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“Io amo i gay, bisogna dire così”

Papaleo e Morandi si scusano, a modo loro, della figuraccia di ieri


(Photo by Daniele Venturelli/Getty Images)

Rocco Papaleo e Gianni Morandi continuano, con qualche frasetta non proprio edificante, a portare il discorso sugli omosessuali a un livello che più basso non si può.

DOPO L’OMOFOBIA, RIDOLINI – Dopo la performance non esattamente edificante di ieri, con il duo dei Soliti Idioti a dire battutine non sveglissime come “sono come una donna ma non ho le mestruazioni” [LEGGI QUI], in conferenza stampa nel pomeriggio Gianni Morandi aveva dichiarato che avrebbe fatto ammenda: ‘Oddio, non so rispondere. Non ho niente contro i gay. Per me sono tutti uguali, che devo dire?’, commentava Morandi. Rocco Papaleo gli suggeriva: ‘Di’ ‘adoro i gay”. ‘Non c’e’ problema, stasera entro e dico ‘adoro i gay”, diceva Morandi. ‘Certo che non ci facciamo mancare niente in questo paese’, concludeva Papaleo.

LA PRIMA SERATA – Prima della gag si sono esibiti nel duetto Francesco Renga e Sergio Dalma con Il Mondo, ormai un super classico che non passa mai di moda. Alle 22 e 50 di stasera la scenetta della conferenza stampa è stata ripetuta, piu’ o meno identica, davanti a milioni di spettatori. Con Rocco Papaleo che accenna alla polemica con i gay – “omosessuali” è parola non gradita, evidentemente perché troppo esplicita – e Morandi che risponde, come imbeccato, “io amo i gay, io amo i gay”, insieme ad altre frasi da manuale di conversazione. E Papaleo, intercalando, aggiunge “Bisogna dire cosi'”, con aria finto-rassegnata. Niente di che, nulla di trascendentale. Non è mica come le dichiarazioni di un politico omofobo, o la violenza di qualche striscione di estrema destra. E’ un tipo di discriminazione un po’ piu’ sottile e furba: quella che vorrebbe riprendere l’uomo da bar, sinceramente stufo di tutti questi sofismi, che vuole dire quello che pensa e pretende pure che non si offenda nessuno. Un Sanremo piccolo piccolo.