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IQOS, la sigaretta che non fa male: riscalda il tabacco, invece di bruciarlo

Apri Toxicologica Sciences e scopri che forse, il vizio del fumo, può non essere così dannoso. E questa volta non pare l’alibi di qualsiasi emulo di Humphrey Bogart, che non riesce a resistere a tenere quell’oggetto tra l’indice e l’anulare e cerca ogni scusa per poter continuare a godersi quel momento di svago e di rilascio di tensione, ma piuttosto una piccola grande rivoluzione.

La rivista ufficiale della Society of Toxicology ce lo dice svelandoci l’uovo di Colombo della riduzione del danno da fumo: il tabacco non devi bruciarlo, “basta” riscaldarlo. La ricerca scientifica da cui è partito tutto è della Philip Morris International, sicuramente interessata a pubblicizzare il suoi prodotti a potenziale rischio ridotto (i cosiddetti Reduced-Risk Products, gli RRP su cui si lavora nelle nuove strutture dell’Emilia Romagna annunciate qualche mese fa e che hanno portato diversi posti di lavoro in Italia) e che ha scelto per l’analisi su iQOS, sorta di aerosol di tabacco che mantiene l’esperienza del fumo, diminuendo l’impatto dell’odore di una sigaretta e soprattutto, in assenza del processo di combustione, i danni alla salute di chi ne usufruisce.

Fino a poco tempo fa, era una teoria supportata dall’esperienza di molti che hanno ravvisato un miglioramento nelle proprie condizioni di salute, ora però la casa produttrice di iQOS ha deciso di sottoporre all’esame della comunità scientifica quest’oggetto potenzialmente rivoluzionario, con la pubblicazione su riviste peer review – che consentono lo scrutinio indipendente di terzi, quella che viene chiamata “verifica tra pari” – delle risultanze degli esami su Platform 1, messo in commercio, appunto come iQOS.

L’esperimento è piuttosto semplice, un confronto parallelo della durata di otto mesi del fumo della sigaretta, della cessazione totale e della sostituzione della suddetta con, appunto, il sistema iQOS. Il primo effetto evidente, soprattutto riguardo al rischio di malattie cardiovascolari e patologie polmonari critiche, è un’inversione di tendenza netta nel secondo (ovviamente) e nel terzo caso rispetto all’uso della sigaretta continuativo. In particolare, per quanto riguarda l’uso di Platform 1 e quindi di iQOS porta a una media del 90% di riduzione di effetti, danni e rischi, confermato nell’ambito di un periodo di tre mesi, mentre nel ciclo completo di otto mesi, addirittura, l’esposizione continuativa all’aerosol Platform 1 non sarebbe diverso da quella all’aria pulita.

Questa ricerca scientifica prolungata, volta alla valutazione del prodotto con studi clinici e di laboratorio così come su indagini comportamentali dei potenziali consumatori, sono volti ovviamente all’immissione sul mercato di un prodotto che ora sarà al vaglio, con il metodo peer review (sono ben 200 le riviste scientifiche raggiunte dalla conclusione di questa analisi), di tutti gli scienziati che vorranno confermare o dissentire da questi risultati.

Fino ad ora, la diminuzione di inalazione di sostanze nocive di chi ha usato l’iQOS così vicino a chi ha totalmente smesso di fumare, rappresenta una potenziale rivoluzione. Che potrebbe partire proprio dall’Italia.

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