Ecco il reddito di Mario Monti

21/02/2012 - Finalmente pubblicata sul sito del governo la denuncia di compensi e proprietà del premier Nel 2010 Mario Monti ha dichiarato un milione e mezzo di euro (1.515.744 euro), dei quali 639.492 versati al fisco come Irpef e 21.089 di addizionale

     
 

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Finalmente pubblicata sul sito del governo la denuncia di compensi e proprietà del premier

Nel 2010 Mario Monti ha dichiarato un milione e mezzo di euro (1.515.744 euro), dei quali 639.492 versati al fisco come Irpef e 21.089 di addizionale regionale. E’ quanto emerge dalla denuncia dei redditi pubblicata dal presidente del Consiglio sul sito del governo.

L’APPARTAMENTO A MILANO – Monti e’ proprietario al 100% di un appartamento a Milano e per il 50% di uno a Bruxelles. Tra gli altri beni immobili figurano un ufficio e due negozi a Milano, dei quali possiede il 40% della proprieta’, un altro appartamento, sempre a Milano, del quale e’ proprietario per il 50%, nove unita’ abitative e un negozio a Varese. Il premier e’ intestatario di due auto: una Lancia Dedra del 1995 e una Lancia Kappa del 1998.

CONTI CORRENTI – Cospicuo il patrimonio depositato in conti correnti, depositi titoli e gestioni patrimoniali per un totale di 11 milioni 522 mila euro. Monti non possiede azioni di singole societa’, ma fondi comuni, Etf, gestioni patrimoniali che investono anche in azioni, a totale discrezione del gestore e senza coinvolgimento del dichiarante. Dal documento pubblicato sul sito Internet del governo risulta che Monti ha rinunciato al compenso da premier e da ministro dell’Economia. Lo stipendio da senatore e’ di 211.502 euro annui lordi. (AGI)

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39 Commenti

  1. Lido Tedeschi scrive:

    Un reddito di 1 milione e mezzo non è poca cosa. Mi piacerebbe sapere la provenienza, che a parte investimenti e stipendio da professore presumo siano dovuti a consulenze.
    Qualcuno ne sa di più?
    Grazie

  2. giuseppe scrive:

    e bravo il nostro premier che ci dice di fare economia con i notri salari e pensioni e poi non sa come tagliare le spese e i stipendi dei parlamentari che oggi non si definiscono piu tali ma ben
    sì lavoratri,e dire che ce ne sarebbero di tagli da fare a cominciare proprio dal tuo stipendio

  3. Antonio Di Giuda scrive:

    Dai dati pubblicati si può constatare che, quando il reddito lo consente, pur pagando tasse di un certo tenore quello che rimane consente un tenore di vita decente. Quando si vuole giustificare l’aumento pauroso del gettito fiscale per le case con il fatto che li valori catastali non sono stati mai adeguati, perché, non si applica la stessa motivazione alle retribuzioni. Guadagnare 1.600.000 euro e pagarne di tasse 700.000 e’ una cosa, guadagnarne 1.200,00 al mese e pagarne anche 1.000,00 in piu’ e, un altra. Soprattutto quando tutto cio’ viene seguito dagli aumenti dei beni necessari per una vita normale. Quando ci chiedono di partecipare con sacrificio alla salvezza della nostra patria, mi domando: la Patria di chi? Quella del libero mercato fatta dai soliti imprenditori e professori dai guadagni e profitti facili, anche quando non lo meritano , o quella della cosa pubblica che puo’ sopravvivere ed essere garantita solo dalla contribuzione dei cittadini e non dai profitti.

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