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Esteridi John B (John)
pubblicato il 3 marzo 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

ALABARDE SPAZIALI – Poi l’articolo se la prende con le bombe DIME, ovvero Dense Inert Metal Explosive. Si tratta di ordigni concepiti per ridurre al massimo i famigerati danga tuo02 Gaza: informazione e disinformazioneni collaterali. Anziché utilizzare esplosivo e metalli leggeri essi utilizzano esplosivo e metalli estremamente densi, come il tungsteno. In questo modo le schegge (più pesanti) non “viaggiano” troppo e la letalità è limitata a un raggio molto più ridotto. I due medici preferirebbero ordigni tradizionali, che uccidono e devastano per centinaia di metri? Parlano anche del possibile utilizzo di uranio impoverito: in realtà le DIME utilizzano il tungsteno. Poi tocca alle FAE, ossia gli ordigni Fuel Air Explosive. Si tratta di ordigni che liberano un aerosol combustibile la cui esplosione crea effetti devastanti sia dal punto di vista incendiario che della sovrappressione, come una minuscola bomba atomica. Sono armi che esistono da decenni e non sono proibite da nessuna convenzione. E’ poi la volta di misteriose bombe silenziose che vaporizzerebbero i loro bersagli. I due medici azzardano che si tratti di “armi a particelle“. Una specie di raggio disintegratore come quelli dei film di fantascienza degli anni cinquanta. Armi del genere non esistono. Probabilmente si tratta di normali bombe a guida GPS, come le JDAM. Queste bombe possono essere lanciate da aerei in volo ad altissima quota e colpiscono il bersaglio designato con assoluta precisione. Per limitare i danni possono essere riempite di cemento anziché di esplosivo. Non avendo sistema di propulsione né esplosivo, colpiscono il bersaglio in modo del tutto silenzioso. La loro precisione, velocità (per la caduta da quote altissime) e massa (cemento) possono effettivamente polverizzare il bersaglio. La carrellata delle “armi speciali” si chiude con le bombe cluster. Né Israele né gli altri paesi dell’area (escluso il Libano) hanno firmato l’accordo internazionale in materia (che comunque vieta solo gli ordigni che non abbiano determinati requisiti tecnici). Per il resto, i due medici parlano di esecuzioni di donne e bambini e di tiro al piccione contro le ambulanze. Che un’ambulanza possa trovarsi sotto il fuoco è verosimile (esiste il “fuoco amico“, figuriamoci se le ambulanze possono ritenersi indenni da certi rischi), ma la storia di vere e proprie esecuzioni di donne e bambini da parte dei militari israeliani ci sembra molto meno verosimile, specialmente se raccontata (e non documentata) in questi termini e da queste fonti.

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