La Fornero e la paccata di miliardi
13/03/2012
di Dario Ferri
“Non possiamo mettere una ‘paccata’ di soldi sul tavolo e sperare dopo che ci sia l’accordo, non si fa così”. Parole e musica di Elsa Fornero, che da ministro del Welfare – e dimostrando
per l’ennesima volta che la comunicazione non è il suo forte, una caratteristica che condivide con il suo sfigato sottosegretario Michel Martone – ha inteso così lanciare un messaggio per nulla subliminale ai sindacati allarmati per la presentazione della sua riforma del lavoro.
Però la Fornero ha ragione, se la sua frase viene messa nel contesto da cui i giornali l’hanno estrapolata: “E’ chiaro che se c’è un accordo più avanzato mi impegno a trovare risorse più adeguate e fare in modo che questo meccanismo degli ammortizzatori sociali e questo mercato del lavoro funzionino abbastanza bene”. Ovvero: la Fornero sta spiegando alla Camusso – e a chi per lei – che la riforma non può essere un do ut des, ma deve partire da principi che includono la reale eguaglianza dei lavoratori (non come oggi, che c’è la serie A e la serie B) e l’apertura di un mercato oggi composto da figli e figliastri.
E’ vero che oggi ci sono “privilegiati” che – nella sfortuna di trovarsi senza lavoro – hanno la fortuna di godere della cassa integrazione e poveracci che invece non hanno alcuna tutela. L’uguaglianza è questa. Dire, come fa il capogruppo in commissione lavoro del Pd Cesare Damiano, che ci vogliono la cassa e i sussidi è come chiedere la botte piena e la moglie ubriaca. Oppure, se invece era così facile, non si capisce perché Damiano non abbia insegnato come si faceva alla Fornero quando era ministro del Lavoro. Facile fare i secchioni con il culo degli altri.












Beh, veramente il culo ce lo mettono sempre i lavoratori. Fa ridere sentire definire privilegiati i lavoratori in cassa integrazione e non ministri e sottosegretari, magari con altri 2 o 3 lavori come ad esempio la professoressa Fornero…
quella ha studiato,tu da come scrivi sembra proprio di no
Mi scusi sig. Carlo ma nel messaggio precedente non c’è alcun errore. E’ scritto bene, mi spiace contraddirla.
Fa ridere vedere gente che taglia le frasi allo scopo di sparare una pippata demagogica alla Grillo. I lavoratori in Cig sono privilegiati RISPETTO AI lavoratori co.co.pro. che perdono il lavoro ma non hanno tutele. C’è scritto, nell’editoriale, ma alla malafede di chi commenta non c’è mai fine.
Allora mettiamola così: invece di togliere diritti a lavoratori definendoli privilegiati, perché non si pensa di introdurli anche per quelli che non lo sono o lo sono meno? La malafede di cui parla c’è anche in quelle persone che cercano di pilotare le opinioni mettendo i lavoratori contro altri lavoratori. Quelli come Lei, insomma. Le è chiaro?
Perché di risorse c’è scarsità, come insegnano alla prima lezione d’economia in qualsiasi corso anche basic.
Mi è chiaro che pilotare le opinioni attraverso un commento su G. è una dote che abbiamo solo in pochi: io, Superman e Il Petomane. E che i lavoratori contro i lavoratori ci sono adesso che è presente la disparità descritta nel pezzo.
La sua risposta la qualifica da sola. Siccome non ci sono soldi (e questo è tutto da vedere e da dimostrare, mi creda) si tolgono diritti fondamentali invece di introdurli per quelli che non li hanno. In un qualunque corso, anche basic, di economia insegnano queste cose? E anche che le speculazioni bancarie sono legittime? Che è corretto che una persona abbia tanti lavori, senza limiti di stipendio, e altri invece fatichino ad arrivare a fine mese? E che i soldi bisogna toglierli a questi ultimi invece che ai primi?
Ma, tornando al Suo primo (contro-)commento. Il senso del mio intervento è che c’è da tagliare altrove prima di intervenire sui penultimi mettendo gli ultimi contro di loro. Ma Lei ne ha preso solo una parte per accusarmi di prendere solo una parte del suo articolo per criticarLa. Tutto ciò si commenta da solo. Inclusa la sua coda di paglia.
Quanto ai suoi commenti, se non CERCA di convincere la gente, perché esprime opinioni? Si limiti a raccontare i fatti, che sarebbe anche meglio. Si accorge che mi fa dire cose diverse da quelle che ho detto? O forse non capisce la differenza fra cercare di pilotare e pilotare
Il bilancio dello stato è scaricabile su internet. A te l’onere di dimostrare che invece ci sono.
mi sa che non hai capito come funziona la legge. Non si toglie nulla, a chi non ha.
Straw man argument. O se preferisci, mischiare le cose alla cazzo di cane perché non sai di che parli.
Io capisco non essere tanto intelligenti, ma tu esageri. Il paragone che si faceva nell’articolo era tra lavoratori di serie A e di serie B, dove i primi sono privilegiati nella cattiva sorte – hanno la Cig – rispetto ad altri. Tu hai messo in mezzo i politici, che non c’entravano niente, esattamente come in questo metti in mezzo le banche. Non avevi preso una parte dell’articolo, è che non avevi capito il ragionamento. Come adesso, del resto. In effetti, non ti sei nemmeno accorto che l’articolo non è firmato da me. Pensa quello che puoi capire del resto.
E’ evidente che, se del basic di economia non capisci, un tubo, di come sono fatti i giornali comprendi ancora meno. Quello che stai commentando è un editoriale. Tutti i giornali pubblicano editoriali. Gli editoriali sono fatti apposta per espimere le opinioni. Ma che te lo dico a fare, è tempo sprecato. Torna a commentare le vignette sulla Apple senza accorgerti che sono vignette. E’ meglio.
Caro Gregorj sono un ignorantone, la difendo e mi piace come scrive ma questa volta ha ragione TReX sul fatto che i soldi quando vogliono ci sono, e che non e’ con il togliere la cig si risolve la situazione dei lavoratori co,co.pro. non credo che li indirizzerebbero li’ ma in tasca come sempre (pochi ma ai lavoratori anche se pochi ).
Per pagare contributi a tutti i disoccupati basterebbe legalizzare droghe leggere e prostituzione…..e nessuno griderebbe allo scandalo o al populismo….
Ho un lavoro a tempo indeterminato e posso sembrare di parte ma dico anche che quando era possibile ho cambiato tanti lavori (quando era possibile perche’ di lavoro se ne trovava tanto) e anche io ero per una maggior flessibilita’ oggi non e’ piu’ cosi’ oggi se quelli che lei chiama privilegiati io li considero fortunati si ma non e’ che sono il tumore di questa societa’ ,non e’ colpa loro se i datori di lavoro fanno finta di fallire per ricevere aiuti dallo stato italiano per far pagara la crisi ai lavoratori, se deve cambiare qualcosa e’ il sistema di dare la CIG e valutare azienda per azienda i bisogni reali invece di darla con tutta questa superficialita’,
ma dire che questa sia una colpa o un privilegio non e’ accettabile anche perche’ se fosse per i lavoratori preferirebbero lavorare a stipendio pieno e non essere gravare sulle spalle di nessuno ,anche loro hanno dignita’.
E parlo perche’ ho un parente in cig che non e’ contento di sapere che quando questo contributo finisce (perche’ non e’ eterno) sicuramente andra’ in mobilita’ e poi ciao lavoro……..
Spero che si sia capito quello che voglio dire anche se espresso con frasi non costruite bene.
Ciao, Giuda,
non importa come si scrive ma quello che si dice. Basta spiegarsi con cortesia e ci si capisce benissimo, oltre a essere un piacere rispondere.
Che la Cig venga accorciata di un anno – non tolta – per reperire fondi allo scopo di aiutare chi perde il lavoro ed è precario a me sembra una cosa giusta: un welfare funziona quando, per quello che può, aiuta tutti i bisognosi. Non soltanto alcuni, come me o te, escludendo altri, magari con tante opportunità. E quando uno ha una cosa e un altro no, si chiama privilegio :-)
Riguardo il resto, purtroppo devo darti ragione e torto. Sarebbe bello se tutti avessero tutto. Purtroppo oggi bisogna dividersi quello che c’è. E parlo per me come per te.
Caro Gregorj, una persona moooolto intelligente come Lei, quando non sa come argomentare comincia ad offendere. Va bene così. Si qualifica da solo. Quanto ai soldi, quanti ce ne vogliono per la TAC (o TAV come dite voi di G.)?
P.S. Vedo che segue i miei commenti un po’ dappertutto. E’ una bella gratifica per uno scemo come me.
Veramente io ho risposto punto per punto alle tue stupide provocazioni, evidenziando la tua impreparazione sui punti in oggetto e replicando sugli argomenti ad muzzum che hai sollevato. Sei tu che scappi quando ti faccio notare che, ad esempio, l’articolo non l’ho scritto io ma tu, al 49esimo commento, ancora non te ne sei accorto.
Chiedi all’Unione Europea. E considera che se non li spendiamo, i fondi glieli dobbiamo restituire, non possiamo usarli per gli ammortizzatori. Sarebbe infrazione. Ma tu che ne sai, parli giusto per dare fiato alla bocca…
Sei evidentemente più cretino di quello che immaginavo. Ogni volta che chiunque risponde a me, mi arriva una mail. Non è mica una cosa ad personam. Però che uno non si renda conto che quella che pubblchiamo è una vignetta, in effetti, mi rimane impresso.
Ma questa Fornero che quando parla si guarda e si ammira siamo sicuri che sia al posto giusto ? Lo sa come si fa una trattativa tra pari ? Lei è abituata a decidere, imporre come il suo censo le consente. Questi professori hanno fatto le loro carriere nella Italia democristiana, non vengono dalla Svezia, sfortunatamente. Hanno tutti i vizi italici: sono ricchi, arroganti, maleducati, sono abituati ad avere tutto. Saranno anche bravi ma scoperte non ne hanno fatte,
e di fronti alle lodi che giornalmente ricevono p oi…ci credono davvero.
Vada la Fornero a prendere qualche lezione dalle donne che sono costrette tutte le sere a contrattare per le strade….così capirà come si conduce una trattativa, con la differenza che le donne ci mettono del loro, la Fornero può invece utilizzare il culo degli italiani …….
iniziato bene finito da schifo
E’ semplicemente vergognosa e infame l’espressione usata dalla ministra milionaria agli operai che rischiano di dover chiedere l’elemosina.
L’italia non meritava tanto. Nessun ministro, dagli inizi degli anni novanta, da quando cioè si iniziò a parlare della riforma del lavoro, era arrivato a tanta aridità.
Mandiamo a casa questa specie di servetta analfabeta che non merita nemmeno di lavare le scalle di un bordello.
sono d’accordo nel merito, lavoratori di serie a e di serie b non va bene, non mi convince la conlcusione, ovvero togliere i diritti a chi ne ha, allora dal momento che la Fornero è Ministro e io no si deve dimettere, perchè c’è disparità tra me e lei;
le pensioni a 70 anni, le accise aumentate sulla buste paga, i lavoratori sono il bancomat di questi che vengono definiti tecnici ma in realtà sono amministratori di condominio, senza voler offendere questi ultimi; ma quando avranno creato ulteriore disagio ai lavoratori (che peraltro sono gli unici che pagando le tasse mantengono il paese) con la solita scusa di creare posti di lavoro (e vi ricordo che i contratti cocopro ecc sono stati imposti giustificandoli con la creazione di posti di lavoro, e infatti disoccupazione record) i soldi dove li preleveranno?
L’articolo 18 per gli imprenditori ormai è diventato un puntiglio, una prova di forza del tipo: glielo facciamo vedere noi chi è che COMANDA QUI !!!La ministra Fornero si dia una regolata, lasci il cielo e scenda fra i mortali . L’ articolo 18 è diventato la summa di tutti i mali passati presenti e futuri: è l’ultimo baluardo da abbattere (per i pàrun) poi arriveranno gli schiavi (ci siamo quasi) , ma potete scommetere quello che volete che per gli imprenditori ancora non basterà.
E’ una vera vegogna, chi ci governa prende stipendi che potremmo definire
un miraggio, per la gente che si spacca il sedere dalla mattina alla sera.
I SACRIFICI LI DOVRESTE FARE VOI POLITICI SENZA SCRUPOLI!
CREDO CHE SE SI CONTINUA COSI’, OLTRE LA FUGA DI CERVELLI
ASSISTEREMO ALLA FUGA DI FAMIGLIE INTERE, VERSO ALTRI STATI
“SIAMO NOI I NUOVI IMMIGRATI!”.
VEDIAMO CHI LI PAGHERA’ TASSE,
NON AVETE LA CAPACITA’, DI DARE UNA SVOLTA A QUESTO PAESE,
SIG.NA FORNERO PRIMA DI ATTUARE QUESTE RIFORME ALLA SCUOLA,
DI AUMENTARE LE TASSE, DI RENDERE LA VITA DIFFICILE A TUTTI PADRI DI FAMIGLIA , GIOVANI , PENSIONATI E DONNE.
SBLOCCATE IL LAVORO
L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO!
MA IL LAVORO DOVE’
Privilegiati ?
Beh dipende dai punti di vista ; se un lavoratore ha la cassa integrazione questo gli consente di continuare ad avere, pur con sacrifici, una vita che si possa definire dignitosa; a quelli che non hanno questa possibilità bisognerebbe estendere questa “opzione”. Tutto qui.
Trovo assurdo pensare di rendere TUTTI i lavoratori di serie B invece che darsi da fare per renderli TUTTI di serie A !
Comunque questo decisionismo forneiano, forte con i deboli ( pensionati e lavoratori ) vorrei fosse esteso anche ad altre situazioni ( vedi stipendi dei politici professionisti, norme anti-corruzione, tv di Stato, legge elettorale etc etc etc ) invece ho la sensazione che sia comodo e facile prendersela con i soliti noti……
ISA-BELLA!
Quella sull’art. 18 è una falsità della Fornero e della Marcegaglia, ma di loro si vede la coda. Utilizzando strumenti legislativi in modo illegittimo (decreto legge) e sotto la falsariga di sanare i conti del paese, si vuole far passare un’arma per licenziare più facilmente. Altrimenti cosa significa avere “più flessibilità in uscita”? A dimostrare all’ U.E. il proprio potere esercitato su di noi poveri fessi? Abbiamo dato già troppo, in termini di pensioni, di I.M.U., di accise, e non abbiamo recuperato il sommerso. Ora ci aspettiamo che il “Professore” applichi le teorie macroeconomiche che ritiene più idonee a farci pagare meno. Altrimenti sarebbe come aver fatto la colletta per costruire un ‘infrastruttura e non avere i soldi per mantenerla.