Ai confini della libertà di espressione

12/03/2009 - FAMIGLIA CRIMINALE – Nemmeno la famiglia si salva, anche quella è una organizzazione criminale, come mafia, camorra e ‘ndrangheta: “La famiglia modello Ratzinger è un’associazione a delinquere. I suoi crimini sono feroci ed efferati. Proprio per mantenere questa organizzazione della

     
 

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FAMIGLIA CRIMINALE – Nemmeno la famiglia si salva, anche quella è una organizzazione criminale, come mafia, camorra e ‘ndrangheta: “La famiglia modello Ratzinger è un’associazione a delinquere. I suoi crimini sono feroci ed efferati. Proprio per mantenere questa organizzazione della famiglia, che aveva un senso nell’organizzazione sociale di Roma Antica, ma che oggi appare come un’organizzazione criminale rispetto alla società attuale, Ratzinger sta ricattando la società civile senza che questa lo consideri responsabile dei delitti che avvengono nella famiglia“. Si tratta di pensieri espressi in occasione della presentazione del libro Violenza domestica, in cui si parla di uno studio che quantifica in uno ogni due giorni i morti tra le mura domestiche, 1300 negli ultimi sei anni. Aggiungeva Simeoni: “Ratzinger sta alimentando la delinquenza nella società civile. Nemmeno chi è delegato nelle Istituzioni a salvaguardare i valori Costituzionali non risponde. La famiglia come un’organizzazione criminale fortemente voluta dalla chiesa cattolica che bolla e criminalizza ogni altra forma di convivenza e solidarietà civile che possa liberare le persone dai crimini che sono costretti a subire nelle famiglie“.

MADRE TERESA CRIMINALE – Ma il Papa non è l’unico bersaglio cattolico. Il “nostro” opinionista ha il coraggio, ma molto probabilmente si tratta di semplice stupidità, di accusare in lungo e in largo anche coloro ai quali nessuno avrebbe mai immaginato di muovere mezza critica. E lo fa continuando ad omettere anche una minima argomentazione a sostegno delle calunnie espresse. L’11 gennaio all’indomani della morte del cardinale Pio Laghi scriveva Simeoni: “E’ morto il terrorista macellaio Pio Laghi! Cardinale cattolico fu uno dei principali macellai degli oppositori ai sanguinari regimi argentini. A capo della chiesa cattolica argentina ha favorito le torture, il genocidio e lo sterminio del popolo argentino. Pio Laghi, con la sua organizzazione, confortava gli aguzzini che gettavano dagli aerei i torturati. Amico intimo dell’altra criminale, Teresa di Calcutta e di Golda Meir, la macellaia dei Palestinesi. Si è macchiato di orrendi delitti che ricadono, nella loro responsabilità, sulle mani del Vaticano. Responsabilità che hanno sempre visto la complicità delle autorità politiche Italiane che vedono, molto spesso, nella tortura dei prigionieri e delle persone indifese uno dei metodi per riaffermare il potere sociale (vedi Berlusconi a Genova!)“. Questo è quanto pubblicato solamente negli ultimi due mesi. Vi garantiamo che ripercorrendo a ritroso le pubblicazioni su quel sito la storia non cambia. La libertà di espressione, ai tempi del web 2.0, fa rimpiangere la censura.

     
 

27 Commenti

  1. Donato De Sena scrive:

    Scuse accettate. E grazie per la precisazione.

  2. Penelope scrive:

    Sicuramente un punto di vista interessente ma secondo me non c’entra il punto.
    Penso che la parola sia un’arma ben peggiore dei coltelli e delle pistole. Poche parole dette bene possono distruggere tranquillamente una persona.
    Fermo restando che io sono contro qualsiasi reato d’opinione (inclusi i vilipendi achicchessia), qua si prende il pesce piccolo.
    Questo tizio spara a zero su vatican city. A volte può dire cose condivisibile, altre meno. Ma sinceramente è innoquo.
    Papa nazi invece spara a zero su determinate categorie in pompa magna usando rai uno (e consorelle) senza che nessuno abbia la decenza di spegnergli il microfono, spingerlo in uno sgabuzzino e buttare via la chiave.
    Allora, questa benedetta censura invocata sulla troppa libertà di espressione su chi dovrebbe cadere? Sul poveraccio che esprime la sua frustrazione di minoranza su di un blog o sul premier diuno stato teocratico che pretende di legiferare su sessanta milioni di persone infangando categorie minoritarie che non hanno diritto di replica e nemmeno di espressione (vedasi questione ateobus, tanto per la cronaca)?
    In questo paese vi è un diritto all’intolleranza a senso unico indirizzato verso le persone più deboli.
    Penso a tutti quei ridicoli discorsi omofobi fatti da ministri religiosi e non. E penso alla legittimazione che sentono tutti gli omofobi italici, a cominciare da quei poveracci che hanno pestato un disabile omosessuale perchè “volevano dargli una lezione”. In nome di cosa? Probabilmente in nome di un certo “diritto naturale” di cui un certo Papa ama farsi portabandiera propugnandone i sacri principi.

    Ordunque, dove finisce la libertà di espressione di santa romana chiesa e dove inizia quello del tizio in questione?

  3. Francesco scrive:

    IO concordo con quanto e come scrive il blogger

  4. Penelope scrive:

    Mah rileggendo l’articolo lo trovo un po’ povero di idee.. o forse è il soggetto preso in considerazione che mi lascia perplessa.. non so. E’ semplice parlare di “troppa libertà di espressione” prendendosela con una minoranza che ha ben poco spazio.

    Boh, dunque sui blog possiamo scrivere un po’ quel che ci pare.. e quindi? giusto o sbagliato?

    Io mi sento più diffamata da chi urla ai quattro venti che andreotti è stato prosciolto e quindi è innocente per il reato di associazione mafiosa.. è questo il punto. E questo articolo non tocca il potere, tocca lo sfigatello che scrive su di un blog che nessuno si caga tranne il donato.

    E’ uno dei peggiori articoli sin qui pubblicati su giornalettismo.

    Non discuto il punto di vista perchè lo condivido. Discuto l’impostazione. Che cmq è una cosa opinabile esattamente come la mia opinione! :D

  5. Fuffa Forte scrive:

    Eh, i bei vecchi tempi in cui si poteva tappare la bocca a chi si voleva, specie se inviso al potere di turno, od ai benpensanti, eh?

    E cosi’, dopo le mitiche perle proposteci con l’articolo su Militia Christi (scusate il termine) e sul Centro Culturale (?) San Giorgio, quello sui messaggi subliminali fonte di imperituro divertimento laddove ci si occupa di cospirazionismo, un altro bell’articolino cattotalebano contro quei birbaccioni che osano prendersela con i nuovi padroni. Il tutto a norme sulla diffamazione e sull’ingiuria vigenti, per cui basterebbe ricorrere a quelle, per tutelarsi.

    Ma forse c’e’ poco da tutelare.

    Questo, quando a monte si puo’ osservare, non senza sconforto, che questo e’ uno dei pochi paesi in cui esiste ancora una estensiva interpretazione del concetto di reato di opinione, un retaggio di periodi storici non esattamente liberali e democratici, che qualcuno pero’ vorrebbe ulteriormente restringere ed estendere.

    E non a caso in parlamento, in questo momento, mentre sono impegnati a tappare la bocca e legare le mani a chi potrebbe *intercettare loro*, sono presenti tre disegni di legge pronti ad *identificare ed imbavagliare* noi, con le proposte D’Alia, Carlucci e con il decreto sicurezza.

    E qui si cazzeggia e ci si lamenta delle colorite, ma innocue, sbroccate *di uno* senza rendersi conto, o forse per tirare la volata, che c’e’ ci si appresta a *privatizzarsi* la rete ed i nuovi media, in termini di fruibilita’, e senza offrire niente in cambio.

    Agghiacciato.

    Saluti

  6. Gregorj scrive:

    fuffa, credo che tu, in un certo senso, “abbia frainteso” (cit.) in questa occasione

    (tra l’altro, credo tu non abbia letto cosa abbiamo scritto a proposito di D’Alia e della sen. Carlucci ;) )

  7. Donato De Sena scrive:

    Per Fuffa Forte:
    non credo l’articolo sia cattotalebano. L’oggetto e’ la libertà di informazione e la difamazione, il 2.0. Invece del potere, del credo religioso e delle istituzioni, poteva essere preso in considerazione anche un altro argomento per fare un esempio di cosa si possa dire liberamente a mezzo blog. In ogni caso, ti ripeto quanto detto nel mio primo commento. Non si tratta di una opinione o di una campagna. Potrei condividere quanto espresso dal “pontefice pagano”, ma anche no. E non vorrei entrare nel merito dei suoi discorsi. Quello sarebbe un altro articolo.

    Per penelope:
    hai detto che sono l’unico che si caga qul blog. Beh, vale lo stesso discorso ancora. L’oggetto del pezzo non è il blog e non si entra nel merito delle dichiarazioni e dei ragionamenti che fa Simeoni. L’oggetto sono le diffamazioni che puo’ divulgare. Il blog è un esempio di espressioni che potrebbero risultare offensive, epiteti diffamatori. Avrei potuto scrivere la stessa cosa anche prendendo in considerazione un qualsiasi altro blog che leggono poche decine di persone contenente espressioni che susciterebbero clamore se pubblicate su uno dei media tradizionali.

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