Come di consueto, uno sguardo allo sport più “maschio” e meno “violento” del panorama sportivo mondiale. Come sta andando il torneo delle sei nazioni, fra novità, conferme e qualche piccola scaramuccia
La terza giornata del Torneo delle Sei Nazioni di rugby celebrata nel weekend e’ stata all’insegna delle costanti. L’Italia si becca gli usuali venti punti di scarto e non riesce a segnare manco una meta; anche l’Inghilterra trova gli
abituali due cartellini gialli (succede da 5 partite) ma riesce a rimontar ein inferiorita’ numerica e perde per un soffio. Poi c’e’ la Francia: l’eterna incompiuta capace di tutto stavolta in formazione sperimentale, produce una prestazione esaltante e rifila ai campioni in carica gallesi la prima sconfitta in nove gare.
PRIMO TEMPO - Partiamo dai cugini transalpini: avevano raccattato in precedenza una sconfitta giocando non male a Dublino e una vittoria tra i fischi a Parigi con la Scozia; ora i Transalpini privi di alcune pedine fondamentali per infortunio o per scelta tecnica, ricevevano in notturna i campioni in carica del Galles reduci da due convincenti vittorie. Coach Lievremont ha responsabilizzato i ventenni: oltre al gia’ sperimentato tolosano Medard inserisce in mediana Parra del Bourgoin, club di bassa classifica, Bastareaud (cugino di William Gallas ex capitano dell’Arsenal) al centro della linea arretrata – l’attacco nel rugby – e s’inventa il centro Baby per il ruolo di apertura: per i mangiatori di pane e calcio, come dire Pinzi del Chievo e Cannavaro del Napoli titolari in nazionale e Bonazzoli al posto di Del Piero. L’azzardo riesce grazie anche a un pizzico di fortuna nella sfortuna: Benoit Baby s’infortuna quasi subito ed entra Francois Trinh Duc, altro solido ventenne franco-vietnamita piu’ familiare col ruolo; non fara’ nulla di eclatante ma
fornira’ equilibrio e ulteriori soluzioni tattiche. Il Galles e’ il solito cobra, apparentemente rannicchiato nella sua potente difesa ma sempre pronto a colpire mortalmente alla minima distrazione. Difatti passa in vantaggio al 25′ con la meta dell’estremo Lee Byrne propiziata da uno sfondamento di Shanklin. Dopodiche e’ solo Francia, concitato fine gara a parte: attenti in difesa, cattivi ma “composti” davanti, i Galletti detengono l’iniziativa per tutta la partita senza frilli o distrazioni, ognuno esegue pedissequamente e con sacrificio il piano di gioco; di fatto riescono ad annullare i rinomati attaccanti gallesi tra cui Shane Williams giocatore dell’anno 2008. Finisce 21-16 grazie alle mete di Dusatoir e Heymans e alle punizioni piazzate da Parra. Una grande lezione sul potere della motivazione e sul potenziale di giovani aggressivi e disciplinati, ovviamente se si possiede un grande bacino di giocatori di ottimo livello come quello dei transalpini. Nel tardo pomeriggio di sabato a Dublino la superclassica Irlanda – Inghilterra: riusciranno gli inglesi a tenere sotto controllo l’attitudine al gioco falloso? Sono gli irlandesi finalmente saldi nei nervi per approfittare del passo falso gallese prendendo la testa del torneo? Il mostruoso pack bulldozer dalla regione di Munster, il sudovest dell’Isola Verde, inizia subito a macinare pian piano avversari e metri di campo ma gli inglesi pur costretti sulla difensiva sembrano disbrigarsela con discreto ordine. Non dura a lungo: col passare del tempo e delle energie i vicecampioni del Mondo tornano al loro gioco “sporco” e beccano sette calci di punizione in un tempo, saranno ben sedici alla fine. Gli irlandesi pero’ non riescono a finalizzare questo vantaggio causa la giornata no di uno dei loro campioni, Ronan O’Gara che finira’ la partita con soli due calci piazzati su sei tentativi. Il primo tempo di una partita dura, bloccata e bruttina si chiude tre a tre.



