Un democristiano di sinistra rispolvera l’ iniziativa Rifondarola “anche i ricchi piangano”, edulcorandola in un meno aggressivo “piccolo prelievo di solidarieta dai piu’ ricchi’; sull’altro lato dell’Oceano è in azione una ben piu’ solida strategia statalista, pur circonfusa di tranquillizzanti cortine fumogene liberal centriste: segnali che la Sinistra Mondiale ha trovato una nuova direzione, centrata sul “rassicura ma tassa”?
Controcorrente è la rubrica periodica di riflessioni abr-asive su argomento a piacere, in specie di emanazione Usa, del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Warning: può causare allergie, nausee, sonnolenza e dare assuefazione.
“Le uscite di Franceschini vanno valutate sul piano politico piu’ che nel merito”: e’ l’algido giudizio di Folli, uno dei notisti politici italiani di punta, sulla messe di “idee” snocciolate quotidianamente dal leader pro tempore dei DS, dal finanziare l’incremento degli ammortizzatori sociali mediante un palombaresco “recupero del sommerso” alla applicazione di una addizionale fiscale una tantum del 2% sul reddito dei “super-ricchi” (sic) oltre i 120.000€ lordi l’anno. Traducendo il politichese del notista, sarebbe come dire che non serve
nemmeno contestare tale idea nel merito. Di fatto procurerebbe se va bene la miseria di 500 milioni (una tantum) cioe’ un ventesimo di manovra annua. Quanto al “segnale“ lanciato, di male in peggio: accanimento terapeutico sui soliti noti e spazio alla mentalita’ Tafazzian-Orwelliana del far ridere i poveri facendo piangere i “ricchi“; ancora di piu’, un sonoro “scappate, imboscate, licenziate, sommergete” a quegli imprenditori, manager e partite Iva che oggi sono di fronte al dilemma se chiudere la baracca o reinvestire patrimonio personale nelle attivita’ per via della stretta creditizia. Questo pero’ lo sanno bene anche Franceschini e i suoi, da cui la lettura del notista: si tratterebbe secondo Folli e i piu’ solo di tatticismo. Poco piu’ di un “di’ qualcosa de’sinistra” per ricompattare l’elettorato sconfortato e riguadagnare l’iniziativa politica, incalzando il Governo con una idea al giorno che toglie la depressione elettorale di torno. Il che, se consideriamo il milieu da cui proviene il Franceschini, non e’ lettura campata in aria. Stiamo parlando di quell’ambito democristiano di sinistra che sa giocare tattico e far politica “fine”, dalle convergenze parallele e ai “ragionamendi” dai tempi di Moro e DeMita e in cui allignano i piu’ irriducibili avversari del Cav., molto piu’ acerrimi di d’Alema o di Vladimiro Luxuria: Scalfaro, la Bindi etc. Capacità tattica e anticav., due indubbi vantaggi per l’immagine a sinistra di Franceschini.
OBAMA RULEZ - La lettura minimalista e tatticista chiuderebbe la riflessione se dall’altra parte del Pond qualcuno non stesse dissodando terreno vergine prossimo alle boutade franceschiniane, se laggiu’ non stesse succedendo qualcosa di molto importante per il Paese che, volenti o nolenti e’ ancora quello guida dell’Occidente, non solo sul piano economico ma anche su quello dell’elaborazione teorica, aldila’ delle differenze culturali. Abbiamo Obama che, un colpo al cerchio centrista e uno all’ala liberal, si sta progressivamente togliendo la maschera per fornire alla Sinistra Planetaria una nuova Guidance, qualcosa che mancava dai tempi del Crollo del Muro - inconsistente la cerca della mitica “terza Via” ai tempi Clintonian-d’Alemiani, risolta in una adesione acritica al liberismo declinato in salsa verde-social. Basta prendere “The President’s Budget and Fiscal Preview“ (Government Printing Office, 141 pages, $26; free on the Web), cioe’ il piano di budget degli Usa stilato dal Presidente e dal suo staff e si trovano tutte le risposte. La figura riportata in alto in particolare ne costituisce il Sacro Graal, la chiave di volta di una nuova era di politiche sinistre mondiali.
RICCHI E POVERI – Thomas Piketty e Emmanuel Saez, gli autori dello studio su cui si fonda il grafico, sono due economisti francesi star nel firmamento intellettuale gauchiste, specializzati nell’analisi delle ineguaglianze e della concentrazione della ricchezza. Suona familiare adesso? La figura è destinata a prendere il posto della mitica “Curva di Laffer” a meta’ degli anni ‘70 nel cuore e nel cranio degli economisti di sinistra del nuovo Millennio: disegna la ragione morale per alzare le tasse ai “ricchi” e dare allo Stato il diritto-dovere di redistribuire i redditi. Dice in sintesi che l’un percento della popolazione (i piu’ ricchi) si è accaparrato nel 2004 piu’ del 22% della ricchezza nazionale. Percentuale che inizio’ a crescere sotto Reagan, si impenno’ negli anni di Clinton (eh eh…), venne frenata all’arrivo di Bush (eh eh eh…) ma poi riprese a salire regolarmente. Esistono un sacco di critiche alla teoria sottesa da tale grafico, ma non e’ questa la sede. Il punto e’ che il budget Obamiano si fonda su tutto questo, afferma che il top 10% dei contribuenti americani detiene il 70% della ricchezza totale e cala la mazzata morale: “While middle-class families have been playing by the rules, living up to their responsibilities as neighbors and citizens, those at the commanding heights of our economy have not . . . It’s a legacy of irresponsibility, and it is our duty to change it.”
























sì, vabbeh, spara sulla crocerossa tu
boh…francamente mi sembra un bel pezzo ma anche un’analisi sprecata: visto che non c’è la benchè minima possibilità di far passare niente di sensato che vada contro l’apparato simbolico-ideologico veicolato da Silvio, la mission parrebbe quella di recuperare qualche misero punticino di qui alle europee onde evitare il si salvi chi può nel PD. Franceschini prova a farlo con messaggi alla “sua gente”. Cosa c’entra il merito economico?
Già anche a me sembra una mossa più comunicativa che altro, tanto qualsiasi cosa dica non potrà mai fare nulla
La critica più seria che si può fare ad una tassa una tantum sui redditi personali di privati cittadini ( che come ABR sa bene sono tassati diversamente dai profitti delle aziende ) e che ai Kattivi Kapitalisti basterà lasciare i profitti in azienda e prelevarne il doppio l’anno prossimo per eludere la tassa in questione.
per quanto riguarda l’analisi dell’andamento del Dow Jones basta vedere come si è comportato negli ultimi 6 mesi per capire che Obama c’entra come i cavoli a merenda, dato che da agosto 2008 ha perso quasi il 50%, evidentemente i mercati avevano schifo di Bush quanto di Obama…..
@Greg.: invece al France. gli sto facendo i complimenti: segue la lezione e la applica tra noi baluba.
@paolo: grazie per i complimenti, l’economia ‘entra sempre; ovvio che l’obiettivo dle tattico è quello che dici, ma trovo importante che si inserisca inun “disegno globale” invece di essere la solita collezione di cavolate della serie “la nostra forza è sommare tutte le debolezze, politiche e sociali”.
@loska: e invece nella Rete si moltiplicano i: epperò, ’sto Franceschini …. Tant’è vero che il Cav., che di umori popolari se n’intende, è guardingo. Non capisco l’errore del Cav.: bastava lanciasse qualche scialuppa a Veltroni, avrebbe ancora una sitting duck come avversario.
@Pietro: è il contrario stavolta: no option, per via della stretta creditizia o l’imprenditore smobilita patrimonio personale per trovare liquidità o chiude l’azienda. Non è più una questione di massimizzazione dei profitti ma di lascia o raddoppia. E se uno lascia, la maniera di imboscare la trova (magari con un bel fallimento).
Sui mercati: permetterai che qualcuno finalmente sottolinei la singolarità che mentre Bush viene sbeffeggiato da tutti e Obama santificato, ci sia chi invece “democraticamente” boccia il secondo.
Al pari del primo okkei: ma significa due milioni di miliardi idi punti in meno per Obama rispetto a quelli che gli attribuisce il mainstream media in termini di superioritaà relativa su Bush: il disastro pari è. Period.
In alcuni casi può essere come dice ABR, ma in quel caso non possono esistere redditi presonali oltre il 120mila euro, ma questi casi fortunatamente rappresentano una minoranza, come dice l’amico silvio l’economia è molto più sana di quanto dicano i giornali.
La mia osservazione è che nei molti casi in cui esistono rediti personali da impresa elevati, per eludere lecitamente un eventuale tassa una tantum basta reinvestirli.
Sull’andamento delle borse mi fa piacere che ABR si comporti da paleokeynesiano, evitando accuratamente di tener conto degli effetti di lungo periodo, Obama sta probabilmente facendo più danni che altro, ma io penso che gli effetti non si siano ancora visti.
Persino un socialista come Tremonti ha affermato dopo 5 anni di governo che erano pochi per vedere l’effetto delle sue miracolose politiche economiche….
Pietro, nel lungo termine come sai bene saremo tutti morti.
Mi fa piacere comunque che Liberty si comporti da neokeynesiano amplificando gli effetti sull’economia dei governi (tutti piu’ o meno socialisti per definizione).
Il mio punto sulla Borsa infatti non e’ la bravura o scarsezza di Obama e delle sue misure, ma il GIUDIZIO che un set statisticamente “democratico” ne da’. Val emolto di piu’ di quelli di tutti i sedicenti “esperti”.
Respingo quindi con forza il paleokeynesiano, mi tengo il paleo- ci aggiungo “con” e vissi felice e contento.