L’incidente ‘segreto’ della Costa Voyager

Un rogo al ponte tre senza conseguenze per i passeggeri a inizio Febbraio Non c’è due senza tre. Dopo la...

Un rogo al ponte tre senza conseguenze per i passeggeri a inizio Febbraio

Non c’è due senza tre. Dopo la Concordia e l’Allegra, una terza nave della flotta Costa ha conosciuto delle difficoltà in acqua. Un incendio si è infatti sviluppato a bordo della Costa Voyager nella notte tra i sei e il sette febbraio sul Mar Rosso. Ne parla l’Express.

L’INCIDENTE D’INIZIO FEBBRAIO – Quindi, tra i 32 morti della Costa Concordia e la deriva al largo delle Seychelles della Costa Allegra a causa di un rogo in sala macchine, è toccato agli 800 passeggeri della Costa Voyager rimanere in balìa degli eventi in attesa della conclusione dell’emergenza, al largo del Mar Rosso. Un testimone a bordo della nave al momento dell’incidente, che ricordiamo è avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, ha riferito di un incendio avvenuto al ponte 3 della nave, a livello delle cabine: “Siamo stati svegliati in piena notte da un messaggio di allarme evidentemente destinato al personale di bordo. Il messaggio era in italiano, ma ripeteva sempre pericolo a bordo”.

Una volta dato l’allarme, il testimone, chiamato Pierre, è uscito dalla sua camera ed ha assistito a scene di panico nei corridori. “Molti passeggeri avevano addosso il loro gilet di salvataggio. Fa paura svegliarsi con degli avvertimenti di questo genere, specie dopo che la Concordia si era schiantata sugli scogli del Giglio da meno di tre settimane”. Lo staff invitava i passeggeri a rientrare nelle loro camere, con la sicurezza che avessero tutto sotto contollo.

NESSUN PERICOLO REALE - Fortunatamente l’emergenza è stata meno drammatica rispetto a quanto accaduto alla Concordia e all’Allegra. L’incendio è stato rapidamente domato dall’equipaggio e i danni sono stati solo di tipo materiale: moquette bruciate e cabine allagate a causa dell’impianto anti-incendio. “Posso assicurare -ha scritto il capitano della nave in una lettera indirizzata ai passeggeri- che duante il breve periodo d’allarme, la situazione è stata sempre sotto controllo grazie al sistema di sicurezza. L’equipaggio poi è stato in grado di gestire l’emergenza”

NON PARLIAMONE, E’ MEGLIO - A differenza di quanto successo sulla Costa Allegra, le fiamme non hanno danneggiato le eliche impedendo così ai passeggeri di proseguire nella loro crociera. La Costa Voyager difatti ha potuto continuare il suo percorso senza incidenti. Probabilmente questo incendio è stato causato da un mozzicone di sigarette, ma la compagnia, contatta da L’Express, ha rifiutato di dare qualsiasi spiegazione relativa alle cause dell’incendio, ma ha anche detto che ormai tutto si è risolto per il meglio e che quindi non è il caso di parlarne ancora.

IL CASO DELLA COSTA EUROPA - E a proposito di cose di cui è meglio non parlare, il 26 febbraio 2010, quindi ben prima del caso Schettino, l’Ansa ha lanciato una notizia passata sotto silenzio relativa a un’altra nave Costa. La nave Costa Europa ha urtato un molo a Sharm el Sheik, in Egitto. L’incidente, provocato da una forte mareggiata e dal vento teso -queste le motivazioni del Comandante Giancarlo Cha- ha causato la morte di tre marinai.

VENTO ASSASSINO – A bordo tra i 1400 turisti c’erano 305 italiani. I tre componenti dell’equipaggio sono stati uccisi dalle lamiere squarciatesi nell’impatto mentre dormivano nelle loro cabine. Sono state le proibitive condizioni meteorologiche, in particolare un improvviso colpo di vento piu’ forte degli altri, a spingere la nave contro lo spigolo della banchina che ne ha squarciato la lamiera sulla fiancata destra. A perdere la vita in quell’occasione furono un brasiliano di 34 anni, parrucchiere a bordo, un honduregno di 50 anni ed un indiano di 31, entrambi aiutanti di cucina.