L’esercito segreto degli Usa

15/02/2012 - Quando la CIA si blocca, ecco i JSOC Buzzfeed e The Atlantic raccontano dell’esistenza di un corpo dell’esercito statunitense segreto, che ha agito fino a pochi mesi fa in Pakistan, alle dirette dipendenze di Barack Obama. GLI INFILTRATI – Con

     
 

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Quando la CIA si blocca, ecco i JSOC

Buzzfeed e The Atlantic raccontano dell’esistenza di un corpo dell’esercito statunitense segreto, che ha agito fino a pochi mesi fa in Pakistan, alle dirette dipendenze di Barack Obama.

GLI INFILTRATI – Con la morte di Osama Bin Laden, il Presidente e l’eventuale successore dopo le elezioni del 2012 dovranno trovare un compito, un obiettivo, insomma qualcosa da fare per la U.S. Joint Special Operations Command, una componente interna della United States Special Operations Command (USSOCOM), ed è incaricata di pianificare le operazioni condotte dalleforze speciali delle Forze Armate degli Stati Uniti. Cosa ha fatto questo corpo? Ad esempio, nel 2005 un terremoto di magnitudo 7,6 della scala Richter ha colpito la regione del Kashmir uccidendo 75 mila persone. Nonostante gli USA fossero impegnati già da quattro anni nella zona per combattere il terrorismo, aiutarono lo Stato in odore di combutta con le forze nemiche con l’invio di uomini e mezzi.

IL DEPISTAGGIO - Illuminati dallo Spirito Santo? Non proprio. Grazie a quanto stava succedendo nel Paese, gli USA sono riusciti a infiltrare decine di agenti della CIA spacciandoli per operatori sanitari e contractors. Peccato che queste persone non fossero state preparate dal locale ufficio d’intelligence, ISI, e questa mancanza ha consentito ad Al-Qaeda di riformarsi proprio nelle zone in cui la CIA non riuscì a radicarsi a fondo, a causa dell’operato del centro d’intelligence pakistano.

SABOTARE KARZAI – Ancora. L’ISI fece di tutto in Afghanistan per minare nelle fondamenta il governo di Hamid Karzai, allenando e formando i talebani. L’esercito regolare pakistano era ai quei tempi impegnato a fronteggiare le minacce provenienti dall’India e dovette abbandonare il confine con l’Afghanistan. L’amministrazione Bush usò l’ISI per arrestare alcuni leader di al-Qaeda, ignorando, forse volutamente, che la stessa organizzazione d’intelligence pakistana aiutava altri leader e campi di formazione dei terroristi seguaci di Bin Laden.

L’ARRIVO DEL JSOC – A quel punto è entrata in campo la JSOC. Ottennero informazioni basilari sui membri di al-Qaeda, sono penetrati nell’Isi e hanno saputo come i pakistani trasportano le loro testate nucleari. Sotto il nome in codice “SCREEN HUNTER”, riuscirono ad identificare i membri dell’ISI affiliati ad al-Qaeda. Costoro vennero “violentati” psicologicamente e anche grazie a una sagace opera di disinformazione sono riusciti a piegare i nemici.  Nel mentre, alcune squadre come il SEAL e il DEVGRU, aiutarono l’esercito USA a mettere in piedi un piano parallelo di caccia ai terroristi chiamato “VIGILANT HARVEST”. Questi uomini operano in zone di confine pakistane e ritenute off-limits per gli americani e sono riusciti ad individuare corrieri e campi d’allenamento. Con tanti saluti alla CIA.

A UN CERTO PUNTO BASTA, FORSE - Nel 2006 questa squadra ha superato spesso il confine tra Pakistan e Afghanistan, con i loro movimenti monitorati da satelliti e drones, oltre che dai cellulari “isolati” per evitare sguardi furtivi dei servizi segreti asiatici. A volte capitava che i membri dell’intelligence pakistana capissero quanto stava accadendo, e reagissero con colpi d’arma da fuoco diretti verso i drone. La cosa però non poteva durare. Un componente dello staff di Obama ha confermato che a metà del 2011, dopo alcune tensioni tra l’esercito americano e il governo pakistano, tutto il personale JSOC, esclusi i militari “conclamati”, furono accompagnati fuori dal paese asiatico. Quelli rimasti vennero chiamati “omegas”, un termine che indica il loro status di “riserve”. A quel punto si sono uniti ad alcuni agenti della CIA. E poi hanno ucciso Osama Bin Laden entrando ad Abbottabad.

     
 

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