Perché la banca non ti presta più soldi

20/02/2012 - I no degli istituti di credito alle richieste di finanziamento. E i motivi Perché le banche non prestano piu’ soldi, o lo fanno con grandi difficoltà? Oggi Repubblica pubblica uno speciale a cura di Valentina Conte nel quale si raccontano

     
 

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I no degli istituti di credito alle richieste di finanziamento. E i motivi

Perché le banche non prestano piu’ soldi, o lo fanno con grandi difficoltà? Oggi Repubblica pubblica uno speciale a cura di Valentina Conte nel quale si raccontano le storie di chi si è presentato allo sportello per chiedere un prestito e si è sentito rispondere di no:

Coppie alla ricerca del mutuo per la prima casa, posto fisso. Piccole ditte ben avviate con il sogno di espandersi, sempre in regola. Medie aziende specializzate, sane, ma a corto di liquidità perché lo Stato paga male e tardi. Anziani a un passo dalla pensione, poi negata per pochi spiccioli da ripianare. Le storie dei lettori, rimbalzate su Repubblica.it e qui selezionate, dopo gli approfondimenti sulla nuova stretta del credito che incombe su imprese e famiglie, ci raccontano di un’Italia che fatica, che ha bisogno di soldi per ripartire, che bussa alle banche.

E che ottiene quasi sempre un “no” come risposta:

Nonostante garanti e garanzie, specchiata affidabilità finanziaria, bassi insoluti, solide storie di imprenditorialità. Il credit crunch, la contrazione del credito, l’intoppo nel flusso del denaro nei canali dell’economia reale, è tutto qui. In quei 20 miliardi negati agli sportelli a dicembre, un calo record rispetto all’anno precedente. In quei prestiti sempre più cari e misurati con il contagocce. In quel grido d’allarme di imprese e famiglie in apnea. «È cruciale che l’economia non entri in asfissia creditizia, deperendo e trascinando con sé anche le prospettive del sistema bancario», ha auspicato due giorni fa il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, dopo aver certificato che il 2012 sarà, ancora, un anno di recessione.

Le storie piu’ tragiche sono quelle in cui ‘è tutto in regola’, come questa raccontata da Andrea Scorza:

Io e mia moglie siamo due impiegati paracomunali a tempo indeterminato di 30 e 35 anni, senza prestiti attivi o pendenze. Da circa un anno cerchiamo di ottenere un mutuo per la costruzione della nostra prima casa di circa 240mila euro e non riusciamo ad averlo, nonostante garanti e case in garanzia. È veramente uno scandalo che la Bce abbia prestato miliardi di euro alle banche a tassi bassissimi senza accertarsi che queste poi reinvestano i soldi facendo girare l’economia, prestandoli alle aziende in difficoltà o finanziando i cittadini.

E quella di questa piccola azienda:

Piccola azienda con otto dipendenti, dopo la crisi ridotti a quattro, ben funzionante ma senza fido, senza carta di credito, con un libretto di assegni alla volta. Però le banche continuano a pretendere il saldo immediato del pregresso, rifiutandosi di rateizzarlo in tempi sopportabili. Se lo stress non mi uccide, continuerò ancora un po’, se un giorno mi alzo dalla parte sbagliata del letto chiudo tutto e mi metto a lavorare in nero sul web e nei mercatini. Così ci saranno altri quattro disoccupati e un’azienda che paga tante tasse in meno.

     
 

7 Commenti

  1. franco55 scrive:

    La verità è un altra: le banche sono soggette alla legge anti-usura, per cui, quando prestano soldi, non possono superare un determinato tasso di interesse. Le stesse banche sono proprietarie direttamente o indirettamente di società finanziarie, a cui la legge si applica permettendo di apporre un tasso di interesse più alto. ergo, vai in banca e ti senti dire che loro non possono darti i soldi, ma la finanziaria XXX si, la quale applicherà un tasso maggiore (ho visto contratti al 23.75% di tasso, con i miei occhi). Inutile dire che le banche ci guadagnano di più così, esponendo ai debiti famiglie e anziani, poichè le finanziarie prestano soldi pure ai protestati e ai novantenni. Poi cosa succede?? non basterà una vita a pagare gli interessi e dopo aver spremuto il debitore a dovere, rientrando ampiamente del mutuo, la finanziaria, cede il debito ad una società di riscossione che nella maggioranza dei casi ha sede in Puglia o nel sud Italia, in zona mafia-camorra etc. Loro si prenderanno la casa e ci lasceranno le lacrime.

  2. franco55 scrive:

    La risposta c’è ed è articolata: le banche sono soggette alla legge anti-usura, che non permette loro di prestare denaro superando un certo tasso fissato periodicamente. Le stesse banche sono proprietarie, direttamente o indirettamente, di società finanziarie, a cui la legge anti-usura si applica con modalità differenti, permettendo l’applicazione di tassi più elevati (ho visto io stesso contratti con un tasso del 23,75%). Facile capire che se vado in banca per chiedere un prestito, mi dicono che la banca non potrà accordarlo, ma la finanziaria XXX si. Ci guadagnano di più e tutto a norma di legge. Poi succede che la finanziaria XXX, dopo aver spolpato il cliente con gli interessi esosi (i mutui vengono rilasciati anche a protestati e pensionati novantenni!!!!), cedono il credito a società di riscossione crediti che hanno stranamente sede nel sud Italia, nei distretti della criminalità organizzata. Loro concluderanno l’opera, senza andare per il sottile, portando via le proprietà ai poveracci. Ma questa è un’altra storia…

  3. Giacomo Boschi scrive:

    A quanto ho capito c’entra molto il fatto che in italia c’è poca concorrenza fra banche, e questo perché praticamente tutte le banche italiane sono controllate da fondazioni i cui membri sono di nomina politica, i quali sono interessati principalmente a conservare i propri privilegi e benefit, senza danneggiarsi troppo a vicenda. Questo provoca una specie di monopolio mascherato, dove nessuno è incentivato a fare meglio degli altri, e chi ci rimette è l’azienda privata o il privato cittadino. L’idea che ho recepito da siti come NoiseFromAmerika ed altri è che se si togliesse le banche dal controllo delle fondazioni, le cose migliorerebbero per tutti.

  4. angelo scrive:

    LA VERITA’ E’ CHE LE BANCHE,SONO PADRONE ANCHE DEI NOSTRI SOLDI.CHI CREDETE CHE ABBIA SPINTO IL GOVERNO AD OBBLIGARCI AD APRIRE IL CONTO CORRENTE? LE BANCHE, CHE TI DANNO DUE DITA NEGLI OCCHI DI INTERESSE SUI CONTI APERTI,PER POI DISSANGUARTI QUALORA DOVESSIMO CHIEDERE UN PRESTITO.POSSIBILE CHE PER PRELEVARE I MIEI SOLDI DAL CONTO DEBBA ANCHE DARE LE MOTIVAZIONI? IO PERSONALMENTE SAREI DELL’IDEA DI PRELEVARE TUTTI I SOLDI DAI CONTICORRENTI,LASCIANDO SOLO LO SRETTO NECESSARIO.
    MA COME IL COMUNISMO E’ FINITO IN RUSSIA ED E’ ATTUALE DA NOI,DOVE NON POSSIAMO PIU’ FARE QUEL CHE VOGLIAMO, NEL RISPETTO DELLA LEGGE E’ CHIARO SANNO TUTTO ANCHE QUANTE VOLTE ANDIAMO AL CESSO.PERCHE’? PERCHE’ FINO AD OGGI HANNO PERMESSO A TROPPA GENTE DI EVADERE LE TASSE,ED ORA LE CONSEGUENZE LE PAGHIAMO TUTTI.

  5. Chiara scrive:

    Per le banche è diventato rischioso concedere prestiti, in quanto la precaria situazione economica del paese può portare i debitori all’insolvenza. Questo è sbagliato perchè senza liquidità le famiglie non possono comprare i beni, le aziende non possono guadagnare e via dicendo lungo tutta la catena economica. In un paese come il nostro, basato sull’imprenditoria medio-piccola, questo porta al fallimento di molte aziende.

    PS (Franco55 anche le finanziarie e tutti gli istituti di credito sono soggette alle leggi anti-usura)

  6. luciano scrive:

    oggi per un istituto di credito conviene investire nei mercati del credito globale non certo prestarli a privati o imprese che poi non restituiscono il dovuto causa la crisi economica

  7. daniele scrive:

    CI STANNO UCCIDENDO PIANO PIANO…. MI SPIACE DIRLO MA SIAMO ARRIVATI ALLA FRUTTA….. GRAZIE A TUTTI

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