Pensione di reversibilità
|

Pensione di reversibilità, a chi spetta

Pensione di reversibilità a chi spetta?  Il governo, attraverso il suo disegno di legge delega per il contrasto alla povertà appena giunto in Commissione Lavoro alla Camera, vuole rivedere i principi che regolano l’accesso alle prestazione, legandola all’Isee (l’Indicatore della situazione economica equivalente). Una scelta che ha alimentato polemiche per il rischio di taglio dell’importo degli assegni.

PENSIONE DI REVERSIBILITÀ, A CHI SPETTA

Gli interessati alla pensione di reversibilità (che sarebbe più opportuno definire ‘pensione ai superstiti’) sono i familiari di lavoratori o pensionati deceduti. Nel primo caso si parla di ‘pensione di revesibilità’, nel secondo di ‘pensione indiretta’. Ad avere diritto all’assegno sono: coniugi o coniugi divorziati, figli minorenni o studenti o inabili, nipoti a carico dei nonni, genitori anziani, fratelli o sorelle non sposati e inabili. Nel dettaglio posnno chiedere ed ottenere la pensione ai superstiti innanzitutto il coniuge superstite, anche se separato, o il coniuge divorziato, se titolare di assegno divorzile. Posso poi chiederlo e ottenerlo i figli (legittimi o legittimati, adottivi o affiliati, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati) che siano minori, o inabili di ogni età, o studenti o universitari (con il limite del 26esimo anno di età), che alla data si morte siano a carico della persona deceduta.  Rientrano poi anche i figli non riconoscibili nati da un precedente matrimonio dell’altro coniuge del deceduto o minori regolarmente affidati da organi competenti a norme di legge. La pensione spetta poi anche ai nipoti minorenni, equiparati ai figli, se a carico della nonna o del nonno, anche se non formalmente loro affidati, alla data di morte del lavoratore o del pensionato.

PENSIONE DI REVERSIBILITÀ, FAMILIARI A CUI SPETTA

L’Inps, inoltre, ricorda che in mancanza di un coniuge, di figli e di nipoti della persona deceduta, la pensione può essere erogata ai genitori di età non inferiore ai 65 anni, non titolari di pensione, che alla data di morte del lavoratore (o pensionato) siano a suo carico. Oppure possono beneficiare dell’assegno i fratelli celibi inabili e le sorelle nubili inabili, non titolari di pensione, che alla data di morte siano a carico del lavoratore (o pensionato). Per inabile s’intende una persona impossibilitata a svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico. Il superstite viene invece considerato a carico del lavoratore o pensionato deceduto se si trova in condizioni di non autosufficienza economica (il reddito individuale, dedotti i redditi non computabili per legge, non supera l’importo del trattamento minimo della pensione maggiorato del 30%) o in condizione di mantenimento abituale (che si desume dall’effettivo comportamento nei confronti del superstite).

PENSIONE DI REVERSIBILITÀ, I REQUISITI CONTRIBUTIVI MINIMI

Si può ottenere la pensione di reversibilità dopo la morte di un lavoratore (quindi non pensionato) se ha maturato almento 780 contributi settimanali o, in alternativa, almeno 260 contributi settimanali di cui lmeno 156 nel quinquennio antecedente la data di decesso.

(Foto di copertina: ANSA / ETTORE FERRARI)