Eutanasia: neutrali un corno!
12/03/2009 - Uno dei più grandi equivoci del dibattito politico-culturale è la confusione sul pensiero liberale, che molti considerano neutrale rispetto ai grandi temi etici. Nulla di più sbagliato: la difesa del diritto di scelta individuale non è relativismo etico Quagliarello ha
Uno dei più grandi equivoci del dibattito politico-culturale è la confusione sul pensiero liberale, che molti considerano neutrale rispetto ai grandi temi etici. Nulla di più sbagliato: la difesa del diritto di scelta individuale non è relativismo etico
Quagliarello ha scritto un articolo su L’Occidentale con dei riferimenti al tema dell’eutanasia. Per l’articolo rimando all’analisi di Castaldi, e mi limito a dire che il giusnaturalism
o non esiste, e in quanto tale si presta a forzature: non avendo alcun contenuto, il diritto naturale prende la forma che gli dà chi lo sbandiera.
OBBLIGARE A SOFFRIRE E’ IMMORALE, ANZI SADICO – Ma veniamo al dunque. “In un recente articolo sul Corriere della Sera, a proposito delle dichiarazioni anticipate di trattamento, un commentatore liberale non pregiudizialmente ostile nei confronti della religione, Angelo Panebianco, ha affermato che la sacralità della vita sarebbe interesse soltanto dei credenti. Si sbaglia, non è così. Senza considerare il grado d’universalità di questo precetto non si comprenderebbe sennò l’evoluzione positiva dei diritti dell’uomo, dalla Dichiarazione Universale fino alle ultime dichiarazioni dell’Onu”.Cosa c’entrerà mai il diritto alla vita, inteso come pretesa di non essere uccisi, con l’obbligo di soffrire per compiacere entrambe le sponde del Tevere? Boh, anzi, bah. Il paralogismo di Quagliarello è evidente, e fa il paio con l’odioso e immorale argomento, tanto di moda alla rivista Tempi, secondo cui l’eutanasia è cosa da nazisti, come se sterminare una famiglia e smettere di soffrire fossero la stessa cosa. Immorale, sì, avete letto bene: perché sputare sulla sofferenza altrui è moralmente vergognoso. È vero che ci sono stati dei liberali che hanno discusso in passato il diritto al suicidio, ma penso che all’atto pratico un liberale con un minimo di amor proprio capirebbe che costringere una persona a vivere una vita che non vuole non è solo illiberale: è sadico.
UNA LEGGE ILLIBERALE - L’articolo di Panebianco (autore del più bel libro sul liberalismo che abbia mai letto, “Il potere lo stato la libertà“, e quindi esperto dell’argomento) dice una cosa molto sensata, però poi usa un argomento molto labile per ritagliarsi una posizione un po’ “terzista“: forse vuol far intendere “non mi chiamate in causa con queste diatribe tra laici e cattolici”, punto di vista che in genere apprezzo moltissimo, ma in questo caso non è applicabile. La tesi sensata è che si stava meglio prima: l’eutanasia era tollerata, e quindi il problema politico non esisteva. Poi si è voluto creare scalpore con alcuni casi – uno assolutamente banale per un liberale (Welby), un altro più dubbio (Englaro) – che hanno prodotto una reazione (nel senso di “reazionario“) che usando la colorita terminologia pannelliana (che non apprezzo particolarmente) non può non dirsi “clericofascista“: il progetto di legge Calabrò. Per un’analisi rimand
o all’articolo di Chiara Lalli. Lo statalismo dei radicali – l’idea per cui se una cosa non è scritta nei Codici non esiste – ha dato l’opportunità ai clericali di proporre una legge illiberale.
LA LIBERTA‘ NON E’ NEUTRALE – Il paralogismo è questo: “Non è vero che essi [I liberali] si limitano a rivendicare un «diritto» che i credenti sono liberi di non praticare. Perché pretendendo una legge che riconosca quel diritto essi, per ciò stesso, intendono fare prevalere la loro concezione della vita e della morte, imporre il principio secondo cui la decisione sulla morte di un uomo è nell’esclusiva e libera disponibilità di quell’uomo. Un principio che non può non ripugnare ai fautori della diversa e opposta concezione.” Dov’è il paralogismo? È l’assurda idea secondo cui il liberalismo è “neutrale” rispetto ai valori: non è possibile, e nessuna ideologia può essere tale. La libertà non è e non può essere neutrale: la libertà può, e a volte deve, colpire le coscienze. Colpisce la coscienza dell’islamico che vorrebbe punire l’apostasia, come quella del cattolico che non tollera l’eutanasia, colpisce la coscienza del nazista che odia gli ebrei, come quella del comunista che detesta la proprietà. Il liberale non è neutrale: è per la libertà di impiegare la propria vita, la propria libertà e la propria libertà come si vuole. Il liberalismo non è relativismo etico: anzi, quest’ultimo – al pari del giusnaturalismo – non esiste.













Uno dei più grandi equivoci del dibattito politico-culturale è la confusione sul pensiero liberale, che molti considerano neutrale rispetto ai grandi temi etici.
mai pensato che il pensiero liberale fosse neutrale
andando al sodo del liberalismo
io ti lascio la libertà di ciliciarti e tu mi lasci la libertà di fornicare
se tu però mi vuoi impedire di fornicare perchè la tua etica è diversa io m’arrabbio
Marte: complimenti per la demagogia degna di Amicone, e complimenti per la mancanza di rispetto per la sofferenza altrui.
Ma mi dici che c’entra il tuo paragone insensato con le scelte di Welby riguardo la sua vita? Ha ucciso qualcuno?
ABR: la dicotomia tra assolutismo e relativismo è insensata, almeno con la definizione che ho dato io di relativismo nel post.
L’assolutismo dice che l’etica è razionalmente fondata. Il che è stato riconosciuto con errore logico sin dai tempi di Hume, anche se il Papa e Rothbard fanno finta di nulla.
Il relativismo dice che l’etica è irrilevante e che tutto va bene. Questa è una puttanata pazzesca. C’è ovviamente differenza tra uccidere tutti gli ebrei ed aiutare le vecchiette ad attraversare la strada: ma questa differenza non è logica, non è razionale, non è scientifica, è una scelta che ogni individuo deve fare. Ed una scelta importante.
Quindi 60 milioni di italiani dovranno decidere: rompere il cazzo a Welby se vuole morire oppure lasciarlo decidere? Accettare la mia volontà scritta su un testamento biologico o porre innumerevoli paletti? Di chi è la proprietà del mio corpo, mia o del Premier, o del Vaticano?
Il tuo: “Finiamola allora di fingere una superiorita’ intellettuale e di principi sul nemico, finiamola di trattarlo da semidefi come si fa regolaremente su questo Giornaletto da liceali veementi: siamo tutti uguali, ognuno col suo credo ognuno legittimato a crederci.” è un esempio di relativismo.
Io ho una notevole preferenza per ritenermi moralmente superiore a chi sgozza i bambini in Algeria o mette bombe nei mercati in Iraq, e non esiste nessun motivo logico per trattare queste preferenze equivalenti alle mie, quindi l’”anything goes” è un non sequitur logico.
Semplicemente, io spingo verso un mondo dove il rispetto della vita e della proprietà di un individuo è considerato sacro, mentre a seconda dei casi islamisti, cattolici, conservatori, progressisti, comunisti o nazisti avranno una diversa visione di ciò che è giusto.
“E alla fine, il mio sogno, come si fa nel rugby, tutti a berci una birra assieme dopo esserci scannati. ”
Questo richiede il rispetto di regole comuni, cioè un insieme di valori comuni. Nella lista di prima, togli islamisti, nazisti e (i veri) comunisti in quanto non è possibile berci la birra insieme. Con gli altri si può discutere perché accettano un minimo delle regole di civiltà del liberalismo, con molte eccezioni.
mi spiego meglio
pane al pane vino al vino
ma se tu non reggi il vino non è colpa mia
mettici l’acqua
ma nel tuo bicchiere perchè nel mio c’è il vino
e chi non beve in compagnia è una spia e non è figlia di maria
adesso tu mi dirai che maria era vergine ed io ti dico appunto era vergine, al passato
lo dice anche il proverbio chi l’ha data ha data chi l’ha avuta l’ha avuta e scordiamoci il passato
lo sanno tutti che nei proverbi c’è sempre un fondo di verità
perchè se i proverbi non son veri allora non c’è più religione
e allora se non c’è più religione chi è quell’omino che s’affaccia alla domenica dal balcone?
un abusivo, un immigrato, un rumeno?
e dopo uno dice che si diventa razzisti
per forza una ronda non fa primavera perchè non ci sono più le mezze stagioni
ma io mi accontenterei anche di un quarto di stagione
e allora vedete che è tutto un relativismo positivo
o era un positivismo relativo? non importa
a volte cogito a volte sono
tutte le due cose insieme non mi riescono
ho due mani due braccia ma un solo cervello
perciò è difficile quindi o tizio o caio
e sempronio? è morto ?
no è in coma vegetativo permanente
io la permanente non la sopporto mi rovina i capelli
dillo a me, io son quasi calvo
Visto che ad abr ha replicato, in modo impeccabile, LybertiFirst, rispondo a Daniela
Tu dici:
“Anche se togliere cibo ed acqua senza sapere cosa sente o prova una persona non è ropriamente da definirsi umano!!!!!!”
Caspita, Daniela, la questione non e’ cosa sia umano o meno *per me* o *per te*, ma *per la singola persona* che versi in determinate condizioni di salute.
Se Welby ha chiesto, coscientemete ed in modo informato, di essere lasciato andare liberandolo al contempo dal dolore, cosa quindi che *lui* riteneva giusta ed umana *per se*, chi siamo noi due per decidere che *quello da lui chiesto per se* non e’ umano, ed imporre invece la *nostra* scelta sul *suo* comportamento per far si che *noi* ci sentiamo umani, buoni e cari?
Qesta e’ reificazione delle persone, delle loro vite e sofferenze, e’ farne degli oggetti, dei feticci, su cui esercitare la proprie aspirazioni ed intenzioni affinche’ *noi* si viva in pace, anche a costo di portare l’interno nella vita altrui
Poi prosegui:
“purtroppo l’aborto non si fa solo per motivi di salute! L’aborto è largamente usato come contraccettivo.”
L’aborto e’ da *millenni* usato come contraccettivo. *Tutte* le statistiche di cui disponiamo ci dicono, in modo univoco ed incontrovertibile, che da quando l’aborto e’ legalizzato, e da quando c’e’ un minimo di informazione ed accesso alla contraccezione, l’aborto e’ molto meno usato come contraccettivo
Risiamo al punto focale: da pragmatici, si *osserva* un fenomeno, e si tenta di riparare il piu’ possibile ai dani che questo comporta, e questo *dopo* aver preso atto che il *vietarlo* semplicemente lo fa diventare un fenomeno carsico invisibile, e per questo terribilmente piu’ criminogeno.
“E’ questo che i cattolici avevano denunciato ed è questo che si sta avverando.”
E’ l’esatto contrario, cifre alla mano:
http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_804_allegato.pdf
Del resto, la posizione cattolica avrebbe un senso, ed una autorevolezza, riguardo all’aborto come contraccettivo postumo, *se* favorisse la contraccezione correttamente intesa, ossia *prima* del rapporto, ma questo non e’.
“Ti dirò di più: quando ci sarà l’eutanasia legalizzata, ne vedremo di gente morire inspiegabilmente, tanto basterà dire: questa era la sua volontà, non voleva soffrire! State certi che accadrà anche questo!”
Questo e’ quello che *oggi* accade, nel chiuso delle camere delle cliniche a pagamento, o nel buoio delle camere dei sofferenti circondati da familiari troppo spesso sfiniti, soli, e senza mezzi economici per sostenere una condizione ritenuta terribile per un proprio caro.
Una legge sul testamento biologico, e anche sull’eutanasia, che sono cose non necessariamente uguali, permetterebbe l’emersione del fenomeno, e la possibilita’ che *le scelte* dei singoli individui prevalessero su quelle, di opportunita’, dei congiunti o dei medici, per quanto prese con le migliori intenzioni
Saluti
Dotta risposta liberty, di quelle che m’aspetto sempre da te.
Peccato che non colga il mio punto anzi lo stravolga e quindi risponda a qualcun altro. Infatti la dicotomia tra relativismo e non relativismo etico non è un problema mio; quello che sostengo è cosa diversa ma non importa.
Nel merito, il tuo appello apparentemente libertario sfocia in un esito paradossale e del tutto contrario alle intenzioni (credo), perchè tralascia un punto che Panebianco e Galli non sottolineano a dovere:
LEGALIZZARE E’ L’OPPOSTO (dal punto di vista del singolo individuo) DI LIBERALIZZARE.
Quindi i socialisti (islamici o comunisti non fa differenza), quelli con cui tu non prenderesti birre, sentitamente ti ringrazionao per lo sbocco involontariamente STATALISTA e REPRESSIVO DELLE LIBERTA’ INDIVIDUALI del tuo ragionamento “liberale”.
Si, come el mi querido Rothbard ritengo che a un vero libertario dovrebbe piacere il Far West come lo chiama spregiativamente la Prestiggiacomo et similari.
Quello dove poco è legalizzato e quindi molto è libero, dove guarda caso tutti correvano a frotte, dove l’individuo se la smazza da solo con sè stesso e il suo clan (come dice Panebianco o Galli non ricordo, nel sommerso e nel silenzio), dove lo sceriffo statalista si becca una pistolettata sul grugno assieme al bio-notaio e allo stregone se si permettono di rompere il caxxo.
ciao, Abr
In sostanza, cosa proponi per liberalizzare? Io propongo di dare valore ai testamenti biologici senza la fuffa clericale di Calabrò e soci. Mi sembra un’idea chiara di liberalizzazione.
…propone che se succede qualcosa a qualcuno e si deve scegliere tra “vita” ed eutanasia, facciamo decidere a Berlusconi. In tutta la metafora del Far West è Silvio lo sceriffo.