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pubblicato il 2 marzo 2009 alle 08:45 dallo stesso autore - torna alla home

Ho letto che in America è già best-seller “Blink” (battito di palpebre), che formula su basi scientifiche la teoria sull’affidabilità delle prime impressioni. Racconta come una rete di meccanismi neurologici -la cognizione rapida, ovvero il potere di pensare senza pensare- faccia si che la prima impressione sia quella più giusta. Secondo l’autore Malcolm Gladwell, uno da 40 mila dollari a conferenza incassati in un blink, analizzare tutti i dati e dilungarsi a cercare troppi elementi prima di decidere è dannoso: offusca la chiarezza del blink. Quindi se fossimo saliti sulla Pequod avremmo intuito subito che al capitano Achab era partita la brocca. E quel furbastro del papero di Konrad Lorenz ha realizzato immediatamente che se mammà non è presente al momento della nascita, tocca arrangiarsi con chi c’è. Ma soprattutto il blink è qualcosa che ho sempre sospettato: bastano i primi trenta secondi, il tempo di uno sguardo, per decidere se di qualcuno ci innamoriamo o no. I grandi amori si annunciano in modo preciso. Appea lo vedi dici: chi è questo stronzo?

Mirosa Parente

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