In loving
memory of Tangentopoli

17/02/2012 - Ma anche: choc al Tg1, si dimette il Presidente tedesco per un prestito. Che niubbo! Susanna Petruni ci introduce a una puntata che si preannuncia storica, visto che proprio in data odierna – guardacaso di Venerdì – cade l’anniversario di

     
 

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Ma anche: choc al Tg1, si dimette il Presidente tedesco per un prestito. Che niubbo!

Susanna Petruni ci introduce a una puntata che si preannuncia storica, visto che proprio in data odierna – guardacaso di Venerdì – cade l’anniversario di Mani Pulite. E’ un segno del destino che il presidente tedesco si sia dimesso proprio oggi? Certo che ci fa specie, vedere un politico che si dimette perché c’è un’indagine su di lui, soprattutto a noi che viviamo in un luogo dove invece i politici diventano tali per sfuggire le sentenze.

VOGLIAMO MANI PULITE -
Oggi le notizie sulla Grecia e sulla crisi ci interessano poco: forse per nostalgia, vogliamo subito l’amarcord su Tangentopoli. Vogliamo tornare ai vecchi bei tempi in cui, perlomeno, ci era concesso di prenderli a parolacce e monetine. Al periodo in cui, perlomeno, ci si è posti il problema: il che, rispetto alla situazione di oggi, è già qualcosa. Anche se un dubbio mi assale: dopo mani pulite abbiamo avuto questa classe dirigente. Siamo sicuri che ci convenga sfidare ancora la fortuna?

LA CORRUZIONE - Fa anche ridere il tempismo con cui sia “scoppiato” l’inedito bubbone corruzione. Oggi tutti si stracciao le vesti contro questa triste piaga italica, con il risultato che non si capisca come possa dilagare tanto, visto quanto siamo virtuosi. Fa ridere ancor di più se si pensa che stavamo per fallire giusto un paio di mesi fa, anche e soprattutto per colpa della corruzione, e i protagonisti della vita politica erano esattamente gli stessi di oggi. Ma allora che state dicendo? Che volete ancora? Che vi portiamo la topa con le orecchie?

ECCOCI QUA - Le manifestazioni di Milano ci rimandano con la mente ai bei vecchi tempi di Tangentopoli, quando si scoprì una cosa che tutti sapevano già ma (differenza con oggi), all’epoca riuscì non si sa come a diventare verità. Accettata e condivisa. Scandalo nazionale, piazze piene come in una sorta di primavera araba ante litteram, scene struggenti di monetine che danzano leggiadre nell’aere. E tanta, tanta rabbia, anche ingiustificata. Con tutte le sfumature che ci possiamo mettere, Tangentopoli poteva essere una svolta. Quella rabbia era una rabbia giusta, che avrebbe potuto proiettarci verso un futuro moderno e migliore. Ed è sfociata in una classe politica successiva ancor più vergognosa della precedente. Che non ha nemmeno il buon gusto, quando è smascherata, di farsi da parte. Che con sfacciata indisponenza finge di non comprendere la propria inadeguatezza. Davanti a questa spocchia, non sappiamo cosa rispondere da ben venti lunghi anni. Direi che è arrivato il momento di trovare le parole.

     
 

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