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pubblicato il 5 marzo 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Nel clima da nuova inquisizione dell’Italia del 2009 il caso dello stupro della Caffarella combacia quasi alla perfezione con quello piu’ famoso di Sacco e Vanzetti. Stessi errori, stessa storia che si ripete.

Vi ricordate la vicenda di Sacco e Vanzetti? Due anarchici italiani mandati alla sedia elettrica negli anni ‘20 negli Stati Uniti per l’omicidio mai commesso di due guardie giurate. All’epoca l’America veniva invasa da torme di immigrati eruopei, per lo piu’ italiani e irlandesi. Molti erano in pessime condizioni finanziarie, facevano lavori umili sacco%20vanzetti Sacco Vanzetti versione 2009che un americano non avrebbe mai fatto. I livelli di istruzione erano bassi, molti erano di fatto analfabeti. L’America benestante aveva paura di questa invasione. I primi a pagarne le spese furono gli italiani delle numerose comunitá di New York, Boston, Chicago. Sacco e Vanzetti erano anarchici con idee eversive e forse parteciparono ad attentati terroristici in passato, ma furono sicuramente innocenti per il caso dell’omicidio delle guardie giurate. Vanzetti aveva un viso da delinquente, non c’é dubbio, con quel suo naso da pugile. Sacco sapeva a malapena parlare l’inglese. Le loro sporche facce riempirono i giornali dell’epoca per mesi, ben prima che fossero giudicati colpevoli.  La signora Nichols disse dopo alcuni anni di riconoscere i due e la sua testimonianza fu determinante. Sacco e Vanzetti furono mandati alla sedia elettrica il 23 Agosto del 1927. Oggi il caso viene studiato all’universitá come la piú evidente dimostrazione che testimonianze, prove, trials e quant’altro dovrebbero essere prese con le pinze quando la societá é in preda a delirii collettivi. All’epoca non esisteva la prova del DNA. Se ci fosse stata forse Sacco e Vanzetti sarebbero ancora vivi. Ma siamo sicuri che gli inquirenti avrebbero comunque cercato tra altri delinquenti della comunitá italiana per trovare un colpevole ed un’altra signora Nichols avrebbe trovato straordinarie rassomiglianze tra i nuovi arrestati e quelli che ha visto nelle foto per mesi nei giornali.

LA STORIA SI RIPETE E NON SI IMPARA MAI DA ESSA – E’ vero, il caso Sacco-Vanzetti e l’odierno Loyos-Racz sono diversi. Omicidio e stupro, una confessione che si rivela falsa e nel primo caso sedici testimoni dell’innocenza di Vanzetti ecc. ecc. Ma il clima, le modalitá di arresto, il comportamento dei media, tutto combacia. I giornali hanno per giorni pubblicato le foto dei due rumeni come fossero i colpevoli. Racz come Vanzetti ha un aspetto da delinquente, una faccia da pugile. E forse come Vanzetti ha qualche grana con la giustizia in sospeso. Racz come Sacco non conosce la lingua del posto di residenza. Eppure le vittime dello stupro ammettono che i due si scambiavano frasi in italiano. Uno dei due arrestati ha confessato, ma solo dopo aver incontrato a porte chiuse un caffarella stupro arrestati  268x201 10aeee48f28369dfcdf4c2979537ca06 Sacco Vanzetti versione 2009team di poliziotti ed investigatori rumeni. Qualcuno lo ha spinto a dire quello che ha detto. Forse gli hanno promesso qualcosa, chiudere un occhio per passate malefatte? O forse deve coprire qualcun altro?

SONO STATI COMUNQUE DEI RUMENI - Sta di fatto che le prove di Dna e impronte digitali li scagionano. Eppure gli inquirenti continuano a dire che sono stati due rumeni. Come se una ragazza mentre viene stuprata capisce la differenza tra il rumeno, l’albanese, il croato o il serbo (tutte lingue diversissime per carita’, ma l’italiano medio non distingue la Cina da il Giappone, figuriamoci). Tutto nasce da una seconda testimone, una moderna signora Nichols, la quale mentre soccorreva la ragazza dopo il tragico fatto, dice di aver sentito la ragazza parlare di due rumeni. Incredibile. E’ bastata questa testimonianza a far scattare la caccia al rumeno. Presi una ventina di rumeni da un campo nomadi, fatte le foto segnaletiche, la ragazza ha scelto quello con la faccia da delinquente, la faccia da pugile, il Vanzetti della situazione. E tutto questo dopo mesi di martellamento mediatico sulla comunita’ rumena, foto in prima pagina di Racz e Loyos. Per capire il clima delirante in cui l’Italia e’ finita basti leggere poi i commenti all’articolo del Corriere.it di ieri. Si va dalle classiche frasi “basta con questo buonismo!” alle tribali “e se fosse stata vostra figlia?” finanche alle complottiste “come possiamo fidarci delle prove del Dna? E’ evidente dalle testimonianze che sono loro.” L’Italia del 2009.