Se avete in programma di mettere i quattrini nella Municipalizzata di Roma, state in guardia perchè i giochi non sono ancora fatti e il futuro non poi tanto limpido
(Luca Conforti è lo pseudonimo di un giornalista che lavora per uno dei più importanti quotidiani nazionali. La sua rubrica, Parco Buoi, si occuperà con cadenza settimanale di imprese, finanza e mercati, con un occhio al risparmiatore)
Finisce in pareggio lo scontro su Acea tra i due ingegneri-giornalai più potenti d’Italia. Colpisce che [[De Benedetti]] e [[Caltagirone]], per un perio
do molto vicini, si fronteggino per la municipalizzata romana sia per la sproporzione dei mezzi messi in campo sia per la pochezza del premio finale. Acea è una municipalizzata con 3 miliardi di ricavi e 200 milioni di utili, qualche problema di indebitamento (1,7 miliardi sono quasi 3 volte l’Ebitda) e poche prospettive di crescita, sia per il tipo di settore in cui opera, sia perché il primo azionista con il 50%, il comune di Roma, non ha i fondi per pensare a grandi investimenti. Nelle ultime settimane è successo questo: “Il boss della città (Caltagirone), condiziona il sindaco (Alemanno) affinché faccia fuori l’amministratore delegato (Mangoni) per mettere al suo posto un «compagno di merende», ossia Marco Staderini. Tutto, oltre che per brama di potere, anche per mantenere la presa della politica su un’azienda chiave” (ricostruzione fatta da Mf e attribuita ai giornali di sinistra, in particolare a Repubblica). I giornali favorevoli a Calta (il Messaggero, ma anche il Sole e un po’ tutti i finanziari) invece la raccontano così: “Acea stava per concludere un accordo con Suez Gaz de France in cui i francesi avrebbero deciso tutto nella generazione e nel trading dell’energia, mentre ai romani sarebbero rimaste le briciole della distribuzione (incassare le bollette) e della gestione delle reti elettriche e del gas. Anche in termini di profitti, Gdf avrebbe preso la fetta più remunerativa lasciando ad Acea l’onere di trattare con i comuni sul costo dei servizi e di difendere quei risicati margini“.
BUONI PER I
L PESCE – . Naturalmente l’informazione ha reso un pessimo servizio visto che sono coinvolti due dei principali editori nazionali. Basta andare all’estate scorsa per ritrovare i suggerimenti di Repubblica che sembrano mostrare un interesse di Sorgenia (di De Benedetti) ad alcune attività di Acea, mentre la campagna anti-Mangoni è partita dal caro vecchio “Menzognero” ed è stata completata sul Sole 24 ore con un’intervista al presidente Giancarlo Cremonesi che ha licenziato via stampa il suo Amministratore Delegato. Tanto accanimento della stampa sulla sonnecchiante Acea è anche determinato da fattori esterni: la voglia nel centrodestra di smontare l’ultimo baluardo della gestione Veltroni a Roma e la voglia del gruppo dirigente di Repubblica di dimostrare a Rodolfo De Benedetti quanto sia utile avere un giornale tra i propri possedimenti.
COSA C’E’ DI VERO – L’accordo con Gdf non era una manovra nell’ombra di Mangoni, ma l’evoluzione naturale di una decisione del 2002 che aveva portato alla nascita di AceaElectrabel, la società operativa che manda le bollette ai romani, produce l’elettricità e la vende/compra all’ingrosso. Vista la carenza di fondi del comune, la continua necessità d’investimenti aveva già portato i francesi a crescere in questa società: Acea continua a tenere la maggioranza in Acea Electrabel, ma Suez aveva preso delle ulteriori quote di minoranza nelle società operative s
ottostanti. In sintesi il comune gode del privilegio di comandare mettendo meno soldi. I francesi hanno chiesto di riequilibrare i rapporti di forza anche perché stavano per apportare un ulteriore asset, la rete del gas della capitale acquistata da Eni. Il tutto si è svolto per anni con l’avallo dei consiglieri di Acea espressione dell’azionista Caltagirone.




…e la cosa più divertente è che Caltagirone fa tutto questo soltanto per segnare il territorio. Come i cani.
Battuta del marcorè/gasparri ieri a Parla con me
“Aò si se parla de robba de palazzo chi è mejo avecce con noi, se non un palazzinaro?”
visto il “modus operandi” dei francesi di suez-gdf in italia (leggi lo SCANDALO acqualatina…)
questa volta credo che alemanno faccia BENE a cacciare a CALCI NEL CULO i francesi da acea!