Davide Casaleggio
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Davide Casaleggio e quella “Ola” che gli servirà per guidare il Movimento 5 stelle

C’era quando Beppe Grillo incontrò Nick Farage, c’era quando ci fu il primo incontro fisico tra gli Amici di Beppe Grillo a Milano, nel 2005, ed era presente quando i primi eurodeputati M5S approdarono a Bruxelles. Davide Casaleggio è cresciuto all’ombra del padre Gianroberto. Classe 1976, primogenito del guru del Movimento 5 stelle e della mamma Elisabeth Clare Birks, Davide Federico Dante Casaleggio ha sempre seguito papà, prima da consulente interno della società internet Webegg, poi come socio della Casaleggio Associati srl e infine al timone del blog di Beppe Grillo.

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Con Gianroberto aveva un legame molto stretto, che compensava il divorzio subito in casa e la mamma Elisabeth che scelse di tornare, dopo la rottura con il marito (conosciuto a Olivetti) nel Regno Unito. Bimbo prodigio con gli scacchi, amante degli sport estremi, ma sopratutto schivo come il padre, ultimamente Davide ha preso in mano le decisioni più delicate sul Movimento. Specialmente negli ultimi due anni.

LA MORTE DI GIANROBERTO CASALEGGIO

DAVIDE CASALEGGIO E IL PERCORSO ALL’OMBRA DEL PADRE

Laurea in Economia (con specializzazione in e-Business) alla Bocconi, Davide è sempre stato «tra i primi». Gran Maestro di scacchi a soli 12 anni, appassionato della Fuga di Alcatraz, ovvero un durissimo thriathlon (nuoto, bici, corsa) Davide eccelle, ma senza farlo pesare. Elargisce consigli al quartier generale, chiede senza alzare mai il tono della voce. Legato a Paola Giannotti, vive con lei nella ottocentesca Villa Del Garda. Con lei condivide viaggi in giro per il mondo. E lavora, da sempre, a testa bassa. Il braccio operativo, Davide Casaleggio è il “San Pietro” che ha in mano le chiavi del blog, le votazioni on line, i meet up. Il ragazzo ha perfino la stessa r moscia del padre. Ma manca qualcosa. La linea politica è stata da sempre un aspetto poco curato dal primogenito. Ed è su quello che si apre una partita molto importante tra i 5 stelle. La morte di Gianroberto, dopo una lunga malattia, non lascia impreparato il Movimento. Ma è sentita comunque come prematura. Come una sfida, l’ennesima, in cui il Movimento completerà la sua evoluzione. Quella iniziata dall’uno vale uno e cresciuta con la nomina di un direttorio, quella partita con riunioni fiume nelle stanze in affitto e finita nelle comunarie on line. Il MoVimento 5 stelle è destinato a cambiare ancora. Ora il “delfino” che ha seguito da sempre il papà e che spesso ha risolto crisi complicate nel quartier generale deve crescere in fretta. Deve prendere quella Ola citata nel suo “Tu sei rete”. «Se una sola persona – spiega Davide nel suo libro – dovesse ordinare a uno stadio intero di alzarsi ed abbassarsi, per formare un effetto onda, gli ordini da impartire sarebbero troppi. Tuttavia, gli spettatori riescono a creare un tale effetto senza che nessuno li guidi. È sufficiente che qualche decina di tifosi dia il via, perché si formi un’onda umana. Il concetto di organizzazione lasciata all’organizzazione del singolo è applicabile anche alle aziende». E perché no anche ai Movimenti.