Le galline a noleggio contro la crisi

In un’azienda agricola del bergamasco è possibile prendere in affitto animali domestici Per sfidare la crisi e andare in contro...

In un’azienda agricola del bergamasco è possibile prendere in affitto animali domestici

Per sfidare la crisi e andare in contro alle necessità dei potenziali clienti piccoli e grandi imprenditori devono lavorare anche di fantasia. E alla fantasia sono ricorsi i responsabili dell’azienda agricola Tarangolo di Clusone, presso la quale è possibile noleggiare galline.

“AVVICINARE LE FAMIGLIE AGLI ANIMALI” - Ne parla L’Eco in un articolo a firma di Erica Balduzzi:

C’è chi come animale da compagnia sceglie un cagnolino o un gattino e chi invece preferisce un criceto, un canarino o un pesce rosso. Alle galline, però, pareva non averci ancora pensato nessuno: a colmare la lacuna è stata l’azienda agricola Tarangolo di Clusone, che a settembre – complici una grande passione per gli animali da fattoria e il desiderio di tornare a diffondere quella cultura contadina tipica del passato delle nostre valli – ha dato il via al progetto «Gallina in affitto». L’iniziativa è partita quasi per caso dall’intuizione di Maddalena Adobati, titolare dell’azienda, e del marito Pierluigi Bertulezzi. «Ci è sembrato interessante provare ad avvicinare le famiglie, e in particolar modo i bambini e i ragazzi, alla cura di questi animali”, spiega Bertulezzi.

70 EURO AL MESE - I titolari dell’azienda agricola che affitta galline spiegano che allevare quegli animali domestici è più semplice di quanto si pensi e fa bene alla salute. Poi parlano dei prezzi per il noleggio. Continua Balduzzi su L’Eco:

«Da un lato infatti sono meno impegnativi di altri animali domestici: non necessitano di cure particolari e sono molto resistenti. Basta raccogliere le loro uova al mattino e chiuderli nel pollaio la sera, mentre per il resto del tempo razzolano per il prato tranquillamente. Dall’altro, è un modo simpatico per avere uova fresche e biologiche ogni mattina. Al discorso ecologico si unisce quindi anche quello della salute». Il progetto «Gallina in affitto » prevede il noleggio di una o più galline e di un minipollaio delle dimensioni adeguate per un mese, al prezzo di 70 euro: li si porta a casa e alla fine dei trenta giorni, il cliente può decidere se rendere animali e attrezzatura oppure acquistarli, al prezzo complessivo di 180 euro. «Le galline che diamo in affitto – continua ancora Bertulezzi – hanno circa sei mesi e quindi producono già le uova. Le alleviamo a terra per quattro o cinque mesi: si tratta quindi di animali perfettamente sani».

UN’IDEA AUSTRALIANA - La novità della Tarangolo, in realtà, è già diffusa all’estero:

L’affitto di galline e polli è una pratica già estesa all’estero: l’idea è nata in Australia e si è diffusa poi anche in Europa. In Italia, tuttavia, l’azienda Taragolo è una delle poche a portare avanti questa iniziativa: iniziativa che si intreccia anche con un particolare progetto della Regione, per il reinserimento negli allevamenti lombardi della varietà di pollo brianzolo, molto diffuso negli Anni Trenta e poi progressivamente scomparso fino a rischiare l’estinzione, perché incapace di adattarsi all’allevamento di tipo intensivo.

PROGETTO ‘BRIANPOLLO’ – Il progetto è in linea con la politica della Regione. Conclude L’Eco:

Il progetto «Brianpollo» di Regione Lombardia è inserito nell’ambito del Programma regionale di ricerca in campo agricolo 2010-2012 ed è nato a Melzo, nel Milanese, dove l’allevatore Marco Legramanti nell’ultimo decennio ha tentato di valorizzare l’allevamento tradizionale di questa varietà di pollo, ormai raro. «Abbiamo incrociato questo progetto circa cinque anni fa – continua ancora Bertulezzi – e l’abbiamo seguito fin da subito, scegliendo di allevare questa varietà. “Gallina in affitto” si lega a questo progetto, perché gli animali che affittiamo sono proprio polli brianzoli». E anche se si tratta di un progetto relativamente recente, l’interesse che ha suscitato è elevato: «Abbiamo ricevuto molte richieste da tutta Italia – conclude Bertulezzi –, alcune le abbiamo dovute rifiutare per difficoltà tecniche. Non possiamo certo spedire le galline per posta, si tratta infatti più che altro di un progetto rivolto all’ambito locale».