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Esteridi John B (John)
pubblicato il 3 marzo 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Sull’operazione “Piombo fuso” ne son state dette e scritte di tutti i colori. Ma cosa è successo e cosa non è successo a Gaza?

Le guerre sono un’atrocità per definizione. Anche quelle “giuste”. Nel dicembre del 2008 le forze armate israelia Gaza: informazione e disinformazionene hanno bombardato e invaso la “Striscia di Gaza” allo scopo di sferrare un duro colpo ad Hamas e alle sue forze paramilitari, che a loro volta avevano attaccato obiettivi civili e militari israeliani attraverso il lancio di numerosi razzi. Nei combattimenti e nelle operazioni di rastrellamento, che hanno interessato anche aree con altissima densità di popolazione, i civili palestinesi hanno pagato un prezzo altissimo, con migliaia tra morti e feriti. Questo è ciò che è certamente successo a Gaza, ed è già abbastanza tragico (anche perché ha evidenziato l’assoluta incapacità della comunità internazionale di intervenire tempestivamente per prevenire e per interrompere la guerra) da rendere del tutto superflua ogni filosofica riflessione su colpe e responsabilità di palestinesi e israeliani. Il dato di fatto è che palestinesi e israeliani continueranno a darsele in eterno, con i secondi decisamente più forti e quindi più letali dei primi, fino a che la comunità internazionale non riuscirà a imporre (e a far rispettare) una qualsiasi condizione di tregua. Al contrario, intanto che si discute sulle ragioni di questo e di quello, da quelle parti si continuerà a combattere e a morire.

NUMERI E ARTICOLI - Ma c’è chi ci tiene a questo genere di discussioni e non manca di condirle con particolari di sicuro effetto scenico, come la descrizione dei corpi dilaniati (quasi che nelle altre guerre, quelle giuste, le bombe uccidano con soave dolcezza) e le accuse di aver utilizzato “armi non convenzionali” (in un conflitto, si badi bene, che di convenzionale non ha nulla). E’ il caso di un servizio pubblicato sul prestigioso sito di informazione medica The Lancet, tradotto (liberamente e convenientemente) e riportato su Megachip e citato anche da un articolo di Alessandro Bernardiniang swee 1 Gaza: informazione e disinformazione sul nostro Giornalettismo. Lasciamo perdere la traduzione di Megachip: già le prime righe, in cui appaiono i termini “inevitabili conseguenze”, del tutto assenti nel testo originale, ci convincono che è meglio leggere direttamente il testo originale in inglese. Diciamo subito che il Lancet è autorevolissimo quando si parla di medicina, ma questa autorevolezza non può estendersi pacificamente ad argomenti diversi. Lo dimostra la celebre bufala del conto dei morti causati dall’invasione americana in Iraq: il Lancet nel 2006 li calcolò in ben 655.000, creando il mito di “un milione di morti” propagandato ormai un po’ ovunque. Il Lancet contraddiceva sé stesso (appena due anni prima aveva calcolato circa 15.000 morti, compresi quelli causati dai combattimenti veri e propri, ed è davvero difficile immaginare come si possano aggiungere 640.000 morti nel giro di due anni) ed era impietosamente contraddetto dai dati reali (per di più calcolati da un sito – Iraq Body Count – contrario alla guerra), che riportano un totale compreso tra 90.000 e 100.000 morti (ad oggi, nel 2009). Ciliegina sulla torta, lo stesso Lancet aveva utilizzato – nella propria formula di calcolo – i dati del sito Iraq Body Count, confermandone appieno l’attendibilità. Nel caso che stiamo esaminando oggi, il report è opera di due medici inglesi. Saranno anche inglesi, ma i loro nomi sono Ghassan Abu Sittah e Swee Chai Ang, che di inglese hanno ben poco. Sul primo non si trova nulla di significativo nel Web, e possiamo concludere che sarebbe un perfetto sconosciuto, non fosse per le migliaia di siti che adesso lo citano in relazione all’articolo. Swee Chai Ang è una dottoressa, chirurgo, da anni impegnata a favore della causa palestinese. Ha scritto un libro: “From Beirut to Jerusalem – Testimonianza sui massacri di Shabra e Shatila” , insignita da Arafat della “Stella della Palestina”. La Ang afferma di essere cresciuta come “fondamentalista cristiana” e “pertanto di aver supportato Israele” ma poi ha invertito opinione. L’affermazione lascia perplessi, perché il fondamentalismo cristiano non necessariamente è pro-israeliano (basti citare il recentissimo caso del vescovo Williamson) ma prendiamola per buona. Di sicuro abbiamo abbastanza elementi per dubitare sull’assoluta imparzialità e oggettività dei due medici e non si tratta di questione di poco conto, giacché il loro articolo è interamente basato sulle proprie osservazioni e testimonianze (anche indirette) e non c’è uno straccio di documentazione che lo supporti (nemmeno una foto, per quanto ne sappiamo).

ARMI SEGRETISSIME – Veniamo ora all’articolo, e in particolare alle misteriose armi che – secondo i due medici – Israele avrebbe utilizzato. Per prime vengono le bombe al fosforo. Le armi al fosforo bianco sono utilizzate come fumogeni e illuminanti ed hanno anche effetti incendiari. Le foto che accompagnano questo articolo ne evidenziano gli effetti e mostrano come questa sostanza sia impiegata persino a livello di armamento individuale, nelle bombe a mano fumogene. E’ chiaro che respirare quel fumo fa male. E’ altrettanto fosforo 300x109 Gaza: informazione e disinformazionechiaro che essere colpiti da uno di quei tizzoni significa rimediare ustioni anche molto gravi. Ma dev’essere altrettanto chiaro che per uccidere la gente quello è il sistema meno efficiente che si possa concepire, visto che una normale granata ad alto esplosivo spazza via una zona molto più vasta con schegge roventi e supersoniche che devastano, sbranano, mutilano e uccidono con un’efficienza estremamente maggiore. L’utilizzo di armi al fosforo per attaccare i civili è vietato. Verissimo. Ma forse questo significa che utilizzare una bomba normale per uccidere i civili è consentito? E’ vietato anche quello! Tutto questo i due medici lo sanno bene, difatti non parlano di semplici armi al fosforo, ma di un misteriosoadditivo stabilizzante” che gli israeliani avrebbero aggiunto per impedire che il fosforo bruci completamente allo scopo di contaminare i luoghi dove si deposita. Teoria interessante. Si potrebbe anche sostenere il contrario: ossia che gli israeliani, sapendo di dover utilizzare quelle armi in ambiente urbano, abbiano modificato la composizione del fosforo per attenuarne l’effetto incendiario. Non è dato saperlo: sembra che i due medici si siano dimenticati di fare la cosa più semplice di questo mondo: prelevare campioni del “contaminante” e farli analizzare. Ma a sentir loro, tutta Gaza dovrebbe esserne ricoperta. Ci sarà pure qualcuno che voglia fare lo scoop del secolo o no? In fin dei conti, basta un po’ di ovatta e una provetta. Fino a quel momento, la testimonianza dei due medici, sul punto, è senza prove e la loro teoria è alquanto macchinosa e illogica.

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