Ne e’ passata di acqua sotto i ponti da quando Bill Clinton non Ronald Reagan, aveva dichiarato piu’ di un decennio fa: “the era of big government is over.” Ora viviamo calati, ripiegati piu’ che altro nei tempi grami della salvifica figura di Obama, della sua sapiente retorica sinora molto vana, priva di dettagli e un po’ cerchiobottista
“Controcorrente” è la rubrica periodica di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Warning: può causare allergie, nausee, sonnolenza e dare assuefazione
Sinora: forse con il discorso al Congresso dell’altra sera l’uomo ha finalmente gettato la maschera, come potete leggere dal resoconto qui (dove l’interpretazione e’, lasciatemi dire, piu’ in linea con il conventional wisdom speranzoso e lievemente biased diffuso tra lettori e redattori Giornalettisti). Wall Street invece – dove sono quotate le aziende di Main Street e i risparmi della gente, giova ogni tanto ricordarlo – la maschera a Obama l’ha tolta da subito. I mercati che salutarono la sua elezione con un bel meno tre percento non gli hanno mai concesso credito: gli indici han perso di piu’ in un mese di Obama che negli ultimi tre di Bush, quando si pensava di essere immersi nel peggior momento. La cattiva notizia e’ che Wall Street ha azzeccato, almeno a sentire la proposta per il budget presentata dal Presidente al Congresso.
Come giudicare una proposta da $3.55 trillion (migliaia di miliardi), se non come un Big Government gamble? E’ questo il change per cui la gente l’ha eletto, veder tornare lo Stato a stampar moneta, far debiti che pagheranno le generazioni future, includendo un aumentino delle tasse da 1 trillion in dieci anni per imprese e redditi “benestanti”? Spingendo il gia’ notevole buco di bilancio statale all’immensita’ di quasi 2 trillion quest’anno? Chi la finanziera’ mai ‘sta montagna di soldi: la Cina, solo perche’ glie l’ha chiesto Hillary? E come, se i consumi occidentali calano e ancor piu’ scende drammaticamente il livello dell’import export? Obama infati necessita di una autentica montagna di soldi: non si e’ limitato ai gia’ impegnativi bailout per salvare banche e industria automobilistica; da bravo liberal lui nello Stato salvifico ci crede veramente, quindi ha infilato nel bugdet ulteriori cosucce de gnente in epoche di risultati economici normali, figuriamoci in questa.
SPESA CHE CRESCE… - Si tratta, oltre ai succitati bailout, di un discreto aumento delle spese militari (se e’ vero che si ritira dall’Iraq in 19 mesi e’ altrettanto vero che intende estendere la presenza in Afghanistan) e soprattutto di una imponente espansione del sistema di garanzie sanitarie, dei finanziamenti per le energie “pulite” (o per meglio dire interne agli Usa in modo da ridurre la dipendenza da fonti straniere) e di grandi “miglioramenti” (statalizzazione?) del sistema scolastico. Il tutto finanziato a debito per due anni (ma la crisi non era scoppiata per un eccesso di debito?) e poi non si sa. “What I won’t do is sacrifice investments that will make America stronger, more competitive and more prosperous in the 21st century — investments that have been neglected for too long,” ha dichiarato l’Obama oratore al Congresso: gia’ che siamo sulle spese, cressi ‘l mucio (aumenta le quantita’) come si diceva in Veneto. Evidente il piano, no? Una volta “drogato” il budget con spese sempre piu’ imponenti non si torna piu’ indietro, si devono alzare ulteriormente le tasse, e in uno scenario del tutto Europoide lo Stato non e’ piu’ quel male necessario da tener schiacciato al minimo possibile tipo riscaldamento, bensi’ diventa l’Alfa e l’Omega che ribalta come succede regolarmente in Europa la Grande Scandalosa Verita’ Liberale, la vera distinzione che rende il Liberismo irriducibile al Socialismo: legittimare e’ l’opposto di liberalizzare. Una volta decollato lo scenario statalista, non sarebbe piu’ invertibile e dominabile memmeno se tornassero i repubblicani. Una situazione all’italiana, in cui chiunque sia al governo non pio’ che spendere e spandere perche’ altrimenti i venti milioni e passa di assistiti da stipendi statali cheffanno, ‘ndovanno?
DISSENSO CHE ESCE… – Alcuni governatori illuminati come Jindal della Louisiana hanno sin d’ora declinato l’offerta che non si puo’ rifiutare presentata dal serpente Ka: a me gli occhi, eccovi tanti soldi, spendeteli per due anni di assistenzialismo, poi si vede. Ovviamente I dems. si spellano le mani negli applausi: big government is back, huge! Dopotutto sono maggioranza, la luna di miele elettorale e’ ancora lungi dallo spirare; ci si puo’ anche permettere di dar colpa alle “failed economies” dei liberisti selvaggi, fingendo di dimenticare i disastri Fannie Mae e Freddie Mac (entrambe agenzie inventate e gestite da politicanti dems., alcuni dei quali consiglieri del Presidente), la deregulation sui prodotti derivati introdotta da un tizio sotto Clinton che ora fa il consigliere economico del Presidente dopo esser passato per una Citibank a caso e tante altre amenita’ da politica politicante. Cosi’ invece di esser sobri sulle spese in tempi di crisi finanziaria, si critica chi taglio’ le tasse ai cittadini e alle imprese per lasciar loro piu’ soldi: il mondo si rovescia. ”Non e’ altro che un sobrio, onesto assessment dello stato in cui versa il nostro paese e un severo ma realistico piano per mettere il budget statale in linea con le nostre priorita’” ha commentato il senatore John Kerry, candidato democratico alle presidenziali del 2004 sconfitto da Bush. Piatto ricco mi ci ficco: tra le priorita’ ad esempio rientra anche un finanziamento miliardario per una linea ad alta velocita’ tra L.A. e Las Vegas, un “passante ferroviario” nel distretto elettorale del leader democratico Reid. Benvenuti nel regno del big spending clientelare: una volta provato, nessun politicante torna piu’ indietro! Altri invece non la vedono come costoro; il deputato Morici ad esempio :”Abbiamo imparato a nostre spese che il big government porta solo al big government e a un alto tasso di disoccupazione” (sta parlando dell’Italia? Ndr). Insiste: “Stiamo scegliendo soluzioni stile anni ’70 per risolvere problemi del tutto nuovi, non funzionera’. La gente sara’ felice di ricevere assistenza sanitaria gratuita per un po’, ma quando inevitabilmente finira’, saranno pianti e lacrime”. Tutti tranquilli, Barack ha un piano e a sinistra ci si spella le mani a forza di applausi fideistici. Non fosse per quei cazzoni di Wall Street …




Sempre detto, Obama non mi piace.
E non mi piace che non si sia capito, negli USA, che la libertà era legata soprattutto al fatto che lo stato non era troppo impiccione…
fantastico questo voler smascherare Obama nei primi cento giorni, quando nessuno negli ultimi vent’anni ha mai pensato di smascherare i predecessori ( e ci includo pure qualche democrat sennò mi si taccia di essere in linea con un certo conventional wisdom speranzoso e lievemente biased )che in linea con un certo conventional wisdom speranzoso e lievemente biased nei confronti dei cosiddetti cazzoni di Wall Street ci hanno fatto sprofondare nella merda
Non posso far mancare i miei saluti al mio carissimo “nemico” Abramo..:-D
Pur senza essere (credo) in linea con un certo conventional wisdom speranzoso e lievemente biased diffuso tra lettori e redattori Giornalettisti e quindi in parte condividendo le perplessità sulle scelte di Obama, penso sarebbe giusto ricordare, come fa Tess, che il giudzio di Wall street non è il massimo della credibilità (visto che è anche in certi ambienti che è maturato il casino che sta sconvolgendo le economie dei paesi “ricchi”. Un po’ come i seriossimi rating assegnati da moody’s e da S&P: oggi sono buoni più per uno dei miei scarabocchi che per un reale giudizio di affidabilità.
Penso che ci sia bisogno di più “mercato” (che è cosa diversa da quello che ci è stato propugnato negli anni belli dell’edonismo reaganiano, rileggersi papà Adam Smith) ma anche di più “Stato” (ma non necessariamente inteso in più intervento pubblico nel business.
Senza tanti wisdom, forse è il caso di ricordare quel mandarino della provincia di Lanzhau che, 1230 anni prima di cristo, dopo una terribile carestia dovuta ad una tremenda inondazione, ricordava che per riempire la ciotola non servivano i piagnistei, ma metteri con tenacia a coltivare il pezzo di terra risparmiato dalla piena del fiume.
Obama ce prova, e magari sbaglia. Qualcun’altro (non faccio nomi) manco ce prova..
Un sorriso dalle terre Comicomiche
C.
Si, però certo conventional wisdom speranzoso e lievemente blasè è fantastica. Una alla settimana e svoltiamo.
tnxs enrico, condivido.
Tess, siamo alle solita inversione causa effetto: Maddoff et similia a parte (un caso di circonvenzione di incapaci: caveat emptor, dicevano gia’ gli antichi), se le finanziarie creavano prodotti tossici ma perfettamente LEGALI, la colpa e’ di chi li costruiva o di chi glie l’ha permesso?
Se e’ scoppiata la bolla dei mutui, la colpa e’ di chi li offriva a gente non solo priva di garanzie ma anche di redditi, o di chi li ha incoraggiati a farlo per motivi “social-sti” e di integfrazione? Mai dimenticare tra l’altro l’unico lavoro mai fatto da Obama, quello di assistente sociale, coinvolto quindi nell’offirre opportunita’ anche abitative ai “diseredati”. Lavoro nobile quando ne sistemi uno, ma quando la cosa si moltiplica per mille milioni, qualcuno alla fine il conto lo deve pagare, e’ la fisica (what goes up must come down).
Uno di questi che “han permesso” in tempi non sospetti clintoniani lo nomino nel post, e’ l’attuale ministro delle finanze, gia’ promotore di leggi che genereranno disastri sotto Clinton ed ex dirigente di citibank.
Tornando a Wall Street, chiaro che la bramosia e l’avidita’ fossero motori, ma e’ lo stesos del bottegaio, o dell’investitore privaot che ha messo i suoi risparmi sui bond Argentina attirato dai rendimenti, salvo poi fingere piangendo di essere stato ingannato da uno asoslutamente avido come lui, il bancario di turno …
Mi pare che sui predecessori, anzi, sul predecessore sia stato detto di tutto e di più. Forse addirittura di più.
Caro Copy, condivido l’analisi impietosa delle S&P Moodys’ etc. E’ la stessa sensazione che provo (la voglia di imbracciare il mitra) quando sento chi vanta che “le banche italiane invece hanno saputo preservarsi dai prodotti tossici …”
Nella realta’ non ci sono cascate per mera arretratezza, incapacita’ di comprendere, decisori ottantenni e analisti schiavi.
Gli stessi che ti rifiutano cento di prestito perche’ nopn sanno capire che al tua idea imprenditoriale vale se va male mille,ma te ne danno duecento se possiedi un capannone fatiscente che ne vale dieci sulla carta.
Ma tant’e’.
Torniamo a bomba: il vero discrimine tra noi, caro Copy, non e’ distinguere tra ci prova e chi no, ma tra chi CE PROVA come Obama e chi fa i conti con le sue tasche.
Esattamente come i contadini cinesi che mettevano nella ciotola quello che POTEVANO RISPARMIARE E non la razione di riso dei figli dei loro figli.
Qui la faccenda e’ semplice: non stiamo piu’ parlando di salvare 60.000 operai col bailout automobiistico ma di approfittarne per rifondare l’ASSITENZIALISMO.
Lo trovo arretrato e pericolosissimo.
Dire che lo Stato debba e possa “stimolare” e smussare, correggere le cattiverie del mercato e’ un conto, ma fare in modo da “jeopardizzare” il tenore di vita di generazioni successive come da noi in Italia e’ un altro.
Obama questo sta fsacendo, sta ricducendo gli Usa all’Europa, estirpando quanto di piu’ prezioso hanno, il futuro: li ridurra’ come naoi a una societa’ chiusa sul suo presente, sul “particulare” di ogni monade individuale chiusa in se stessa. Che e’ l’esatto contrario del “Leave me alone” individualista del sogno americano.
Ciao!
enrico: e non sono ancora stanchi di dirne.
Ti ricorderai, qualche decennio fa, in Cina quando c’era qualcosa che non andava bene o qualche fallimento non celabile, se ne accusava regolarmente “le malefatte della banda dei quattro capitanata dalla vedova di Mao”.
Ecoc, Bush e’ la nuova “banda dei quattro”: la scusa dietro cui trincerarsi.
ricchiuti, ti ringrazio ma non e’ blase’ “il conventional wisdom speranzoso”; e’ solo “lievemente biased”.
E’ isperata a una delle sentenze mie preferite dal De Bello Gallico di C.G.Cesare. Riferendosi alla volubilita’ e influenzabilita’ delle tribu’ Galliche, duemila anni fa il Divo Giulio (quello vero) ti spiaccicco’ li’ per li’ una immortale: (trad.): “La gente crede subito a cio’ che desidera sia vero”.
Eppoi Copi, dico, siamo seri: ma l’hai visto quel terrificante grafico “deep impact”? Hai visto dove Obama fa schizzare il deficit di un Paese che ha pure la bilancia commerciale in passivo?
E’ come se un negoziante con piu’ spese che ricavi decidesse di comprarsi tutti i negozi sulla sua strada!!!!!
E’ questo che vorresti succedesse anche in Italia?
Stiamo perlando di una crisi generata dalla trasformazione di debito in opportunita’ di credito con tanto di leva: e vorremmo risolverla col debito statale?
Significa: non faremo sacrifici, paghera’ il conto a chi arrivera’ dopo di noi.
Io credo che le motivazioni fossero davvero poco social-ste e più protese, disciamo, all’ arricchimento di quelli che sono ancora bell’ ancorati alle loro seggiole ai piani alti di Wall Street. E visto che la causa era davvero poco nobile e l’effetto è stato devastante, preferisco il social-smo più pragmatico di Obama.
Invece di darti un tetto solo per sei mesi e di buttarti poi fuori a calci in culo, prendi l’ assicurazione sanitaria. Almeno puoi sperare ( questa è molto biased )di non crepare
@abr
“Dire che lo Stato debba e possa “stimolare” e smussare, correggere le cattiverie del mercato e’ un conto, ma fare in modo da “jeopardizzare” il tenore di vita di generazioni successive come da noi in Italia e’ un altro.”
Io sono d’accordo con te.
Da noi in Italia, questo vizio ce l’hanno tutti (a volote la destra più della sinistra!!!!)
Ti ho già detto che non condivido se non in parte il Piano Obama. ma partiamo dal principio che la situazione – eccezionale – in cui si trova ad operare è stata “creata” da chi c’era prima di lui (ed era a parole un alfiere del libero mercato)
Sull’Italia, come immagino sai, il nio pensiero è che tremonti fa bene a non fare manovre in deficit spending (quello che tu chiami: fare i conti con le proprie tasche) Ma fa male, da gestore del bilancio pubblico, a non reprire risorse tra i tanti sprechi e le tante incogruenze che ci sono DENTRO il bilancio dello Stato
^_^
Ciaooo!
Se se Tess, siamo alle solite: tu sensibile e responsabile denunci kattivoni avidi e proteggi poveri senzatetto, io insensibile kapitalista difendo i rikkastri truffatori.
Non ti viene il dubbio che forse c’e’ qualcosa che sfugge?
Primo aspetto: nulla si crea dal nulla; in una famiglia normale se rimani senza lavoro non fai debiti ulteriori e talgi lespese, perchè lo Stato invece le aumenta e si indebita? Chiamiamo ‘sto fatto col suo nome vero per favore: SO’ ROBE DA PAZZI!!!!
Perlomenoin Usa sono onesti, contrariamente a qui sanno bene che l’aumento di tasse coprirà meno di un ventesimo del’aumento dispese richiesto (1 trillion in 10 anni)
Altro aspetto: si riesce ancora a cogliere la differenza tra “speculatori” e “intero mercato”?
Dentro a Wall Street ci stanno tutti: Maddoff, Lehman e i risparmi della vecchietta, il giovane che investe per lavoro etc.etc.
E tutto fa media, e la media sta “votando” contro Obama, non solo il perfido riccastro speculatore.
Finiamola col mito sinistro vecchio come il cucco persino a sinistra, della finanza uguale rendita uguale soldo sporco e lavoro uguale soldo pulito, della distinzione tra Wall Street e Main Street.
Mette in cirsi l’equazione una parolina magica, quella che potrebbe salvare l’Italia: non è lavoro, si chiama RISPARMIO.
Copy, adesso ci capiamo un po’ meglio: tu comprendi che spendere e arrivare a un deficit oltre il 12% del PIL (!!!) come sta facendo Obama è peggio che irresponsabile, è sciocco.
Dal canto mio appoggio in pieno il tuo disocrso di tagli alle spese improduttive. Peccato che Tremonti come qualsiasi governatore italiano (Mussolini incluso) è impotente al riguardo.
Peccato che siamo in Italia (ma vale anche altrove, non buttiamoci troppo giu’) e come ho scritto da te, ritengo poco comprimibili i nostri sprechi dall’attuale classepolitica di qualunque colore sia. Occhio, non perchè la classe politica sia pessima, maperchè è esatta espressione di un popolo di mediamente costituito da furfanti approfittatori oltre che invidiosi.
a me sfugge solo una cosa. Come faccia la vecchietta coi pochi spiccioli in quel di Wall Street a votare contro Obama. Per stare nella media mi viene da pensare che tutti quelli che hanno perso i loro spiccioli avrebbero potuto votare contro Bush e invece.
Che deficienti néh ?
Tess, è un dato di fatto che WS stia votando ripetutamente e fortemente contro Obama.
Per chi crede ancora che WS sia diversa da MS, la cosa non sorprende, la risposta è il banale dàgli all’Untore in voga sin dal Seicento (avanti Cristo); chi invece sa che così non è si fa delle domande e si cerca delle risposte, magari poco correct.
Quanto a Bush, sindrome della “banda dei quattro” sopra descritta uh?
Il torto di Bush sul piano economico, lo sanno tutti Obama incluso fuori di retorica, è stato quello di ANDAR DIETRO alla demagogia Clintoniana che aveva progettato la casa di proprietà e i derivati per tutti.
Il torto di Bush è stato quel “compassionate” aggiunto al “conservatorism”. DIfatti il disastro è stata la sua seconda presidenza non la prima, quando ha tiratoi l freno a mano.
Vorrei segnalare una risposta migliore della mia (un lettore del WSJournal) alla diatriba su chi o melgio che cosa porti la colpa dell’esplosione delle “bolle finanziarie multiple” e con essa di tutto WS:
http://abr.tumblr.com/post/82763210/i-rovesci-della-realta-sotto-obama-the
Una domanda “lievemente” off-topic: è assolutamente necessario infarcire l’articolo di termini anglossassoni? Esistono sinonimi italiani o fa semplicemente più figo? Con “salvataggio” al posto di “bailout” credo si capisca benissimo lo stesso.
Altra cosa: non è che uno si dichiara controcorrente, uno lo è e basta. Altrimenti sei Ostellino.
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