Più bordelli per tutti
15/02/2012 - In Egitto un avvocato vuole ripristinare le case di tolleranza per fermare gli scontri confessionali Riaprire le case chiuse in Egitto come ‘cura’ contro gli scontri confessionali. E’ questa la proposta di Sayyed Abd al-Wahid, avvocato egiziano della Cassazione, il
In Egitto un avvocato vuole ripristinare le case di tolleranza per fermare gli scontri confessionali
Riaprire le case chiuse in Egitto come ‘cura’ contro gli scontri confessionali. E’ questa la proposta di Sayyed Abd al-Wahid, avvocato egiziano della Cassazione, il quale ha annunciato che presto presenterà alle autorità del Cairo una richiesta in tal senso.
EL FLAGR - Citato dal quotidiano ‘El Fagr’ il legale ha fatto sapere che intende chiedere il ripristino della legge sulle case di tolleranza del 1885, quando l’Egitto si trovava sotto protettorato britannico, la quale permetteva a chiunque di aprire un bordello con una licenza rilasciata dallo Stato della durata provvisoria di tre mesi, nel corso dei quali le autorità effettuavano i dovuti controlli sull’idoneità del luogo e sulle ragazze ‘impiegate’. “La maggior parte dei problemi confessionali cui si assiste in Egitto di recente è causato dal sesso, e non dalla religione”, ha spiegato Abd al-Wahid, sottolineando che “l’appartenenza confessionale, che sia cristiana o islamica, è solo una copertura per sfogare l’istinto sessuale”. Senza contare che “la presenza di case chiuse nel rispetto della legge permetterebbe allo Stato di tenere sotto controllo eventuali malattie delle prostitute che vi lavorano”.
LA PROSTITUZIONE – In questo modo “il problema della sessualità nei giovani si risolverebbe senza intoppi”, oltre al fatto che “la prostituzione ufficiale esiste in molti Paesi islamici, tra cui la Turchia”. Ciò permetterebbe di “ridimensionare le problematiche che derivano da un divieto del sesso”, ha aggiunto l’avvocato, il quale si è detto “consapevole” del fatto che “l’idea può essere scioccante per qualcuno”. Ma secondo Abd al-Wahid, il fine giustifica i mezzi. “Se ci pensiamo bene – ha concluso – in questo modo si chiuderebbe la porta al fanatismo e alla violenza”.













Bordelli CASINI..
utili a sconfiggere la prostituzione per le strade del mondo…
cosa antica, praticata , sempre esistita ..semmai ora in tempi moderni, tali prestazioni sono richieste anche da parte femminile , pertanto vanno “se fatti i casini..” per entrambi i sessi
Finalmente qualcuno con le idee chiare e giuste! Grande Sayyed Abd al-Wahid! Fate l’amore e non fate la guerra… ricetta così semplice!” Se siete occupati a fare l’amore, non avete tanto tempo per fare la guerra e soprattutto fare la guerra vi sembrerà un inutile spreco di tempo ed energie.
Se ci fosse un bordello in ogni quartiere, il mondo sarebbe un posto infinitamente più tranquillo e sicuro.
Sono ansiosa di sapere come verrà accolta questa richiesta. Non avrei mai indovinato che a formularla potesse essere un Egiziano, non per sminuire l’intelligenza o l’inventiva di nessuno, sia chiaro, ma, considerato il clima repressivo di quei luoghi… Non ho davvero parole per commentare, ma tanta, tantissima curiosità. Non vedo l’ora di leggere circa le future evoluzioni.
Viva l’Amore, gente…quello vero, pero’.
e viva le trombate, ma solo se fatte bene.
Forse sarebbe meglio che in Italia si riscoprisse la saggezza di Lina Merlin. Per quel che concerne invece la laicità in Egitto meglio i Kiff Shop, cioè le fumerie di Hashish, sono già legali in Iran e presto saranno legalizzate anche in Iraq, in Libano e in Siria, quindi tanto vale…comunque lo sapevo che la Turchia è il Bordello della N.A.T.O.
Nella foto “panoramica” in alto si vede meglio…. se quello seduto tra la mora e la rossa, mentre prende un bicchiere, non è Cirino Pomicino (in questo caso Pomicione), è suo fratello gemello. ‘Sto sozzo!
però le donne sono costrette a restare vergini fino al matrimonio o peggio infibulate e private del piacere, ma che cultura di merda che hanno questi islamici?
Le Sharmude in Egitto ci sono come nel resto del mondo, se non sapete cosa sono immaginate, invece di criticare stando a casa.