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Il gran caos dietro la modifica del Non statuto del Movimento 5 stelle

Cambiare doveva cambiare. Alla luce dei ricorsi degli espulsi e della spinosa situazione di Federico Pizzarotti a Parma occorreva porre rimedio. Il Movimento 5 stelle pone sotto votazione dei suoi iscritti l’aggiornamento del Non Statuto e del regolamento M5S. Ma i dubbi, senza ancora un testo davanti, rimangono.

 

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L’ANNUNCIO DELLA VOTAZIONE “LUNGA” FINO A ITALIA A 5 STELLE

Ecco il post che compare sul sito di Beppe Grillo e sul blog delle 5 stelle:

Domani 21 luglio 2016 iniziano le votazioni per la conferma delle modifiche di aggiornamento al Non Statuto e al Regolamento del MoVimento 5 Stelle.
Le votazioni inizieranno tra 24 ore a partire dalla pubblicazione di questo post e si chiuderanno il 25 settembre 2016, giorno di chiusura di Italia 5 Stelle 2016 a Palermo. Si chiuderanno anticipatamente, ma comunque non prima del 30 luglio 2016, qualora si raggiunga la partecipazione del 75% degli iscritti. Questo per permettere alla stragrande maggioranza degli iscritti del MoVimento 5 Stelle di partecipare all’aggiornamento delle nostre regole comuni. Sarà possibile votare tutti i giorni, week end compresi, dalle 10 alle 21.
Il MoVimento 5 Stelle non è un partito e non intende diventarlo. Abbiamo poche e semplici regole che vanno rispettate da tutti i membri della comunità.
Ps: Possono votare tutti gli iscritti entro il 1 gennaio 2016 con documento certificato

Ci sarà quindi largo tempo per cui votare ma in rete diversi attivisti pongono dubbi su quello che si voterà. le urne potranno per esempio chiudersi anticipatamente, ma comunque non prima del 30 luglio 2016, qualora si raggiunga la partecipazione del 75% degli iscritti. Probabilmente il testo modificato verrà inserito nel sistema Rousseau domani. Per ora non sembra possibile votarlo (non è caricato su il sistema e non è ancora il 21). I dubbi sono tanti. Si voterà secondo spacchettamento oppure si decide sul testo nella sua interezza? Non solo: chi proporrà le modifiche? Saranno scelte dai legali che lavorano già per il Movimento oppure si propongono cambiamenti in puro stile grillino? Chissà, per ora possiamo solo ipotizzare come sarà il nuovo Non statuto. Probabilmente si voterà su un testo già deciso e molti in rete temono che all’interno ci sia una modifica sul limite dei due mandati.

IL NON STATUTO MODIFICATO E RESO INATTACCABILE DAI LEGALI CHE LAVORANO PER M5S

Qualche giorno fa Martina Castigliani su Il Fatto Quotidiano parlò delle future modifiche. A chiarire i dubbi è stato il deputato Sibilia:

Il leader e i suoi avvocati (tra cui il nipote Enrico) sono al lavoro da settimane per le modifiche a quello che nel Movimento è definito il “Non Statuto” per segnare una distanza dagli altri partiti. “Hanno raccolto le nostre segnalazioni degli ultimi mesi”, ha commentato il rappresentante del direttorio Carlo Sibilia, “e stanno lavorando perché il testo sia inattaccabile. Poi se necessario sarà sottoposto al voto della rete“. A Roma l’ordine è quello del silenzio stampa, anche perché in pochi sanno cosa sta succedendo nelle riunioni con Grillo. “Siamo in contatto naturalmente, ma il regolamento interno non è la nostra prima preoccupazione”, ha spiegato Sibilia. “Sono necessari dei cambiamenti per adeguarci alla legge e noi siamo pronti a fare quanto richiesto”. Quindi nessun ritocco al metodo delle espulsioni? “No, saranno solo rese più precise le regole e le procedure per evitare zone d’ombra”.

Il problema sta alla base, ovvero nella definizione che i giudici hanno dato nelle sentenze al Movimento: un partito ipse facto, come tutti gli altri. Come verrà superata questa definizione resta ancora un mistero. Il dossier del “cambiamento” non è comunque in mano ai parlamentari a Roma. Si discute altrove, tra Milano e Genova e gli unici ad esser un po’ più informati sono i membri del direttorio.

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M5S  E IL DEPUTATO ARTINI CHE NON VUOLE RIENTRARE NEL MOVIMENTO E LA LETTERA DI PIZZAROTTI

In queste ultime ore Massimo Artini, deputato toscano espulso dal Movimento 5 stelle, sa che potrà esser riammesso in base alla ordinanza del tribunale civile di Napoli. Eppure il parlamentare di Figline Valdarno non ha alcuna intenzione di rientrare. Spiega il Tirreno:

Aver ragione, non serve nulla oggi, per Massimo Artini. Che la scelta di Grillo di sbatterlo fuori (con altri 35) fosse «arbitraria» come dice il tribunale lo sapeva già. Per questo, con due deputati toscani – Samuele Segoni e Marco Baldassarre – e i parlamentari Eleonora Bechis e Tacredi Turco ha creato Alternativa Libera, il movimento che «oggi è presente in 13 regioni, con 40 associazioni. Entro settembre avremo aperto altre 40 seti, riuscendo a essere presente in almeno due terzi delle regioni », assicura Artini. A dividere AL E M5S non sono certo i numeri: «È il fatto – polemizza l’ex pentastellato – che M5S ormai ha perso il contatto con la base. Al contrario noi manteniamo un rapporto chiaro trasparente fra chi ha fondato il movimento e chi ha aderito successivamente; inoltre neghiamo qualunque rendita di posizione. Non si conta di più solo perché si è entrati prima nel movimento. E questo sistema funziona».

Ieri ha destato un certo rumore la lettera scritta da Federico Pizzarotti a Beppe Grillo:

Caro Beppe Grillo,
sono passati sessanta giorni da quando mi è stato chiesto di presentare controdeduzioni a una sospensione che reputo ingiusta e illegittima, ma non mi è chiaro se siano stata presa in esame e da chi. Se non c’era fretta di prendere una decisione, mi chiedo il motivo dell’ultimatum di dieci giorni a un sindaco del Movimento 5 Stelle, che ha sempre fatto della serietà e della responsabilità punti di riferimento dell’attività di governo.
Peraltro il recente pronunciamento del tribunale di Napoli, chiamato a rispondere sul caso delle espulsioni di alcuni attivisti, conferma ciò che ho esposto nello scritto che ti ho presentato: la sospensione è stato un atto di forza illegittimo, probabilmente il pretesto da parte di qualcuno per neutralizzare la critica interna, che in democrazia è necessaria.

(in copertina foto ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)