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Troppo stupidi per votare?

Secondo uno studio della Cornell University gli elettori non sarebbero in grado di prendere decisioni ragionate

La democrazia: i suoi problemi, i suoi rischi e le sue debolezze. Ad esempio, c’è un vecchio luogo comune che si chiede se gli elettori non siano, in generale, troppo poco intelligenti per fare delle decisioni razionalmente sostenibili. Ebbene, questa frase un po’ poco fiduciosa nei confronti delle masse rischia di diventare una verità con fondamento scientifico.

IL PROBLEMA ALLA BASE – C’è una ricerca portata avanti dalla Cornell University, che analizza l’elettorato statunitense e sostiene che i cittadini americano non siano, in generale, sufficientemente intelligenti per scegliere in maniera ragionata. Ce ne parla il Daily Mail, citando le parole di David Dunning, psicologo alla Cornell. “Ci sono dubbi seri riguardo le attuali pratiche elettorali, e si sostiene che gli elettori, molto semplicemente, non sappiano cosa stia succedendo. Le migliori idee vengono tralasciate proprio per questo motivo, e alle elezioni di solito prevalgono i candidati mediocri”, scrive il Mail. “Le idee più sagge sono di solito difficili per le persone, perché di solito non si ha la sofisticatezza per riconoscere quanto sia buona un’idea”, dice Dunning. “Conoscere per deliberare”, è un po’ il fondamento della democrazia: secondo lo studio di Dunning, questa semplice regola viene sistematicamente disattesa.

POCA INTELLIGENZA – “Si è visto che se le persone non sanno nulla di riforma fiscale, è incredibilmente difficile che i votanti siano in grado di identificare i candidati che sono veramente esperti” in materia. In breve, dunque, “se si è incompetenti, si è anche pessimi dell’incompetenza delle altre persone”. Non solo: le persone poco intelligenti e poco informate non sono nemmeno in grado di valutare la propria conoscenza e competenza riguardo una materia: “Si è visto che le persone valutano la propria performance sempre come “sopra alla media” – anche se le persone in realtà sono proprio alla base della scala. Persino quando Dunning e i suoi colleghi hanno offerto una ricompensa di 100 dollari a chi fosse stato in grado di valutarsi accuratamente, i partecipanti allo studio non sono stati in grado di farlo”. E, continua lo studio, “se si hanno dei problemi nella conoscenza di una data area, non si è nella posizione di valutare i propri limiti e i limiti degli altri”. E questo, in politica, diventa davvero dannoso.