Valentina Tarallo
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Valentina Tarallo, la studentessa italiana uccisa a Ginevra

Giallo a Ginevra. Una studentessa italiana di 29 anni, Valentina Tarallo, è stata uccisa intorno alle 23.30 dell’11 aprile 2016 nei pressi dell’ospedale universitario della città svizzera. La ragazza sarebbe stata aggredita da un uomo che avrebbe cercato di sottrarle la borsa. La vittima avrebbe opposto resistenza scatenando la reazione del ladro, identificato in un giovane africano di circa 20 anni alto un metro e 90 che l’avrebbe presa a sprangate in testa fino a ridurla in fin di vita.

Valentina Tarallo
Polizia svizzera a Ginevra (ANSA/EPA/MARTIAL TREZZINI)

VALENTINA TARALLO, I TESTIMONI: «URLA STRAZIANTI»

 

Repubblica riporta la voce di un testimone, un ragazzo residente a breve distanza dal luogo dell’aggressione: «L’ho vista per terra, che perdeva molto sangue. Accanto a lei si trovava una sbarra in ferro lunga 60-70 centimetri, probabilmente l’arma con cui è stata ridotta in fin di vita». Un inquilino dello stabile in cui si è consumata l’aggressione ha parlato di urla agghiaccianti e di un rumore sordo di colpi. La vittima secondo le prime informazioni fornite dalla polizia svizzera stava rientrando a casa dopo una giornata di stage nel’ospedale.

VALENTINA TARALLO, LE AUTORITÀ: «COLPA DEI MIGRANTI? ANDIAMOCI PIANO»

 

Mauro Poggia,  ministro responsabile degli Affari sociali del Canton Ginevra, ha dichiarato che la zona in cui si è consumata l’aggressione «non è per nulla pericolosa». Poggia, parlando dell’origine del presunto responsabile dell’omicidio che i testimoni avrebbero identificato in un giovane di carnagione scura getta acqua sul fuoco allontanando l’idea che possa trattarsi di un rifugiato: «Non vorrei si pensasse sia un migrante. Andiamoci piano».

VALENTINA TARALLO, CHI ERA LA DONNA MORTA A GINEVRA DOPO UN’AGGRESSIONE

Valentina Tarallo era una dottoranda al dipartimento di fisiologia cellulare dell’università di Ginevra, dove lavorava all’identificazione dei MicroRNA coinvolti nella regolazione del metabolismo. Il suo aggressore al momento risulta irreperibile. Saranno fondamentali le indicazioni date dai testimoni per cercare d’individuare il responsabile dell’aggressione.