Sono costose. Non convengono alle banche. Che però accetteranno di ricapitalizzarsi con le obbligazioni del Tesoro. Per continuare a nascondere le loro perdite nei bilanci. Anche a costo di tornare ostaggio della politica
E’ notizia della scorsa settimana la firma da parte del ministro del Tesoro del decreto che istituisce i cosidetti “Tremonti Bond“, la nuova invenzione creata dalla fervi
da mente del commercialista di Sondrio per permettere alle banche di “ricapitalizzarsi“, tramite la sottoscrizione da parte dello Stato di obbligazioni subordinate emesse dalle banche stesse.
SUBORDINATO? SISSIGNORE! – Cosa sarebbero queste obbligazioni subordinate? In pratica alle banche sarebbe concesso di emettere dei bond che lo Stato si impegna ad acquistare entro un certo importo. Si dicono subordinate perchè, in caso di fallimento dell’emittente, sarebbero rimborsate solo dopo che tutti gli altri creditori fossero soddisfatti (cioè in pratica quasi mai). Inoltre pagano gli interessi solo nel caso che l’emittente produca un utile, rimanendo quindi infruttifere in caso contrario. Per questi motivi vengono considerate sia a livello di Basilea2 come facente parti del Tier1 (l’indice di solidità delle banche), sia da parte di Bankitalia come Patrimonio di Vigilanza, cioè quel patrimonio in base al quale le banche possono prestare più o meno soldi ai loro clienti.
STATO USURAIO O BENEFATTORE? – Leggendo così le cose sembrerebbe che questi bond siano un ottimo agli istituti di credito. E infatti Intesa-S.Paolo e Unicredit si mettono già in coda per 3 miliardi di euro ciascuno, seguite da tutte le altre banche nazionali, MPS, Banco Popolare, ecc con tagli minori. Ma rimane un problema di fondo che “stranamente” persino il Sole 24 Ore nel suo articolo di mercoledì scorso non accennava. Ovvero, il tasso di remunerazione di questi bond: dal 7,5 all’8,5%. Considerato che le emissioni di obbligazioni subordinate destinate al mercato negli ultimi mesi sono state remunerate con tassi pari all’Euribor più uno spread che al massimo arrivava al 1-2% (spesso anche meno), per un tasso finale ad oggi del 3-4%, ci si chiede perchè queste devono rendere il doppio allo Stato rispetto che agli altri sottoscrittori. Ma soprattutto ci si chiede quali banche siano messe così male da dover pagare il doppio di prima, un tasso che loro stesse non riuscirebbero ad applicare ai loro stessi clienti, se non a quelli ad altissimo rischio. Inoltre il decreto prevede che qualora le banche non rimborsassero i bond entro quattro anni, i tassi salgano progressivamente ogni anno. Un meccanismo che sembra preso paro paro dai prestiti usurai, ma allora perchè si stanno tutti mettendo in coda per prenderli questi bond?
IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO – Facciamo a rigor di logica quindi qualche ipotesi. Ipotesi “buona“: le più importanti banche italiane sono
messe tutto sommato bene come vuole anche la vulgata governativa, specialmente quella del pres.del.cons. quando deve smentire le sue sparate sulle nazionalizzazioni. Quindi questi pochi miliardi servirebbero giusto per dormire sonni ancora più tranquilli, portare il Tier 1 di tutte le banche interessate sopra il 7% e, visto gli utili che si continueranno a produrre, esse non avranno problemi a pagare la cedola dell’8,5%, magari inferiore al ROE e quindi comunque conveniente, e a rimborsare i bondi entro i quattro anni previsti. Ipotesi “brutta“: le banche italiane hanno l’acqua alla gola e questa iniezione di liquidità, seppur costosa, gli permetterebbe di tirare avanti per qualche tempo in attesa che la crisi molli la presa. Tanto poi la previsione per il prossimo anno è magari di vacche magrissime e senza utili (Intesa-S.Paolo ha già annunciato che non staccherà alcuna cedola per i suoi azionisti ad esempio) e quindi è pure probabile che questi bond non saranno remunerati. Inoltre questa soluzione che non prevede l’entrata dello Stato direttamente nel capitale placherebbe qualsiasi polemica di nazionalizzazione e manterrebbe i vecchi manager al sicuro sulle loro poltroncine. Ipotesi “cattiva“: i bilanci delle banche italiane sono messi come quelli delle altre banche europee, cioè che l’attuale valore in Borsa rispecchi realmente la qualità del loro attivo: un bagno di sangue.
























Ma a questo punto non potremmo credere che lo spread richiesto dal tesoro sia in linea con una valutazione del rischio in base ad analisi simili a quelle “basilea 2″?
E uno spread simile fa intendere che le banche italiche siano tra i peggiori debitori possibili.
Oppure è la tragica rivalsa del Tremonti odiatore di banche (che gl’han fatto quand’era piccino?) che di fronte la possibilità di umiliarle con tassi da strozzinaggio non c’ha pensato due volte…
(se son tassi da strozzinaggio mi viene da pensare a chi è uso adoperare certi metodi e mi vien da pensare sulla composizione del governo…affinità o…?)
“Oppure è la tragica rivalsa del Tremonti odiatore di banche (che gl’han fatto quand’era piccino?) che di fronte la possibilità di umiliarle con tassi da strozzinaggio non c’ha pensato due volte…”
Ma c’è il trucco, enrico
?_?
un aiutino? che mi sono perso dell’articolo?
L’unica cosa che mi viene in mente al momento è che il “buon” tremonti voglia forzare la mano ancora alla bce perché continui a stampare a spron battuto…
Comunque io son sempre a favore di simili aiuti di stato.
Perché poi non sarò io a pagarli attraverso maggiori spese bancarie o maggior prelievo fiscale.
O si?
“un aiutino? che mi sono perso dell’articolo?”
Niente!
E’ che domani o dopodomani facciamo una seconda puntata, mi sa
Altra cosa:
alla radio durante il gr2 di stamattina continuavano a dire che c’è solo una banca che li abbia richiesti.
Una, nessuna o tutte quindi?
ops, ok, oppure è l’ennesimo bluff…richiesta irragionevole sperando che nessuno accetti ma visibilità propagandistica dell’atto formale di offrire aiuto..non sarebbe nemmeno una mossa mal pensata..
Di fronte a questo tris (Leo, Ale, AG) ogni commento è davvero superfluo.
Solo uno: AG dovrebbe scrivere più spesso. Penso che ne avrebbe di cose da dire…^_^
Un sorriso un po’ di corsa.
C.
Carlo, sono d’accordo su AG
tremonti
fa stime di crescita poi puntualmente riviste al ribasso
cartolizza a pene di segugio
aggiusta i conti pubblici con artifici contabili
insomma un gran cazzaro