa una tantum sui redditi personali di privati cittadini ( che come ABR sa bene sono tassati diversamente dai profitti delle aziende ) e che ai Kattivi Kapitalisti basterà lasciare i profitti in azienda e prelevarne il doppio l’anno prossimo per eludere la tassa in questione.
    per quanto riguarda l’analisi dell’andamento del Dow Jones basta vedere come si è comportato negli ultimi 6 mesi per capire che Obama c’entra come i cavoli a merenda, dato che da agosto 2008 ha perso quasi il 50%, evidentemente i mercati avevano schifo di Bush quanto di Obama…..

  5. abr

    @Greg.: invece al France. gli sto facendo i complimenti: segue la lezione e la applica tra noi baluba.

    @paolo: grazie per i complimenti, l’economia ‘entra sempre; ovvio che l’obiettivo dle tattico è quello che dici, ma trovo importante che si inserisca inun “disegno globale” invece di essere la solita collezione di cavolate della serie “la nostra forza è sommare tutte le debolezze, politiche e sociali”.

    @loska: e invece nella Rete si moltiplicano i: epperò, ‘sto Franceschini …. Tant’è vero che il Cav., che di umori popolari se n’intende, è guardingo. Non capisco l’errore del Cav.: bastava lanciasse qualche scialuppa a Veltroni, avrebbe ancora una sitting duck come avversario.

    @Pietro: è il contrario stavolta: no option, per via della stretta creditizia o l’imprenditore smobilita patrimonio personale per trovare liquidità o chiude l’azienda. Non è più una questione di massimizzazione dei profitti ma di lascia o raddoppia. E se uno lascia, la maniera di imboscare la trova (magari con un bel fallimento).
    Sui mercati: permetterai che qualcuno finalmente sottolinei la singolarità che mentre Bush viene sbeffeggiato da tutti e Obama santificato, ci sia chi invece “democraticamente” boccia il secondo.
    Al pari del primo okkei: ma significa due milioni di miliardi idi punti in meno per Obama rispetto a quelli che gli attribuisce il mainstream media in termini di superioritaà relativa su Bush: il disastro pari è. Period.

  6. pietro

    In alcuni casi può essere come dice ABR, ma in quel caso non possono esistere redditi presonali oltre il 120mila euro, ma questi casi fortunatamente rappresentano una minoranza, come dice l’amico silvio l’economia è molto più sana di quanto dicano i giornali.
    La mia osservazione è che nei molti casi in cui esistono rediti personali da impresa elevati, per eludere lecitamente un eventuale tassa una tantum basta reinvestirli.
    Sull’andamento delle borse mi fa piacere che ABR si comporti da paleokeynesiano, evitando accuratamente di tener conto degli effetti di lungo periodo, Obama sta probabilmente facendo più danni che altro, ma io penso che gli effetti non si siano ancora visti.
    Persino un socialista come Tremonti ha affermato dopo 5 anni di governo che erano pochi per vedere l’effetto delle sue miracolose politiche economiche….

  7. abr

    Pietro, nel lungo termine come sai bene saremo tutti morti.
    Mi fa piacere comunque che Liberty si comporti da neokeynesiano amplificando gli effetti sull’economia dei governi (tutti piu’ o meno socialisti per definizione).
    Il mio punto sulla Borsa infatti non e’ la bravura o scarsezza di Obama e delle sue misure, ma il GIUDIZIO che un set statisticamente “democratico” ne da’. Val emolto di piu’ di quelli di tutti i sedicenti “esperti”.
    Respingo quindi con forza il paleokeynesiano, mi tengo il paleo- ci aggiungo “con” e vissi felice e contento.

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