vincenzo spadafora
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Chi è Vincenzo Spadafora nuovo responsabile relazioni istituzionali del 5 stelle Luigi Di Maio

Un’amicizia che semplicemente doveva uscire alla luce del sole e che adesso è più che confermata. Vincenzo Spadafora curerà le Relazioni istituzionali del vice Presidente della Camera dei deputati, Luigi Di Maio. Un ex rutelliano, poi passato ad Italia Futura di Montezemolo, per un 5 stelle. Un legame che Spadafora coltiva con il delfino campano da diverso tempo.

vincenzo spadafora

VINCENZO SPADAFORA E LA RASSEGNA PARTICOLARE

C’era Luigi Di Maio quando nel 2014 Spadafora decise che Napoli era la sua prima tappa per la presentazione del  libro “La Terza Italia. Manifesto di un Paese che non si tira indietro” e c’era sempre il 5 stelle quando, nel 2013, veniva presentato il Rapporto Annuale dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Un campano per un altro campano. Classe ’74, originario di Afragola, infanzia a Cardito, Spadafora è stato presidente dell’Unicef (fino al 2011) e brillò come Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Con qualche pecca. Qualcuno ricorda ancora il bando per il servizio di monitoraggio di giornali, radio e tv con un benefit in più: la ricerca di notizie sulla “Terra dei fuochi”. Da garante per l’infanzia e l’adolescenza. Un contratto di rassegna stimato sui 18mila euro più Iva che prevedeva la ricerca di articoli sui minori non solo sui nazionali – come riporta il Fatto Quotidiano – ma anche sulla Gazzetta dello sport e altri organi di partito (Voce repubblicana inclusa).

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VINCENZO SPADAFORA E LA CARRIERA CON RUTELLI (CON LA MACCHIA DI BALDUCCI)

Ma la strada di Spadafora non inizia con i diritti dell’infanzia ma molto, molto prima. Segretario particolare dell’allora governatore della Campania Andrea Losco, dopo una breve e poco intensa parentesi in politica locale, il giovane fa il grande salto a Roma. Francesco Rutelli nel 2006 lo promosse a capo della sua segreteria al ministero dei Beni culturali. Questo perché, dicono i più, ad accorgersi dell’enfant prodige fu in realtà prima Pecoraro Scanio, piazzandolo per primo nella segreteria dei Verdi. C’è una unica ombra nella carriera folgorante dello Spadafora. Una telefonata intercettata dai Ros di Firenze nella maxi-inchiesta della Procura di Perugia sull’aggiudicazione degli appalti per i grandi eventi (in cui fu coinvolto Guido Bertolaso).
Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio nazionale dei lavori pubblici, chiese a Spadafora “una cortesia”: piazzare da qualche parte il figlio Filippo. Un breve stage a 900 euro al mese nella celebre associazione per i diritti dei bambini. «Pensavo che con i suoi contatti avrebbe potuto aiutare l’Unicef», disse poi il giovanotto in una intervista a Sette Corriere. Spadafora, al tempo presidente Unicef rispose con un ironico “Agli ordini presidente“. Un sì sinistro, che finì sui giornali. L ‘allora sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, quando lo nominò nel 2010 come presidente delle Terme di Agnano, rispose che per «sapere chi fosse Spadafora bisognava chiedere al Pdl». Si sbagliava. Il ragazzo è cresciuto vivendo il meglio del centrosinistra italiano. Corteggiato da Scelta civica Spadafora è anti-renziano nella sua “Terza Italia”, libro dove ringrazia Stefania Berbenni, che lavorò con lui come  coordinatrice dell’area stampa e comunicazione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per 95mila euro lorde, per presentare il quale gira l’Italia in lungo e in largo.  Ora il ragazzo ci riprova, chiamato laddove c’è un futuro quasi certo: gli uffici del vicepresidente che di fatto guida il Movimento 5 stelle dopo Gianroberto Casaleggio. Chiamato da Luigi: da campano a campano. Altro che curriculum on line.

(in copertina ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)